Orcia Doc: il vino che incanta operatori e wine lovers da tutto il mondo
26 Ott, 2018
Donatella Cinelli Colombini presidente Consorzio Orcia

 

Aprire le porte delle cantine per esportare in tutto il mondo i propri vini. Produrre vino in un territorio considerato tra i più belli e incontaminati al mondo può voler dire anche questo. E’ con questo spirito che il Consorzio il Consorzio del Vino Orcia si appresta ad ospitare una delegazione di alcuni tra i più importanti blogger e influencer del settore provenienti dagli Usa e che dal 27 al 31 ottobre sarà in giro per il territorio della Doc alla scoperta delle cantine e delle persone che sono dietro a ogni etichetta. «Una giovane denominazione, la nostra, ma dalle grandi ambizioni e con una caratteristica unica e vantaggiosissima: per esportare le sue bottiglie non deve andare all’estero perché sono i wine lovers di tutto il mondo che arrivano nel suo meraviglioso territorio di produzione – spiega il presidente del Consorzio del Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini – e noi crediamo molto che il modo migliore per far parlare dei nostri vini sia capire da chi sono pensati e dove sono prodotti, in un ambientazione che non a caso è set ideale di colossal cinematografici internazionali, ma anche da dove provengono alcune delle eccellenze enogastronomiche più rinomate al mondo».

 

I wine blogger, provenienti da diversi stati degli Usa, sono in particolare specializzati nel wine tourism e visiteranno cantine e città d’arte, degusteranno i vini,  faranno il bagno nelle acque termali calde, saranno coinvolti in esperienze divertenti con il formaggio pecorino e la ricerca dei tartufi bianchi. «Un modo nuovo, quello incentrato sul digitale, per stimolare il turismo enoico e la fama di una denominazione che si autodefinisce  “Orcia il vino più bello del mondo” e che punta quindi sul legame, anche evocativo, con la sua splendida terra di origine», conclude Donatella Cinelli Colombini. Questa attività del Consorzio, che rientra tra le azioni dell’OCM, prosegue un importante lavoro che lo scorso anno portò a conoscere la denominazione due tra i primi 20 wine blogger degli Usa.

 

Orcia Doc: una denominazione che nasce nel territorio Unesco. Le uve che danno i vini della denominazione sono in gran parte coltivate in un territorio, la Val d’Orcia, che da qualche anno è stato riconosciuto come patrimonio Unesco. Non è un caso che tra i principali temi portati avanti dai produttori e dal Consorzio vi sia proprio quello della salvaguardia del paesaggio agricolo, uno tra i più belli del mondo. Un paesaggio dove ogni anno in media si registrano circa 1,4 milioni di presenze turistiche, con un milione di escursionisti. Molti sono anche gli stranieri che hanno case di proprietà nella zona e non a caso il 65% delle aziende vitivinicole dell’Orcia Doc è impegnata anche nell’ospitalità con un agriturismo o un servizio di ristorazione. Senza contare che la maggior parte di queste strutture è come un museo all’aria aperta, un “museo del paesaggio” con punti panoramici unici al mondo.  
I numeri della Doc. Nata nel febbraio del 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici comuni a sud di Siena (Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Trequanda, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena). Il disciplinare di produzione prevede la tipologia “Orcia” (uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese), l’”Orcia Sangiovese” (con almeno il 90% di Sangiovese) entrambe anche con la menzione Riserva in base a un prolungato invecchiamento (rispettivamente 24 e 30 mesi tra botte di legno e bottiglia). Fanno inoltre parte della Doc il bianco, il rosato e il Vin Santo. A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale potenziale di 400 ettari. La produzione media annua si attesta intorno alle 240 mila bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine nel territorio di cui oltre 40 socie del Consorzio di tutela che dal 2014 ha l’incarico di vigilanza e promozione Erga Omnes nei confronti di tutti i produttori della denominazione. Il Consorzio di tutela si occupa di promuovere la denominazione attraverso azioni varie, dal web alla segnaletica sul territorio, passando per incoming di giornalisti e buyers da tutto il mondo. Sono ormai di riferimento eventi territoriali tra cui l’Orcia Wine Festival.