Venerdì 4 Settembre ore 22.00 Andrea Appino live a “Salotto INDIEpendente – Talk e Canzoni”, conduce la serata Maestro Pellegrini!
Antenna Radio Esse Media Partner dell’evento.

Il format itinerante di Francesco “Maestro” Pellegrini chiamato “Indieretta Show”, godrà di un’ edizione speciale, ovvero “Salotto Indiependente”, pensata apposta per Bottega Roots Casa del Popolo all’interno del programma Colle28, progetto del Popolo candidatura della città a Capitale della Cultura Italiana 2028.

Questo “salotto” dedicato alla musica live, pone l’obiettivo di avvicinare i grandi artisti della scena indipendente italiana al pubblico in un contesto più intimo e partecipato per un incontro dal vivo diretto ed emozionante.
Come sarà strutturato lo spettacolo?
A:”Bella domanda, è quello che stiamo provando a fare ora io e il maestro. In realtà ne abbiamo già fatto qualcuno, però vabbè il maestro Pellegrini è il capo totale dei talk, quindi mi affido a lui in tutto e per tutto. Però le volte che l’abbiamo fatto solitamente è stata una cosa molto carina perché si vanno a snocciolare un po’ di questioni… cioè tanto si chiacchiera invece di suonare e basta, cosa che detta così potrebbe sembrare brutta e invece in realtà è molto bella perché solitamente vengono fuori tante autoanalisi che non faccio nemmeno da solo.
Ho mescolato tutto questo con degli aneddoti… qualche aneddoto che sicuramente verrà fuori e mescolato a canzoni chitarra e voce che faremo insieme col maestro che non suoniamo come facciamo di solito, quindi ovviamente è un pochino più particolare e in più io ho un percorso da solista che corre parallelo a quello degli Zen dal 2013. È un po’ il mio parco giochi per uscire ogni tanto da quello che è l’impianto della band e quelle canzoni solitamente se ne stanno lì, stanno in valigia e rimangono lì a volte anche anni, l’ultima volta 8 anni addirittura.
Il talk è anche un’occasione per tirarne fuori un paio per ricordarsele, ricordarsi che esistono.“
E dargli nuova vita.
A:”Esatto“
Ma tu sei del partito che una canzone deve essere spiegata? Oppure preferisci che una canzone si si viva nel momento in cui si ascolta?
A:”Difficilissimamente spiego le canzoni, non capita quasi mai, anche perché non lo saprei farlo sinceramente. Il fatto che ho la fortuna negli anni di essermi creato, sia con gli Zen, ma anche nel mio piccolo da solista, una famiglia di persone più o meno grande, con gli Zen molto grande, che ci segue, che ha talmente dato un proprio significato alle canzoni che io poi vengo in secondo piano.
Magari ho dei motivi per cui sono nate determinate canzoni, sono state scritte, ma il potere del pubblico che le riverbera nei nostri occhi quando le facciamo dal vivo è talmente più forte e che va a coprire anche in qualche modo quello che è il sentimento che le ha provocate. Quindi in realtà rarissimamente spiego, ma a volte non ho nemmeno sinceramente motivo di farlo… ci sono canzoni che sono arrivate letteralmente perché dovevano farlo, ma non ho ben chiaro cosa sia accaduto in quel momento. Magari alcune di queste sono anche molto potenti, altre invece sono sinceramente scritte proprio per cicatrizzare qualcosa. In quel caso però anche lì mi capita sempre più spesso che poi l’analisi di chi le ascolta e le ha vissute sulla propria pelle da esterno sia molto simile se non identica a quella che provavo io nel momento di scrittura. Quindi più che parlare di canzoni o raccontare il motivo per cui sono arrivate è sicuramente raccontare percorsi anche un po’ di risate perché secondo me ci sta anche un po’ di sana ironia e autoironia, altrimenti diventa tutto troppo pesante“
Assolutamente necessario. Infatti voi comunque, correggimi poi ovviamente se sbaglio, vivete molto di questo dualismo tra ironia e una profondità emotiva piuttosto impattante, quindi viaggiate spesso tra questi due binari.
A:”Io credo che sia una parte integrante della vita, perché le cose non vanno a migliorare. Si, vanno sempre a migliorare, si cresce ecc.. ma ovviamente l’architettura stessa dell’esistenza non è certamente gentile con lo scorrere del tempo, quindi più passa il tempo più arriveranno dolori, arriveranno cose brutte, arriveranno cose da dover risolvere, arriveranno distacchi importanti. Tutto questo, se oltretutto vissuto con un’adeguata pesantezza che comunque ci contraddistingue, diventa decisamente “unbearable” (insopportabile), direbbero gli inglesi, no? Ti sopraffà. E quindi cosa esiste in tutto questo? L’ironia, cioè anche il prendersi un po’ per il culo e anche alleggerire questa architettura della vita che indubbiamente è fatta così, indubbiamente va accettata, ma ogni tanto va anche presa per il culo, sinceramente, così come ogni tanto va anche preso in giro la nostra stessa persona, perché altrimenti si diventa insofferentemente pesanti. In questo aiuta la nostra provenienza geografica e la Toscana, come ben sappiamo, insomma è quella patria lì, no?“
Assolutamente sì. Sottoscrivo ogni cosa, è vero, l’ironia serve tantissimo. Riallacciandomi un attimo al discorso di prima, infatti, rispetto al significato delle emozioni, voi comunque siete delle persone piuttosto riservate. Anche tu sei molto riservato, comunque si nota, si percepisce.
A:”Mediamente riservato.“
Sì, diciamo che non ho mai letto di grandi fatti tuoi in giro, comunque.
A:”No, no, no, sinceramente no, ma anche perché sono noiosi“
Comunque ecco sei una persona piuttosto riservata, però quando scrivi parli in modo molto chiaro, che sia ironico o più profondo. Come ti senti rispetto a questo contrasto?
A:”Ma sinceramente mi sento al mio posto perché perché molto spesso sento il contrario, no? Quindi un celato ottimismo, no? Un fortissimo ottimismo, un po’ di pedagogia nei testi delle canzoni e poi grandi chiacchiere sulle proprie esperienze personali, su quanto queste siano fondamentali. Io preferisco fare il contrario, una forte dose di realismo nelle canzoni e poi una buona dose di “cazzonaggine” nella vita privata. Mi sento a mio agio così, sinceramente e trovo che non ci sia niente di pedagogico nella musica, anzi debba assolutamente essere uno sfogo e in questo sfogo puoi dire tutto e cantare tutto. Non credo assolutamente al fatto che la scrittura debba per forza in qualche modo instradare. Assolutamente. Semmai i fatti che uno compie nella vita che è meglio che instradino rispetto alla scrittura. Tutto lì“
Dal 2001 a oggi avete pubblicato 13 album più ovviamente tutta la tua carriera personale e non avete mai trovato “pace nel mondo”, come mai?
A:”Ma mai farlo. La frutta matura è quella che casca dall’albero“
Non sei mai caduto allora.
A:” No, no, no, no, no. Acerbi, acerbi sempre“
Contento di venire a Bottega? Sarà la prima volta? Sei emozionato?
A:”Non conosco Bottega, ma conosco ovviamente Colle Val d’Elsa che era insomma uno dei luoghi in cui abbiamo suonato tantissimo quando c’era il Sonar e ho grandissimi ricordi legati al Sonar, quindi a Colle in generale. Anche prima del Sonar, addirittura nel 2001 suonammo a una festa a Colle che è rimasta nei nostri piccoli personali libri di quei luoghi incredibili, perché al tempo ancora lavoravo, facevo il capogruppo di volantinaggio nel 2001 e non avevamo un mezzo per muoverci perché eravamo dei miserabili, parliamoci chiaro. E quindi utilizzavo la macchina dei volantini che era una station wagon vecchissima e distrutta con dei volantini colorati appesi sopra e noi ci presentammo con quella e insomma ancora oggi me lo ricordo chiaramente“
Questi sono i famosi aneddoti che poi rendono divertente la vita di un musicista.
A:”Ce ne saranno vari“
Immagino, comunque il capogruppo di una ditta di volantinaggio non credevo.
A:”Era l’unico lavoro che mi permetteva di dire: “Ok, settimana prossima non ci sono questo giorno, questo giorno questo giorno.” Ed era l’unico lavoro che mi permetteva di fare anche 70-80 concerti l’anno e guadagnicchiare qualcosa, inoltre era una fucina di ispirazione. Perché posso assicurare che ci sono dei racconti… fra l’altro una ditta in cui venne a lavorare anche Karim degli Zen e anche UFO a volte, quindi era la nostra ancora di salvataggio per avere qualche qualche dindo“
La musica ci può ancora salvare?
A:”No (ahahh)“
I live si svolgono all’esterno, sono a ingresso gratuito e NON occorre prenotazione per il solo concerto.
Prenotazioni per cena al 345.2353240
Bottega Roots Casa del Popolo – Piazza Unità dei Popoli, Colle di Val d’Elsa
Ph credits: Giacomo Francesconi
Valeria Mazzola










