Valentini su Banca e Fondazione: “troppa pressione, se il Monte fa guadagni non ha bisogno di aggregazioni”
3 Set, 2015
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Dopo la presentazione alla stampa di Davide Usai come direttore generale della Fondazione Mps si torna a parlare di Banca Monte dei Paschi e questa volta ad intervenire è il primo cittadino Bruno Valentini che intervistato questa mattina da Cristiana Mastacchi è tornato a sottolineare la possibilità di resistere all’obbligo imposto dalla Bce di andare verso un’aggregazione della banca senese con altri istituti bancari.

“Da diversi mesi ho valutato l’atteggiamento dell’Europa nei confronti del Monte dei Paschi quasi come persecutorio per certi versi, non si è preso atto dell’importante ristrutturazione realizzata dalla banca e di tutti gli obiettivi di risanamento finanziario raggiunti dal Monte dei Paschi. C’è una richiesta continua di aumenti di capitale, di riduzione del personale e di riorganizzazione fino alla fusione con altre banche che vista l’insistenza di tali richieste potrebbe mettere la banca senese in seria difficoltà, non c’è situazione peggiore di quando per legge un’entità superiore agevola una vendita che avvantaggia soprattutto il compratore.”

Sottolinea la rischiosità per la Banca il primo cittadino di Siena: “Ad ottobre ci sarà un’ulteriore verifica che segue lo stress test dello scorso anno e che provocò la necessità del secondo aumento di capitale. Tutto questo arriva in un momento in cui il Monte dei Paschi comincia a guadagnare ottenendo dopo anni di perdite un utile che rimanendo in cassa permetterà di avere un rafforzamento patrimoniale che oggi è stato perseguito con un nuovo capitale di rischio sottoscritto da nuovi azionisti.”

Secondo il sindaco quindi l’istituto bancario senese potrà estinguere il debito presente con lo Stato facendo nuovi guadagni che invece di essere distribuiti rimangano dentro la banca irrobustendo il capitale stesso della banca non avendo così la necessità di aggregarsi con altri istituti bancari.

Parla anche di Fondazione il primo cittadino. L’ente che vede al vertice il neo direttore generale Davide Usai delinea un nuovo cambio di mission: “Ho trovato nelle parole di Usai il mio pensiero integrale. E’ finito il tempo in cui noi chiediamo alla Fondazione di sostenere progetti per i quali si conta solo sui soldi dell’ente diretto da Usai senza avere la ragionevole certezza che tali progetti possano stare in piedi. I soldi della fondazione devono cumularsi ad altri fondi di investimento europei, regionali e privati così da far sì che l’intervento della fondazione sia un volano per la nostra città.”

E proprio all’ente diretto da Usai Valentini chiede di sostenere il progetto del Santa Maria della Scala fondendo i finanziamenti della fondazione con quelli di Regione e Unione Europea. “La fondazione deve integrarsi con altri soggetti che possono investire in progetti locali. Sul Santa Maria della Scala puntiamo proprio su tale fusione, auspicando un unione tra le risorse comunali, quelle dell’ente e quelle europee così da rendere per il prossimo anno il Santa Maria più autonomo, più forte e più attrattivo.”

 

Carolina Sardelli