Un mare azzurro ha attraversato domenica le vie di Siena.
È quello della Contrada del Nicchio, scesa in strada per celebrare una vittoria attesa 28 anni e per stringersi attorno ai protagonisti del successo del 16 agosto. Un corteo imponente, colorato e partecipatissimo, che ha riportato al centro della festa anche il fantino vittorioso Giovanni Atzeni detto Tittia, al suo primo ritorno in pubblico dopo la brutta caduta al termine del Palio.
“Ci siamo tutti. Insieme, per la prima volta”, ha detto il priore Davide Losi, sintetizzando in poche parole il significato della giornata. Con lui il capitano Fabio Giustarini e soprattutto Tittia, accolto lungo il percorso da un bagno di folla. Il fantino ha sfilato sulla carrozza bianca che chiudeva il corteo, tra due ali di popolo e con una continua raffica di fotografie, saluti e video. Per lui strette di mano e cinque ai bambini, in una giornata che ha avuto anche il sapore della festa ritrovata dopo le settimane difficili seguite all’incidente.
“Ho ripreso al 100%, avanti tutta. Sono al pezzo, la mattina presto e la sera tardi in scuderia”, ha raccontato Tittia. La caduta e i giorni trascorsi in ospedale sono ormai alle spalle: “Ci sono stati cinque-sei giorni in cui ho sofferto un po’, ma da lì in poi stiamo ripartendo al mille per mille”. La prossima settimana, ha confermato, tornerà a cavallo. Per Tittia quella del Nicchio è una vittoria dal significato speciale, anche per il rapporto con il capitano Fabio Giustarini: “È come un secondo babbo da sempre. È una Contrada che mi ha fatto affacciare a questo mondo quando non ero nessuno”. Una storia iniziata quando aveva appena 18 anni e che, con il successo di agosto, sembra aver chiuso un cerchio: “Il massimo che un fantino può chiedere”.
Tittia ha anche ammesso di aver sofferto per non aver potuto partecipare al giubilo della vittoria. “Mi è dispiaciuto non esserci, ma tanto sono uno di quelli a cui capita di tutto. È successo anche questo”. “Si rimanda, prossimamente”, ha scherzato Giustarini. Il capitano ha ribadito la soddisfazione per un successo che il popolo del Nicchio aspettava da quasi tre decenni: “L’importante è festeggiare e godersi questo meraviglioso successo. Credo che ce lo siamo meritato, senza rubare nulla a nessuno”.
La festa di domenica ha visto una partecipazione straordinaria. Si è parlato di circa 3.000 nicchiaioli, con gruppi particolarmente numerosi e tantissimi contradaioli lungo il percorso, dietro al Drappellone di Teodora Axente e in Piazza.
E proprio le mascherate hanno dato al corteo il suo carattere più spettacolare e ironico. Ci sono volute quasi due ore prima che tutti i gruppi riuscissero a sfilare. Dal “gregge” dei più piccoli al gruppo dedicato al Vangelo secondo Giovanni, fino al trenino degli anziani, la Freccia azzurra. E ancora il cammello, le streghe, il gruppo del Kaiser, naturalmente ispirato ad Atzeni, e una grande tavola apparecchiata accompagnata dal motto “no alle mosse lunghe che c’è da andare a letto presto”. Tra le mascherate più apprezzate anche il Bar Nicchio, divertente parodia del BarLume, la celebre serie televisiva, insieme alle decine di altre scene che hanno animato il lungo corteo.
Poi i brindisi, gli abbracci e la voglia di stare insieme. Una festa che ha riunito tutto il Nicchio attorno al suo capitano e al suo fantino, celebrando una vittoria che, dopo 28 anni di attesa, ha già assunto i contorni di una pagina destinata a restare nella storia della Contrada.




















