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Siena prima città al mondo con un centro storico interamente ‘beaconizzato’

Uno dei principali obiettivi di Siena candidata a Capitale Europea della Cultura 2019, espressi dai progetti contenuti nel Bid Book, è quello di essere la prima città al mondo con un centro storico interamente ‘beaconizzato’, ovvero completamente trasformato in patrimonio intelligente grazie ai beacons: piccole strutture hardware programmabili per interagire con smartphone e tablet, ma soprattutto in prospettiva con le tecnologie indossabili di prossima generazione. E per raggiungere questo obiettivo, che farebbe di Siena uno dei più importanti poli di industria culturale dell’Europa mediterranea, sono già stati siglati accordi con importanti operatori europei, tra cui Glimworm IT di Amsterdam e realtà di punta dell’area di lingua tedesca come Ars Electronica Linz e lo European Centre for Creative Economy (ECCE) di Essen, oltre che con start-up locali emergenti come BlueUp.
“Siena – sottolinea Pier Luigi Sacco, direttore di Candidatura – punta alla realizzazione di un nuovo settore di crescita ad alta tecnologia nel quale l’Europa ha una forte specializzazione. Un percorso che può funzionare al meglio proprio nelle città di patrimonio, veri e propri libri chiusi che si possono riaprire grazie alle nuove tecnologie per rendere così il contenuto di informazioni, storie, collegamenti insito in ogni singolo frammento del nostro patrimonio culturale, non solo comprensibile ma estremamente attraente e interessante. Senza contare che ci si possono costruire sopra nuove linee di prodotti culturali. Siena in questa dinamica ha un grande vantaggio. E’ infatti una città dalla grandissima dotazione di patrimonio culturale ma allo stesso tempo molto compatta. Ovvero una città di piccole dimensioni che a differenza di altre città europee può prestarsi ad una copertura integrale a livello sperimentale attraverso i beacons, per essere di fatto completamente interattiva rispetto al visitatore che potrà letteralmente interrogare gli edifici, le sculture, o anche le semplici lastre che coprono le vie della città. Cosa c’era qui tre secoli fa? Quali rappresentazioni storiche abbiamo di questo edificio? Cosa c’è successo dentro e quando? Che relazioni ha con altri elementi del patrimonio culturale della città o di altre città europee? Che cosa ci trovo e quali servizi ci sono? Le risposte a questi e molti altri quesiti in varie lingue sono perfettamente programmabili tramite i beacons che consentono anche, ad esempio, la realizzazione di cacce al tesoro culturali, con il visitatore immerso in un ambiente che può avere una valenza ludica e allo stesso tempo di apprendimento. Oppure invitato a partecipare ad un lavoro-gioco collettivo sul superamento delle barriere architettoniche o sulla razionalizzazione logistica dei servizi: da semplice acquirente di beni e servizi, il turista diventa un problem solver che crea valore per, e assieme a, la città.
“Noi – continua Sacco – vogliamo superare l’idea di turismo molto tradizionale, quasi ottocentesca, ancora molto diffusa in Italia che vede il turista che viene qui con il baedeker per compiere i soliti rituali di massa, per andare verso un turismo che fa un uso creativo ed estremamente attivo delle nuove tecnologie, e il recente lancio dell’iWatch fa capire chiaramente in quale direzione ci stiamo muovendo. Questo infatti in futuro significherà nuove forme di tecnologia indossabile: occhiali, bottoni, ecc. Un fronte che di fatto si sta aprendo e che è ancora agli esordi, e su cui bisogna muoversi ora per essere leader dello scenario del prossimo futuro”.
In particolare la Germania punta molto sull’industria culturale come futuro settore di punta, a differenza di quanto ha fatto l’Italia fino ad oggi, sulla scia degli Stati Uniti, e con la crescente concorrenza di molti paesi emergenti. Nell’Europa di oggi sta maturando la profonda convinzione che i contenuti digitali potranno dare in futuro una grande spinta alla crescita europea, e l’Italia non può non giocare un ruolo da protagonista in questa partita.
“Questo è un laboratorio che non vale soltanto per Siena – conclude Sacco – ma vale anche per tutte le altre città di patrimonio con caratteristiche simili e ad esempio in Germania città di questo genere ce ne sono molte. Ovvero città di impianto medievale di piccole dimensioni, con grande tradizione e spesso con un patrimonio importante e che oggi magari non hanno la visibilità e la fama che potrebbero avere ma che invece attraverso questo tipo di rivoluzione tecnologica potrebbero diventare luoghi estremamente attrattivi. Da questo punto di vista Siena si propone di essere fin da subito con i suoi partner di lingua tedesca il laboratorio per realizzare questo a livello europeo”.

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