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Senesi al vetriolo contro Scaramelli: “Chiarisca il significato delle sue parole su Uopini”

“Il consigliere regionale Scaramelli chiarisca immediatamente il significato delle sue dichiarazioni sulle abitazioni di Uopini rilasciate ieri e, possibilmente, eviti interferenze, con interventi avventati, su questioni molto delicate che interessano, al contrario, il futuro di molte famiglie. Quando si decide di affrontare determinati argomenti o lo si fa conoscendo e approfondendo seriamente la materia oppure e’ meglio tacere. Su Uopini, infatti, da una parte è in corso un’inchiesta della magistratura mentre, dall’altra, l’attuale Amministrazione comunale è impegnata insieme ai cittadini, come spiegato alle famiglie interessate nell’assemblea pubblica di giovedì sera a Badesse, in un procedimento tecnico di accertamento. Pertanto invito il consigliere Scaramelli ad usare in futuro maggiore prudenza prima di lanciarsi in affermazioni che poco o nulla hanno a che vedere con la reale rappresentazione dei fatti e che non possono contribuire in alcun modo al buon esito della vicenda”.

Queste le dichiarazioni di Scaramelli che hanno fatto infuriare il sindaco di Monteriggioni

“Una Toscana che ‪‎cambia non può non vincere la sfida di una politica che garantisca a tutti il diritto all’abitazione. Il settore pubblico deve ricoprire ruoli innovativi sulla condizione abitativa, trovare nuove soluzioni per dare risposte ai bisogni crescenti”. A dirlo è Stefano Scaramelli (Pd), presidente III Commissione politiche sociali in Consiglio regionale, intervenuto ieri nel corso della II Conferenza sulla condizione abitativa in Toscana. “Nella nostra Regione dobbiamo cambiare innovando il ruolo del pubblico” – continua Scaramelli – “attraverso una nuova politica, capace di favorire l’incontro tra i tanti soggetti che intervengono nel contrasto al disagio abitativo. I dati evidenziano in modo preoccupante l’aumento del disagio in Toscana. Nonostante le risorse pubbliche impiegate per la riduzione dell’emergenza casa, il report dell’Osservatorio sociale indica che c’è ancora molto da fare. Stiamo investendo in un settore che non tiene: servirebbero 750 milioni di euro per dare risposte a tutti i toscani. Una cifra impossibile da trovare in questo contesto. Le risorse non sono illimitate e, allora, dobbiamo cambiare le norme di accesso alla casa. Qui entra in gioco la politica. È evidente che serve un nuovo patto sociale. La Regione Toscana può essere cardine di un network di soggetti per il recupero del potere d’acquisto per chi non ce la fa”. “Un esempio potrebbe nascere nei prossimi mesi a Monteriggioni. Le abitazioni poste sotto sequestro nella frazione Uopini potrebbero diventare un modello” – prosegue Scaramelli (Pd) – “Nella partita per il recupero di quegli immobili e nella consegna a quanti ne hanno bisogno, la Regione Toscana può giocare un ruolo importante e mettere in campo un modello virtuoso per altre realtà. Penso anche ai tanti singoli proprietari che hanno case sfitte, anche in questo caso la Regione può essere un intermediario valido per far incontrare la loro offerta con la domanda di quanti scontano una situazione di disagio abitativo. Altre misure dovranno prendere in considerazione la difficoltà di molti ad accedere al credito che, nonostante i prezzi delle abitazioni siano diminuiti negli ultimi anni, rende ancora ardua la possibilità di acquistare un immobile di proprietà. Una difficoltà oggettiva per i giovani e non solo”. “Il ruolo della politica dovrà essere forte anche sul campo del leasing immobiliare: una misura che può segnare la differenza ed essere un cambiamento reale per il settore, per gli acquirenti e per il pubblico. Uno strumento che si pone come alternativa vera e propria al mutuo e consente a chi è in affitto di acquistare casa senza contrarre debito con una banca. Sempre sul piano sociale serve un cambiamento sulla velocità di dare risposte ai cittadini. I tempi di risposta del pubblico sono troppo lenti, occorre semplificare e abbreviare la capacità di dare abitazioni a quanti soffrono un disagio economico. La perdita del lavoro, la cassa integrazione, la nascita di un figlio, l’aggravarsi delle condizioni di salute di un familiare non aspettano. La politica deve incidere sulla velocità delle istituzioni nel dare risposte certe e veloci a chi ne ha bisogno” – conclude il presidente della III commissione del Consiglio regionale toscano.

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