Rapolano rifiuta l’unione con Asciano, il sindaco Spanu: “No a fusioni decise dall’alto”
12 Ott, 2017
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No alle fusioni a freddo, imposte dall’alto. A ribadirlo è stato il Consiglio comunale di Rapolano Terme nella seduta dello scorso 27 settembre approvando a maggioranza di voti una mozione presentata dal gruppo Centrosinistra per Rapolano Terme contro la fusione tra i comuni di Rapolano Terme ed Asciano. Voto contrario è stato espresso da Alessio Sammicheli del Movimento 5 Stelle, astenuti i consiglieri Francesco Abbruzzese e Sabra Bruscia del gruppo “Rapolano e Serre insieme”.

«Penso che questo tipo di processi quando non nascono dal territorio e non hanno un reale radicamento sono fortemente deleteri – spiega ad Antenna Radio Esse il sindaco di Rapolano Terme Emiliano Spanu – e portano ad uno scontro diretto fra le due comunità con il rischio di rovinare anche quanto di buono è stato fatto fino ad ora. Perché siamo due territori vicini, ci consociamo tutti e si sa tutto quello che accade e chi fa le cose. Ed è più facile che gli animi si surriscaldino, anziché andare verso una distensione».

Se da un lato nel documento si esprime apprezzamento «per il percorso intrapreso dai due Comuni con la nascita del brand territoriale e di tutte quelle politiche volte al raggiungimento di una più efficace promozione sia in termini turistici che economici», dall’altro si ribadisce «contrarietà sull’impostazione prettamente contabile ed amministrativa e priva di ogni considerazione di altri valori che caratterizza l’approccio che Governo centrale e regionale hanno assunto su questo specifico tema e sulle asserite, ma non dimostrate, rilevanti economie che scaturirebbero da processi di fusione ed ampiamente ricalcate nella proposta di legge presentata presso la Regione Toscana». Per questo il Consiglio comunale ha ribadito «contrarietà al processo di fusione tra i Comuni di Asciano e Rapolano Terme» invitando «la Regione Toscana a supportare tali iniziative intercomunali, abbandonando eventuali progetti di fusioni “imposte”, di fatto o per legge, a comuni che le rifiutino, ed a valorizzare ogni elemento di natura sociale, territoriale ed economica che caratterizza ogni singolo Comune».