Piccini: “Il Palio un bene culturale, facciamo le battaglie per la Festa e non per i cavalli”
25 Ott, 2018
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Il Palio deve ottenere il riconoscimento di Bene culturale immateriale dal Ministero dei Beni artistici, culturali, architettonici. Lo richiede a gran forza il movimento Per Siena, che già aveva inserito la proposta nel proprio programma elettorale, e ora rincara la dose presentando una mozione, con questo proposito, in Consiglio comunale. Ai microfoni di Antenna Radio Esse, Pierluigi Piccini spiega che si devono fare battaglie per la Festa e non per i cavalli. “La chiusura a riccio non serve, e ancora meno ignorare i social mentre assistiamo a un massacro mediatico”, osserva Pierluigi Piccini, capogruppo in Consiglio del movimento. E ancora meno servono le minacce di querele. Contro chi, poi, centinaia di migliaia di blogger, esponenti di associazioni o gli incitatori all’odio nel web? “La modernità non si combatte chiudendo le porte della città – aggiunge Piccini – ma utilizzando le armi delle tutele normative, dei riconoscimenti internazionali, da cui debbono discendere una strategia di comunicazione, un’analisi approfondita sui contenuti storici, sociali, antropologici, chiedendo aiuto all’Università senese. Una condizione giudicata ineludibile, se si vogliono sconfiggere i denigratori del Palio, animalisti in testa. Solo un lavoro costante e continuo, una città finalmente attiva e non in passiva attesa delle telecamere Rai, può smontare qualsiasi polemica in via preventiva. Certo, correre fuori stagione comporta la possibilità, come è stato, di scegliere solo in un lotto in prevalenza di esordienti. Si tratta di un azzardo che nessuna amministrazione dovrebbe compiere. Ma è inutile recriminare sugli errori madornali e i secondi fini che hanno innescato una difficile situazione. Allo stesso modo, è ridicolo reagire dicendo che tutto il resto del mondo non capisce, e affermare in modo autoreferenziale il presunto valore della Festa. In realtà ci sarebbero tutte le condizioni per porre la nostra “civiltà” al centro di un processo identitario non chiuso su se stesso, ma aperto al mondo. Serve, però, un lavoro culturale che non può essere sminuito e ridotto ad una sterile competizione fra chi ama di più i cavalli. Nella mozione del gruppo consiliare Per Siena si chiede, chiaramente l’impegno del sindaco e della giunta non solo “ad attivarsi affinché il Palio venga identificato come Bene culturale immateriale con il riconoscimento del Mibac”. Ma anche a definire “una o più convenzioni per lo sviluppo di progetti e iniziative culturali legati al Palio con l’impegno di coinvolgere le Contrade e le istituzioni preposte al controllo e alla tutela”.