Le ultime dal Consiglio Comunale del 26 Novembre
26 Nov, 2015
Piazza del Campo

LO STATO DI FINANZIAMENTO DELLA COSIDDETTA “LEGGE SALVACONTRADE” IN UN’INTERROGAZIONE DEL GRUPPO SIENA RINASCE
Qual è lo stato attuale della cosiddetta “legge salvacontrade”? Nella seduta consiliare odierna, Eugenio Neri e Giuseppe Giordano (Siena Rinasce) hanno presentato un’interrogazione sulla legge n° 296/2006, la quale disciplina gli aspetti del trattamento fiscale delle associazioni e di quei soggetti, come le Contrade di Siena, che operano per la realizzazione di manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali.
<<Per quanto riguarda la nostra città – ha detto Neri durante l’illustrazione – la materia contempla le Contrade e le Società di Contrada, le quali vengono equiparate allo Stato e agli Enti Locali e, quindi, non sono tenute all’imposta sui redditi. Le stesse, nelle attività connesse alle finalità istituzionali, tra cui la partecipazione al Palio e i rapporti con i fantini, sono esentate dall’obbligo di effettuare le ritenute di acconto. Un successivo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF, ndr) ha altresì esentato tali soggetti dall’obbligo della tenuta delle scritture contabili>>.
Neri ha quindi chiesto <<lo stato di finanziamento e le prospettive future della legge in oggetto, ovvero se a livello governativo ne è garantita la copertura futura>> e, <<nel malaugurato caso di tagli alla spesa pubblica che interessino tali voci di spesa, quali sono gli scenari che si prospettano e cosa intenda fare l’Amministrazione>>.
Il sindaco Bruno Valentini ha ricordato che la cosiddetta “legge salvacontrade” è una disposizione permanente, con decorrenza dal 1° gennaio 2007, che trova applicazione nell’ambito di uno stanziamento annuo non superiore a 5 milioni di euro, ai sensi del successivo comma 186 della legge n° 296/2006. Entro tale limite, il MEF provvede annualmente all’individuazione dei soggetti ai quali si applicano le disposizioni richiamate nell’interrogazione.
<<A oggi, da quanto abbiamo appreso dall’Esecutivo – ha aggiunto il sindaco – non risultano essere previste né modifiche alla legge, né alla relativa copertura finanziaria di 5 milioni di euro. Nel decreto di assegnazione delle risorse annuale emesso dal MEF, le Contrade e le Società di Contrada si sono sempre posizionate ai primi posti. Tra l’altro, ci risulta che, negli anni scorsi, le coperture finanziarie stanziate non siano mai state utilizzate interamente>>.
Neri ha preso atto <<della risposta telegrafica – come ha affermato – su questo tema, che meriterebbe anche il coinvolgimento delle Contrade. Questa legge, frutto di un patto scellerato della precedente Amministrazione comunale con il Governo nazionale, è infatti connotata da una valenza economica che rischia di ridurre la missione delle Contrade soltanto alle iniziative di natura gastronomica>>.
<<Credo infatti che le Contrade – ha concluso Neri – se sottoposte a un po’ “di dieta” tornerebbero a essere migliori>>.

I DIRITTI D’AUTORE DEL MANIFESTO DEL PALIO NEL DIBATTITO CONSILIARE
Il Manifesto del Palio, realizzato da Dario Neri su commissione comunale nel 1928, è stato oggetto di un’interrogazione presentata, nella seduta consiliare odierna, da Eugenio Neri e Giuseppe Giordano (Siena Rinasce). Neri, sottolineando come il Manifesto sia ormai parte dell’iconografia della Festa, ha domandato <<se esistano ancora, ed eventualmente dove si trovino, gli intagli lignei e, in particolare, le matrici policrome che permettevano la sua composizione, a seconda delle Carriere e delle Contrade che vi partecipavano>>.
Il consigliere ha chiesto, inoltre, di essere informato sulle modalità di utilizzo da parte del Comune e sull’eventuale concessione a terzi, richiamando le leggi in materia <<che stabiliscono come i diritti d’autore abbiano validità per settanta anni dopo la sua morte e invece, nel caso si tratti di amministrazioni pubbliche come in questo caso, per i successivi venti anni a partire dalla prima pubblicazione, trascorsi i quali gli eredi riassumono la disponibilità dell’opera>>.
Infine, stigmatizzando come il Manifesto venga utilizzato <<liberamente, spesso impropriamente e senza alcun controllo anche da terzi, quali editori e web designer>>, Neri ha chiesto <<quale uso intenda farne il Comune e se intenda regolarizzare tali anomalie e farsi carico della tutela di questo simbolo della città di Siena>>.
L’assessore alla Cultura, Massimo Vedovelli, ha introdotto il suo intervento sostenendo che <<Dario Neri è senz’altro uno dei più illustri artisti senesi e italiani del Novecento: non solo autore del Manifesto del Palio, ma anche il fondatore della casa editrice Electa, la quale ha onorato l’arte e la cultura italiana a livello internazionale>>. <<Nella sua attuale forma come avviso del Palio – ha poi detto l’assessore – le stampe tratte dal Manifesto originario risultano accorciate per una migliore gestione della loro affissione. A tale riduzione di grandezza fu autorizzato l’allora sindaco Mauro Barni, da parte di Achille Neri>>.
<<Le matrici xilografiche, collocate fino alla metà degli anni Ottanta in un magazzino comunale – ha proseguito Vedovelli – si trovano ora nei depositi del Museo Civico. Sono state registrate al n° 1043 dell’inventario speciale delle opere d’arte del Comune di Siena e soggette al medesimo regime di tutela di ogni altra opera d’arte, come prescritto dal Codice dei beni culturali>>.
<<La matrice consta di due parti fisse – ha specificato l’assessore – e di una terza componibile che contiene le informazioni varianti da Palio a Palio. Proprio per la sua rilevanza artistica, oltre che storica e simbolica, è stata esposta nell’ambito di due mostre, la prima delle quali nel 1993 organizzata dall’Istituto d’Arte e, più recentemente, nel corpus della mostra Palio Memorabilia insieme ad altri oggetti di proprietà del Comune di Siena. Per il prestito di queste opere è stato dato corso alla procedura prescritta dal Codice dei beni culturali che prevede, tra l’altro, il parere obbligatorio della Soprintendenza competente>>.
Per quanto riguarda i diritti di utilizzazione e di concessione, <<il Comune di Siena, che da tempo si è dotato di uno specifico regolamento sulla riproduzione e l’utilizzazione di immagini del patrimonio artistico, come imposto dalla legge – ha continuato Vedovelli – non ha concesso a nessuno i diritti di riproduzione. Copia del Manifesto è peraltro in vendita presso le museali comunali. Evidenzio che, nel 2014, il Comune non ha aderito all’invito pubblicato da Wikipedia a liberalizzare totalmente la riproduzione e l’utilizzazione delle immagini del patrimonio artistico, proprio per evitare una proliferazione incontrollata di immagini per usi disparati>>.
<<Sulle anomalie segnalate – ha concluso Vedovelli – diventa difficile procedere con un’azione amministrativa, soprattutto in riferimento ai nuovi canali digitali di comunicazione. L’assetto normativo vigente non sembra in grado di stare al passo delle questioni poste dall’evoluzione tecnologica. Sarà comunque cura dell’Amministrazione porre rimedio alle più evidenti anomalie, dove e quando tale azione sia possibile. L’Amministrazione si impegna, pertanto, a promuovere un’azione di tutela del Manifesto che possa permettere un controllo dell’uso dell’opera, soprattutto nei circuiti editoriali. Più in generale, l’impegno è a mantenere vivo il riconoscimento della personalità artistica dell’autore, a Siena e nel mondo, anche per il tramite dell’azione per il Manifesto del Palio>>.
Neri, il quale ha specificato di aver voluto presentare l’interrogazione dopo aver trovato sul web che il Manifesto era stato abbinato a un “Paliotto”, come ha sostenuto, di un’altra città, si è dichiarato <<in gran parte soddisfatto>>.
<<Per quanto riguarda il mondo dei nuovi media – ha concluso il consigliere – invito però l’assessore a formalizzare degli atti che siano in grado di rafforzare la tutela di questo bene così importante per il nostro Palio e per tutta la città di Siena>>.

SIENA RISCHIA DI PERDERE IL SUO STORICO PRIMATO NELLA SANITÀ?
Sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS), Pierluigi Tosi, si è concentrato l’interesse dei consiglieri Laura Sabatini e Alessandro Trapassi (Siena Cambia), Eugenio Neri e Giuseppe Giordano (Siena Rinasce), Massimo Bianchini (Nero su Bianco), Pietro Staderini e Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra).
Sabatini, con un’interrogazione, ha chiesto informazioni in merito a quanto pubblicato su La Nazione lo scorso 27 settembre. In particolare, come ha sostenuto, <<sul rischio di perdere il primato nella sanità e sulla inidoneità dell’attuale ospedale Santa Maria alle Scotte rispetto al nuovo modello regionale sanitario>>.
Per questo, la consigliera ha chiesto <<come mai e per quanto tempo rimarranno chiusi interi reparti di area critica e intensiva che rappresentano presidi indispensabili e impiegabili per il primato della sanità senese, come un’intera area del blocco operatorio detta Recovery Room, appena restaurata e con le attrezzature necessarie. Oppure, un intero blocco di 4 letti di terapia intensiva postoperatoria della Cardiologia chirurgica, che non solo impedisce l’espansione ma anche le attività quotidiane di questa branca di altissima specialità>>.
Sabatini ha inoltre domandato <<quali iniziative si intende porre in atto per migliorare il rapporto numerico tra degenti e infermieri, problema ben più di spessore di quello delle strutture murarie>>; infine, <<di quanti infermieri – ha concluso la consigliera – necessita l’AOUS per la ripresa a pieno regime delle attività cliniche; a quando la riapertura di numerosi reparti ora chiusi alla degenza o destinati ad altre attività; e se si intende ricollocare in servizio attivo il personale passato ad altre attività non direttamente connesse all’assistenza dei pazienti>>.
Il sindaco Bruno Valentini, nel dar lettura della nota pervenuta dalla direzione generale dell’Azienda ospedaliera, ha informato che, per quanto concerne la Recovery Room e i letti di terapia intensiva, la direzione dell’AOUS, nel corso del 2016, intende procedere a un’analisi organizzativa complessiva del DAI cardio-toraco-vascolare, che comprenderà gli aspetti inerenti la gestione dei ricoveri di urgenza e programmati, la degenza preoperatoria, la programmazione degli accessi alle sale operatorie, il fabbisogno di letti di terapia intensiva e postoperatoria intensiva cardiochirurgica. <<Proprio in quest’ottica – ha detto il primo cittadino – verrà rivalutata l’attuale gestione del comparto operatorio, il fabbisogno degli spazi necessari alla Recovey Room e il fabbisogno del personale per l’assistenza>>.
Sulla carenza di personale, il sindaco ha fatto presente che, come comunicatogli, <<sono state intraprese tutte le azioni necessarie a garantire la correttezza della presenza del personale addetto all’assistenza, fermi restando sia le difficoltà di reperimento sia i limiti di spesa, visto il rispetto al vincolo di -1,4% sulle spese del 2004, per le aziende sanitarie, sul numero di occupati e sul costo globale>>.
<<Non risulta – ha proseguito Valentini, sempre riportando i contenuti della nota dell’AOUS – che le attività cliniche non siano riprese a pieno regime dopo la pausa estiva; così come non risulta che vi sia personale dedicato all’assistenza non coinvolto direttamente in attività clinico-assistenziale organizzative. Negli ultimi due anni, parte dei dipendenti recuperati dalla riorganizzazione è stata utilizzata per un incremento delle ore di sala operatoria, soprattutto nel settore urgenza delle Chirurgie generali e dell’Ortopedia, dove esiste sempre una sala operatoria disponibile sulle 24 ore>>.
<<In generale – ha concluso il sindaco – le Scotte esprimono, da sempre, un’alta professionalità nel settore medico e delle eccellenze di specializzazione che meritano di essere mantenute e migliorate. Per questo, rivolgiamo un forte invito al dg dell’AOUS e al rettore dell’Università degli Studi affinché tali eccellenze vengano ulteriormente implementate. La richiesta di 17 milioni di euro di investimenti per il rifacimento strutturale delle sale deve, infatti, essere accompagnata da un’operazione di riqualificazione scientifica se vogliamo che l’ospedale e la città di Siena restino un punto di riferimento centrale anche nel nuovo contesto regionale sanitario>>.
Sabatini ha apprezzato le conclusioni finali del sindaco, ma si è dichiarata <<non soddisfatta della risposta fornita dal dg Tosi, in particolare per i quesiti sulla Recovery Room e sul suo mancato utilizzo che presuppone anche uno spreco di soldi pubblici. Non concordo neanche sul quadro fornito sulla dotazione di personale e sul turn over perché vari infermieri in estate non hanno neanche potuto godere delle ferie>>.
<<Manca un progetto per il futuro dell’AOUS – ha concluso la consigliera – che non può essere rappresentato solo dagli investimenti strutturali. Alle Scotte, vero e proprio modello di eccellenza, esistono grandi professionalità che rischiamo di perdere, e in sanità le specializzazioni importanti richiedono tempi lunghi di formazione e di affiancamento: elementi che mancano da troppo tempo, così come manca il turn over del personale. Ora, con l’applicazione della nuova normativa comunitaria relativa all’orario di lavoro, c’è l’ulteriore rischio di creare gravi disagi ai cittadini: è ora che tutte le istituzioni cittadine si impegnino se non vogliamo che i senesi debbano andare a curarsi altrove>>.

L’AGRICOLTURA PER LE START-UP DI GIOVANI E IMPRENDITORIA FEMMINILE
L’attività agricola come fonte di occupazione e reddito per i giovani è sempre più al centro del dibattito nel nostro Paese. E proprio la Regione Toscana, nell’ambito del progetto Giovanisì, ha promosso il ricambio generazionale con l’avviso pubblico “Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori” grazie ai fondi comunitari del Piano di Sviluppo Rurale 2015/2020. <<Un invito – come ha illustrato, durante la sua interrogazione, la consigliera PD Stefania Bufalini – rivolto ai giovani, fra i 18 e i 40 anni non compiuti (nel caso di imprenditoria femminile non ci sono limiti di età), che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in forma singola o associata, quali società di persone, di capitale e cooperative di conduzione>>.
Un’occasione significativa per incentivare la crescita occupazionale giovanile e femminile in un settore in grado di offrire concrete prospettive di crescita per le nostre eccellenze produttive. Per questo, la consigliera ha chiesto <<se sia possibile utilizzare terreni incolti di proprietà comunale, affidandoli a coloro che sono interessati a usufruire dei finanziamenti messi a disposizione tramite il bando regionale e agevolando, così, la proliferazione di start-up di giovani imprenditori e imprenditoria femminile>>.
La normativa regionale, come ha spiegato il vicesindaco Fulvio Mancuso, ha introdotto la disciplina per l’utilizzazione di terreni abbandonati o incolti da rendere disponibili all’imprenditoria privata, sia per un recupero produttivo sia per la prevenzione dei rischi derivanti dall’abbandono. <<Con l’istituzione della Banca della Terra – ha detto il vicesindaco – il nostro Comune ha avviato, da tempo, le procedure per l’inserimento di questi terreni. Sono già state censite 1709 particelle catastali, delle quali solo 58 risultate incolte e 76 in attesa che trascorrano i 180 giorni di legge per la loro rimessa a coltura: cosa che sarà controllata con appositi sopralluoghi perché, in caso negativo, saranno inserite nella Banca>>.
<<In parallelo – ha aggiunto Mancuso – il censimento è stato allargato anche ad aree interne alle mura, non tanto per fini agricoli, bensì per incentivare i proprietari a un loro decoroso mantenimento. Per 15 di queste 33 particelle non sono pervenute dichiarazioni da parte dei proprietari, mentre gli altri 18 hanno dichiarato di metterle a coltura entro 180 giorni>>.
Nella Banca della Terra confluiranno, quindi, 73 particelle, mentre le altre 94 dovranno essere controllate allo scadere dei 180 giorni dalla data della lettera di dichiarazione di intenti per la rimessa in coltura. La giunta ha già approvato e trasmesso l’elenco definitivo all’Ente Terre, che lo pubblicherà nella specifica sezione del sito dell’Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura (ARTEA). Con questo strumento, chiunque fosse interessato a coltivare uno o più terreni presenti può fare domanda allegando un piano di sviluppo e, in caso di più domande per le stesse particelle, la priorità sarà data ai più giovani.
<<Il bando regionale – ha proseguito il vicesindaco – al quale ha fatto riferimento la consigliera è finalizzato a favorire il ricambio generazionale, offrendo ai giovani un premio economico per l’avviamento dell’attività agricola e contributi agli investimenti per l’assestamento strutturale, l’ammodernamento delle strutture e le dotazioni aziendali. Non è necessario che venga dimostrato il possesso dei terreni al momento della domanda, che diventa, invece, obbligatorio entro il prossimo 9 marzo. Tra le varie possibilità, i giovani potranno attingere, con apposita domanda, anche ai terreni inseriti nella Banca della Terra, che entro quella data avrà recepito anche gli appezzamenti che si trovano nel territorio comunale. Per quanto riguarda la proprietà pubblica, stiamo valutando la possibilità di censire anche i nostri appezzamenti incolti per poterli inserire nella Banca, così da incentivare una nuova imprenditoria e start up giovanili>>.
Bufalini si è dichiarata <<soddisfatta per la risposta dettagliata ed esaustiva che dimostra che il percorso intrapreso dall’Amministrazione è quello giusto: adesso l’auspicio è che i nostri giovani possano cogliere al più presto le opportunità messe a disposizione dal bando regionale>>.

IL SINDACO VALENTINI HA RISPOSTO A UN’INTERROGAZIONE DI PIETRO STADERINI SULLE INDENNITÀ DEGLI ASSESSORI
Partendo dalla normativa sulla corresponsione delle indennità di funzione a favore degli assessori comunali, Pietro Staderini (Moderati di Centrodestra) ha presentato un’interrogazione sottoscritta anche dal collega di gruppo Andrea Corsi, da Eugenio Neri e Giuseppe Giordano (Siena Rinasce), Luciano Cortonesi e Massimo Bianchini (Nero su Bianco).
In particolare, Staderini, facendo riferimento ai casi di assenza prolungata dovuta a motivi extraistituzionali, o comunque diversi dalla malattia, ha chiesto <<se l’indennità viene proporzionalmente ridotta>> e <<se, nel corso di questo mandato, si sono verificati situazioni del genere, specificando, in caso affermativo, i periodi e le eventuali decurtazioni>>.
Come ha risposto il sindaco Bruno Valentini, da un punto di visa procedurale <<il Servizio Personale riceve gli atti d’insediamento della Giunta insieme ai nominativi degli assessori, dei quali viene riportata la situazione lavorativa sia in relazione all’aspettativa dal proprio datore sia alla sua tipologia, pubblica o privata, e alla relativa contribuzione. Tali dati vengono evidentemente aggiornati>>.
Il sindaco ha quindi spiegato come il Servizio provveda alla liquidazione mensile dell’indennità per tutta la durata del mandato e come non siano previsti controlli sulle presenze e l’operatività degli assessori, i quali non sono tenuti ad alcuna timbratura.
Valentini ha specificato come, nel corso dell’attuale mandato, <<siano pervenute due richieste di sospensione dell’indennità da parte dell’assessore alla Cultura, Massimo Vedovelli: la prima per il mese di agosto 2014, la seconda per il periodo dal 9 settembre al 18 ottobre 2015>>.
Staderini si è dichiarato soddisfatto della risposta del sindaco, ma ha definito <<curiosa e preoccupante la totale mancanza di alcun tipo di controlli sull’attività della Giunta, a maggior ragione in quanto composta da soggetti che non sono stati eletti. Per questo, chiedo che venga valutata la possibilità di prevedere verifiche sull’attività e soprattutto sulle assenze non derivanti da impegni istituzionali degli assessori>>.

LA CONTROVERSA TRA IL COMUNE E I SUOI DIPENDENTI NELL’INTERROGAZIONE URGENTE ILLUSTRATA DA SIMONE VIGNI
Essendo prossima all’esame del giudice che domani ha convocato le parti, la controversia tra il Comune e i suoi dipendenti inerente la messa in mora cautelativa per impedire la possibile prescrizione di quanto contestato in sede ispettiva, è stata al centro dell’interrogazione orale urgente presentata, questo pomeriggio, dai consiglieri PD Simone Vigni, Carolina Persi, Massimiliano Bruttini, Giulia Periccioli e Rita Petti.
Vigni <<Nel riconfermare piena solidarietà a tutti i dipendenti>> ha chiesto <<informazioni aggiornate sulla questione ancora in corso>>.
L’assessore al personale Mauro Balani, nel riconoscere le preoccupazioni generate dalla verifica amministrativo-contabile del 2013, ha ripercorso, in sintesi, i vari passaggi che hanno interessato l’Amministrazione comunale e, di conseguenza, i suoi dipendenti, dirigenti ed assessori, fino alle due comunicazioni arrivate recentemente. Quella del MEF (Ministero Economia e Finanza), dello scorso agosto, dove si ritengono superate le irregolarità grazie agli interventi correttivi già conclusi o avviati dall’Ente, come il piano di riduzione degli organici in base ai requisiti pre-Fornero e l’eliminazione di tutte le indennità atipiche. La seconda inviata, nel settembre, dal Magistrato della Corte dei Conti alla Ragioneria Generale dello Stato e nella quale è stata comunicata l’archiviazione della sentenza.
<<Abbiamo fondato ottimismo – ha detto Balani – che si possa ricevere da parte del MEF, da cui è partita tutta la vicenda, un positivo atto conclusivo. Da tener presente che non siamo di fronte ad un ravvedimento sui contenuti dell’accertamento, bensì alla positiva valutazione delle azioni, concluse e in progresso, intraprese dall’Amministrazione>>. <<L’auspicio – ha concluso – è di arrivare, quanto prima, ad una risoluzione definitiva con la possibile revoca della messa in mora, anche se ad onor del vero non esiste, in merito, una giurisprudenza univoca. Il tempo a disposizione non ha consentito accordi con il personale che non agisce collettivamente, ma attraverso procure individuali.
La volontà politica è quella di ricomporre la divergenza, in un quadro di legittimità ma nei tempi quanto più rapidi,consapevoli di come il clima più sereno può, indubbiamente, rappresentare un valore imprescindibile per garantire una positiva azione dei dipendenti rispetto le legittime aspettative della città. A testimonianza di questo la recente condivisione con le Organizzazioni sindacali sulla chiusura del fondo di produttività per l’anno 2015, oltre all’individuazione di alcuni punti per l’accordo relativo al triennio 2016/18>>.
Il consigliere Simone Vigni, nel dichiararsi soddisfatto per la risposta ottenuta, dalla quale è emerso il lavoro svolto dall’Amministrazione per sanare la questione, ha rimarcato come <<i dipendi comunali e il rispetto della loro dignità di persone e lavoratori rappresentino un valore fondamentale per il buon funzionamento dell’agire amministrativo. La chiusura di questa controversia sarà a vantaggio di tutta la comunità>>.

 

IL SINDACO RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE ORALE URGENTE SU GSK PRESENTATA DA STADERINI, CORSI, NERI E GIORDANO
Dall’articolo stampa uscito nei giorni scorsi sul rischio per 100 posti di lavoro alla GSK, l’interrogazione orale urgente presentata questo pomeriggio da Pietro Staderini, Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra), Eugenio Neri e Giuseppe Giordano (Siena Rinasce).
Andrea Corsi nel riportare quanto appreso dalla stampa <<circa un paventato disinvestimento da parte di GSK nei siti di Rosia e Siena, visto che in un’ottica di strategia globale GSK, Vaccini Global, ha intenzione di risparmiare 400 milioni di sterline (circa 605 milioni di euro) con una conseguente riduzione di personale>>, ha chiesto <<quali azioni, per quanto di competenza dell’Amministrazione, saranno messe in atto per scongiurare ricadute negative sui livelli occupazionali che creerebbero ulteriori danni al tessuto socio-economico cittadino>>.
Il sindaco Bruno Valentini, nell’informare che ad ora non è in possesso di nessuna informazione concreta sui programmi futuri della multinazionale, ha riportato all’assise il clima positivo riscontrato durante un recente convegno, organizzato da Farmindustria nello stabilimento di Rosia, per il consolidarsi dell’investimento effettuato nel nostro territorio per lo sviluppo del settore vaccini.
<<Un clima positivo – ha detto il primo cittadino – anche negli interventi di tutte e tre le sigle sindacali nazionali presenti all’appuntamento, durante il quale il responsabile GSK a livello italiano ha annunciato investimenti per circa un miliardo di euro per tutti gli stabilimenti in Italia, e visto che circa il 60% della presenza in Italia della multinazionale è fra Sovicille e Siena, è immaginabile che altrettanta percentuale possa incidere anche sulle attività che vengono effettuate a Siena e sugli stabilimenti di confezionamento e produzione a Rosia. In quell’occasione non furono esternati impegni a breve sull’occupazione e parlando informalmente con i sindacalisti, questi, anticiparono qualche preoccupazione sul mantenimento dell’occupazione, anche in relazione a quanto avvenuto in altre vicende di fusione, o cessione aziendale, al verificarsi di duplicazione di servizi>>.
<<Pur non disponendo di notizie certe è, comunque, opportuno convocare un incontro fra amministratori locali, consiglieri regionali, parlamentari della nostra Provincia e rappresentanze sindacali per fare il punto e chiedere un confronto con la direzione italiana di GSK, anche se le grandi strategie vengono probabilmente decise altrove>>.
Nel ricordare l’intenzione dell’azienda di aggiungere ai centri di ricerca in Belgio e Stati Uniti anche Siena con progettualità autonoma, Valentini ha ribadito l’impegno per un confronto con la multinazionale, perché se le recenti voci stampa fossero confermate sarebbero gravi le conseguenze per una parte delle persone che vi lavorano. Si tratta, comunque, di un settore strategico, anche per la connessione con il sistema formativo e universitario locale. In sintesi creare le professionalità richieste da questi specifici settori. <<Un’opportunità – per Valentini – per creare un’occupazione che il sistema bancario non può più garantire come nel passato>>. <<Agiremo, lo stiamo già facendo, perché non c’è solo il problema della perdita di posti di lavoro, ma anche perché ogni figura di alta professionalità in meno riduce le potenzialità di un distretto nel quale la rete di competenze, ricerca scientifica e industriale, opportunità imprenditoriali costituisce un grande attrattore di nuove imprese e di nuovi investimenti>>.
Il Consigliere Andrea Corsi, nel dichiararsi <<alquanto insoddisfatto, perché alcuni posti di lavoro si sono già persi, come è accaduto per alcuni ricercatori il cui contratto non è stato rinnovato, e come altri si trovino già a rischio>>, a <<rimarcato la gravità della situazione, soprattutto per il settore ricerca, cervello dell’azienda, e la necessità di affrontare il problema con tempestività>>.