La nuova mappatura 3D dei Bottini
22 Nov, 2016
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I bottini di Siena si svelano in 3D grazie alla mappatura commissionata dall’associazione La Diana allo studio tecnico Proeco e consegnata al sindaco Valentini. Si tratta di un primo tratto di bottino da Fonte Gaia all’ingresso di Fonte Giusta che l’associazione spera presto di estendere agli altri tratti, soprattutto periferici, per avere un quadro totale delle condizioni del sottosuolo senese. “L’obiettivo – ha spiegato il geologo della PROECO Alessandro Benvenuti in diretta ad ARE – è quello di poter estendere questa cartografia non tanto al tratto cittadino che probabilmente è quello nelle migliori condizioni, quanto a quello fuori le mura. Sarebbe importante estendere lo studio a tutta la rete per capire le profondità dei cunicoli che vanno da 8 a 20 metri e soprattutto quali sono le zone dove è bene non prevedere nuovi insediamenti per non danneggiare i bottini con le fondazioni dei palazzi”.

Ieri sera la presentazione del lavoro al sindaco Valentini durante la conferenza nella sala delle Lupe di Palazzo Comunale. A Laura Vigni è stato affidato il compito di parlare delle mappature dei bottini fatte nei secoli. “Non esistono mappature delle fasi costruttive, la prima mappa che si trova risale alla metà del ‘500 e fra l’altro è una mappa un po’ misteriosa perchè è stata fatta dall’ingegnere militare Belluzzi di Cosimo de’ Medici, però pur essendo datata 1554 raffigura la Fortezza di Siena come non era più a quell’epoca, perchè, come tutti sanno, la Fortezza a forma di L fu abbattuta dai senesi nel 1552. Quindi le ipotesi sono due, o che questa mappa è stata fatta prima oppure è stata rivelata da qualche spia, perchè è noto che i fiorentini cercavano tutti gli strumenti per prendere Siena; il 1554 è l’anno prima della caduta di Siena, la città era sotto assedio, quindi un fiorentino che, in quel momento, veniva a vedere il percorso dei bottini o era una spia o non è possibile che lo facesse”.