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I tifosi: “Provare a salvare la Mens Sana è un obbligo morale”

Slitterà molto probabilmente di qualche giorno l’assemblea dei soci della Mens Sana Basket 1871: quindi nessuna decisione decisiva oggi, ma ancora un po’ di tempo per risanare le perdite che secondo il presidente ad interim Antonio Saccone ammontano a 300 mila euro. Si lavora dunque per trovare una soluzione tenendo in considerazione quanti si sono dichiarati disponibili a dare una mano mentre la tifoseria rumoreggia e accusa di pensare più ai giochetti politici che al salvataggio della società. Il tutto a 2 anni dal precedente fallimento di cui si occupa la Procura della Repubblica.
“Siamo dell’idea che l’attuale situazione non è quella di 2 anni fa, non c’è il buco milionario – ha detto Alessandro Lami del Comitato La Mens sana è una fede -, c’è una situazione di difficoltà ma risolvibile. Ci sono persone che si sono fatte avanti per dare una mano, l’Emma Villas, Rete Ivo, i vecchi giocatori, tifosi, insomma credo che vada fatto un tentativo, aperto un tavolo con tutti i soggetti interessati e trovare una soluzione. 300 mila euro non sono impossibili da ripianare; chi ha parlato di liquidazione della società ha esagerato e si ha la sensazione che la Mens Sana sia vittima di guerre e guerricciole politiche”.
Si cercherà di chiarire tutto il 22 febbraio alla riunione che avete convocato invitando tutti i soggetti in causa. Verranno?
“Per ora non abbiamo avuto conferme: nè il cda, nè i vertici della Polisportiva, il dimissionario Piero Ricci, l’assessore allo sport Tafani e il sindaco Valentini hanno detto di voler partecipare.. I tifosi vorrebbero sentire dai protagonisti le cose come stanno. Speriamo non vengano perchè stanno lavorando al salvataggio…”.

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