Forestale, due cacciatori sorpresi mentre alimentavano abusivamente dei cinghiali
4 Ago, 2014
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Nel fine settimana il personale del Comando Stazione Forestale di Montalcino, nell’ambito di una più ampia attività finalizzata a verificare il rispetto della normativa che regolamenta l’esercizio venatorio, ha sorpreso due cacciatori, appartenenti alla locale Squadra di caccia al cinghiale, mentre stavano cospargendo, in un areaa boscata, decine di chilogrammi di mangime, costituito da grano misto a mais, destinato al foraggiamento abusivo di cinghiali.

Tale pratica irregolare ha lo scopo di concentrare ed aumentare i capi di selvaggina all’interno del territorio assegnato alla Squadra per la caccia al cinghiale nella forma di battuta.

Il punto di alimentazione, come altri presenti nel Comune di Montalcino, era controllato da tempo dal personale del Corpo Forestale dello Stato; i due cacciatori rischiano una sanzione amministrativa fino a 2.000 euro e la sospensione collettiva dalla caccia al cinghiale dell’intera Squadra.

Come è noto, in provincia di Siena, negli ultimi anni, la popolazione di cinghiali ha notevolmente ampliato il proprio areale, dimostrando una grande adattabilità alle condizioni ecologiche più disparate. Tale espansione, oltre a comportare criticità di carattere ecologico ed economico per i danni cagionati alle colture, pone anche problemi di sicurezza pubblica, soprattutto in relazione agli incidenti stradali.

Tra le cause che hanno favorito nel tempo l’espansione e la crescita delle popolazioni di cinghiale, oltre a quelle naturali connaturate alla plasticità della specie e alla sua prolificità, senza dubbio si può annoverare il particolare contesto territoriale della provincia di Siena. Non secondarie, comunque, risultano anche le cause attribuibili ad azioni umane, prime fra tutte quelle che riguardano la pratica dell’alimentazione artificiale dei cinghiali mediante somministrazioni di cibo per lunghi periodi (foraggiamento dissuasivo), pratica un tempo consentita ma attualmente vietata dalla norma vigente, salvo eventuali autorizzazioni in deroga rilasciate dalla Provincia di Siena per comprovate esigenze. Tale pratica, pensata e adottata a suo tempo con l’intento di diminuire i danni alle colture, di fatto si è trasformata in un formidabile strumento di incremento delle popolazioni del suide.

Il foraggiamento abusivo dei cinghiali, come dimostra l’attività operata dal Corpo Forestale dello Stato, risulta un’usanza ancora piuttosto diffusa in molte zone della provincia, nonostante la Regione Toscana abbia vietato ormai da tempo questa pratica.