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Dario Cecchini ad ARE: “No agli allarmismi, viva la ciccia!”

Il paladino della difesa della carne non ha dubbi: mangiare ciccia fa bene. Dario Cecchini, il macellaio poeta di San Sano, diventato famoso con il funerale della bistecca nel periodo dell’allarme Mucca pazza, ai microfoni di Antenna Radio Esse ha difeso la carne rossa ed i prodotti insaccati prodotti in Toscana ed in Italia, dopo i dati diffusi dall’Oms sulle carni lavorate e le carni rosse che sarebbero cancerogene. “Io sono dell’idea che un artigiano, e io mi considero tale, un artigiano di fatto e di spirito, un artigiano deve fare il suo lavoro bene. Poi si va avanti, l’abbiamo fatto in periodi anche più difficili per esempio quando c’era la mucca pazza, figuriamoci se ci fanno paura certe cose. Certo dispiace, perchè tutto il lavoro, l’impegno, la passione che uno ci mette viene superato dagli allarmismi. Io dico sempre che quando ci sono queste situazioni ci vuole buon senso, dote rara in questo periodo, e qualità. Poi se in giro per l’Europa e per il mondo ci mettono dei troiai, non siamo noi. Noi siamo l’eccellenza. Il cibo italiano e quello toscano sono la bandiera della gastronomia nel mondo. Viva la ciccia a tutti!!!”
Dello stesso parere Francesco Seghi del consorzio per la Finocchiona Igp. “Siamo un consorzio di tutela non solo di un prodotto, che è la finocchiona, ma anche del consumatore perchè abbiamo degli standard molto elevati sulla qualità delle produzioni. C’è da dire poi che questo studio della Oms non è applicabile allo stile di vita degli italiani e dei toscani: la quantità di carne che loro indicano come limite sono 160 grammi al girno, mentre il consumo medio pro capite degli italiani è al di sotto dei 100 grammi. Per quanto riguarda le carni lavorate si parla di consumo limite di 80 grammi al giorno, mentre invece noi italiani ci attestiamo a 20-25 grammi massimo”.

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