Crisi del pecorino, la soluzione nell’incontro con l’assessore Remaschi
27 Dic, 2018
Remaschi-Cinelli

Un lavoro di squadra che sta portando i suoi frutti. La grave crisi del latte ovino che sta investendo il settore in Toscana nelle ultime settimane sembra poter trovare una soluzione positiva. Ci riserviamo di esprimere un parere appropriato, approfondito e di merito sui provvedimenti in fase di adozione da parte della Regione Toscana appena resi disponibili i contenuti degli stessi». Con queste parole il presidente Cia Toscana Luca Brunelli, ha commentato i risultati dell’incontro del tavolo di lavoro che l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi ha tenuto insieme ai responsabili della direzione Agricoltura e che ha visto la partecipazione della Cia Toscana, delle organizzazioni professionali agricole, delle centrali cooperative e dei consorzi di tutela delle due DOP toscane dei formaggi a base di latte ovino (Consorzio del Pecorino Toscano e Consorzio del Pecorino delle Balze Volterrane).

 

«Il settore è al collasso – prosegue Brunelli -, ma, intanto, grazie all’impegno della Regione Toscana e dell’assessore Remaschi, dovrebbe essere stata trovata una soluzione immediata ai 99 produttori toscani di latte ovino che avevano ricevuto, a fine novembre, comunicazioni di disdetta dei contratti di conferimento a partire dal gennaio 2019, da parte di due importanti gruppi industriali, operanti in Toscana. La Cia Toscana si è adoperata fin da subito nei confronti delle istituzioni per dare il proprio contributo per la risoluzione della crisi, abbiamo seguito e partecipato ad ogni passaggio fino ad oggi e continueremo, ovviamente, ad essere presenti rappresentando le istanze di tutte le aziende interessate».

 

Durante l’incontro, l’assessore ha inoltre illustrato il pacchetto di misure che la Regione vuol mettere in campo, con l’obiettivo di dare sostegno all’intera filiera, dai produttori di latte ai trasformatori, passando per i consorzi di tutela. Alla luce di questi importanti atti assunti dalla Regione Toscana – sottolinea la Cia Toscana – per irrobustire la filiera regionale del latte ovino ci aspettiamo dai trasformatori atti di responsabilità non solo per il ritiro di tutta la produzione dei pastori toscani ma anche il mantenimento del prezzo alla stalla, almeno ai livelli dell’anno 2018. «Ora non dobbiamo abbassare la guardia – aggiunge Brunelli –, ma continuare a lavorare affinché da questa crisi si rafforzi e si consolidi l’intero sistema allevatoriale toscano. Dobbiamo valorizzare al meglio la produzione toscana di eccellenza per dare una giusta remunerazione agli allevatori; la sola strada possibile per garantire il mantenimento degli allevamenti e quindi anche dei presidi sul territorio».