Corte dei Miracoli, ancora nessuna certezza sulla ripresa delle attività
20 Gen, 2017
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Doveva riprendere a metà gennaio l’attività della Corte dei Miracoli, dopo una sospensione forzata iniziata lo scorso 29 novembre, quando l’associazione ha chiuso i battenti in seguito ad uno sfratto esecutivo, per consentire alcuni urgenti lavori di messa in sicurezza dello stabile. Il rientro in tempi brevi nella palazzina Livi era garantito da un accordo già definito con l’amministrazione comunale, ma così non è stato e ad oggi le attività non sono ancora riprese. Una situazione che crea un oggettivo disagio per tutti coloro che fruiscono, quotidianamente, dei servizi sociali e dell’offerta formativa e culturale della Corte, come la scuola di italiano che offre corsi di lingua, gratuitamente, a immigrati e studenti stranieri, così come l’attività dello sportello informativo e di prima accoglienza sempre rivolto ai cittadini extracomunitari. I tempi di rientro nella sede storica sembrano allungarsi, perchè non è stato ancora raggiunto l’accordo economico sul canone di locazione che il Comune dovrebbe corrispondere all’Asl ed inoltre sono emerse nuove problematiche strutturali dell’edificio. L’associazione ha chiesto un incontro urgente con le parti in causa ed ha indetto per il 26 gennaio un presidio in piazza del Campo. In quella data, infatti, a Palazzo Berlinghieri, si svolgerà una seduta della commissione cultura e scuola che discuterà proprio della situazione della Corte dei Miracoli.

Di seguito pubblichiamo la lettera che è stata inviata a tutti i soci.

Care socie e cari soci della Corte dei Miracoli,

la seguente comunicazione per aggiornare tutti voi sugli ultimi sviluppi riguardanti la nostra associazione e su ciò che è stato deciso nell’assemblea tenutasi presso il Circolo Arci di via Pispini (che ringraziamo ancora una volta) due giorni fa.
Come ben tutti sapete in data 29 novembre era stato concordato, insieme all’Asl e all’Amministrazione Comunale, un percorso condiviso che prevedeva la fuoriuscita momentanea dalla nostra sede storica all’interno dell’ex Op San Niccolò per permettere alle parti in causa di trovare un accordo economico sul canone di locazione e per lo svolgimento di alcune opere di messa in sicurezza dello stabile. Contemporaneamente abbiamo, come da accordi, provveduto a rimuovere alcuni abusi edilizi (risalenti a vent’anni fa),cosa che è stata fatta (nonostante l’enorme mole di lavoro) in maniera celere e prima dell’inizio delle vacanze natalizie.

Negli incontri avuti già a metà novembre, avevamo fatto presente più volte all’Amministrazione Comunale l’enorme disagio (sociale, economico e culturale) a cui saremmo andati incontro in questo periodo di totale sospensione delle attività. Pur non avendoci fornito alcuna data precisa per il rientro nello stabile, ci avevano assicurato che non sarebbe trascorso più di un mese e mezzo, proprio per consentire a tutti i corsisti e a tutti coloro che operano nel sociale almeno di portare a termine le loro attività annuali (cominciate nel mese di settembre e bruscamente interrotte). Questo si evince chiaramente anche dai numerosi articoli e servizi apparsi sui mass media locali in cui si dava come certo il ripristino delle attività intorno alla metà di gennaio.

Abbiamo atteso pazientemente per tutte queste lunghissime settimane, mantenendo un costante dialogo con l’amministrazione comunale e chiedendo in particolare, in una lettera inviata dieci giorni fa, di comunicarci una data precisa in modo da consentire a tutti coloro che operano all’interno della nostra associazione di pianificare il loro lavoro. Nella risposta inviataci dall’assessore Ferretti il 13 gennaio (di cui apprezziamo senz’altro i toni e la volontà di trovare una soluzione che garantisca la nostra permanenza a lungo termine) purtroppo sembrano allungarsi (e di molto) i tempi di un possibile “rientro a casa”. I motivi: il mancato raggiungimento (dopo due mesi!) di un accordo economico sul canone di locazione che il Comune dovrebbe corrispondere all’Asl e l’emergere di nuove problematiche strutturali che prolungherebbero i tempi di messa in sicurezza dello stabile.

Preso atto di tutto ciò, l’assemblea dei soci ed il direttivo dell’associazione sono giunti alle seguenti conclusioni:
– L’accordo raggiunto a fine novembre prevedeva oneri da parte nostra che sono stati rispettati. Avevamo, in cambio, chiesto all’Amministrazione Comunale di consentirci di chiudere un anno associativo per cui ci siamo già impegnati e spesi (moralmente ed economicamente) con tutti coloro che operano o usufruiscono degli innumerevoli servizi messi a disposizione. Un rientro in primavera non consentirebbe tale operazione. Già la sospensione di due mesi ha creato enormi disagi ed un inevitabile sfilacciamento dell’associazione stessa, costretta a “migrare” da un luogo all’altro della città per svolgere anche una semplice assemblea o per consentire il proseguimento delle attività sociali, in particolare della Scuola di italiano e per lo Sportello di Prima Accoglienza. Servizi di cui usufruiscono centinaia e centinaia di immigrati ogni anno.
– Abbiamo sempre riposto, e continuiamo a farlo, massima fiducia nelle buone intenzioni dell’amministrazione comunale. Allo stesso tempo, però, i soci ed il direttivo della Corte dei Miracoli credono fermamente che questo “percorso” di contrattazione tra le parti (i cui tempi vengono giustificati con le lungaggini consuete della burocrazia italiana) poteva essere intrapreso già da tempo e senza la minima necessità di lasciare libera la Palazzina Livi. Così come abbiamo dovuto constatare, con amarezza, che in questi due mesi non è stato avviato alcun tipo di lavoro, non è stato mosso un singolo mattone, non è stato montato alcun ponteggio. Ci chiediamo dunque a cosa sia servito questo “sgombero” tanto forzato quanto doloroso.
– L’Asl di Siena, tramite il suo direttore amministrativo, in diversi colloqui avuti con membri del direttivo a metà novembre, si era reso disponibile alla concessione momentanea degli spazi (fino a luglio) nel momento stesso in cui si fosse trovato un accordo (anche solo verbale) con l’Amministrazione comunale.

Cosa ha deciso dunque l’assemblea.
Pur avendo a cuore il mantenimento di un rapporto di schietta e sincera collaborazione con l’Amministrazione comunale, crediamo che non ci siano i presupposti ed alcuna necessità per continuare a prolungare questo periodo di allontanamento da quella che è, da quasi 20 anni, la nostra casa più che la nostra sede. Tramite lettera invita ad entrambe le parti, si chiede un incontro urgente (e mai avvenuto finora) in cui sedersi finalmente intorno ad un tavolo comune. Cosa, inspiegabilmente, mai avvenuta finora (chiaramente non a causa nostra) e che rende un percorso già complicato di per sé ancor più difficoltoso e di ardua lettura. Allo stesso tempo sarà indicata come dead line non ulteriormente prorogabile per il nostro rientro (per tutte le ragioni elencate finora), la data del 1 febbraio. Siamo certi che nessuno abbia l’interesse e la voglia di forzare la mano ed arrivare ad azioni fuori dalla legalità, in primis la nostra associazione. Ma sia chiaro a tutti che siamo determinati ad andare avanti nel percorso intrapreso (e, ripeto, concordato con le parti) e che non abbiamo il timore di mettere in atto anche azioni forti e dimostrative, sempre all’interno della legalità e della correttezza che da sempre animano la nostra condotta. Il ripristino delle attività non influirebbe in alcun modo, come è chiaro ed evidente a tutti, sulle trattative in atto per la definizione del canone di locazione. Così come potrebbero essere avviati tranquillamente i primi lavori di messa in sicurezza dello stabile, rimandando alla prossima estate quelli che necessitano di un totale sgombero della struttura.

Per dimostrare, anche fisicamente e visivamente, la nostra posizione, si è deciso altresì di indire un presidio (colorato, pacifico ma rumoroso) per il 26 gennaio alle ore 14 in piazza del Campo. Per quella data, infatti, a Palazzo Berlinghieri, è stata indetta una seduta della commissione cultura e scuola che discuterà proprio della situazione della Corte dei Miracoli. La vostra partecipazione, naturalmente, è particolarmente caldeggiata, sarà necessario essere il più numerosi possibili per dimostrare l’importanza che la Corte dei Miracoli riveste per centinaia e centinaia di senesi e non. Le modalità e l’organizzazione di questo presidio saranno comunicati nei prossimi giorni tramite newsletter, sito web e social network.

Perdonate la lunghezza del testo ma ho cercato di essere il più esaustivo possibile, conscio della volontà di tanti di voi di comprendere con precisione ciò che sta accadendo ad uno dei luoghi più amati e frequentati dell’intera provincia. Ogni giorno ci continuate a dimostrare il vostro affetto, la vostra preoccupazione ed anche la vostra “impazienza” di rientrare. Un’esigenza comune a tantissime persone e che speriamo e crediamo debba essere presa in considerazione soprattutto da chi, di quei cittadini, ne è il rappresentante.

Un grande saluto a tutti e viva la Corte dei Miracoli