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“Barriere architettoniche: le regole ci sono, mancano i controlli”

Abbattere le barriere architettoniche per rendere la vita più facile ai disabili è uno degli impegni dell’amministrazione comunale di Siena. Ma non sempre è facile tradurre la teoria in pratica, spesso per l’ignoranza dei cittadini, sostiene Lorenzo Corradeschi presidente dell’associazione senese paraplegici. Nell’intervista di stamani su Antenna Radio Esse, Corradeschi ha parlato delle difficoltà che incontrano le persone in carrozzella soprattutto per frequentare gli esercizi commerciali spesso privi di accesso per i disabili. I problemi dei disabili sono esplicitati in una lettera che il presidente e la socia Laura Vigni hanno reso pubblica in questi giorni a risposta delle dichiarazioni dell’assessore Ferretti riguardo proprio agli interventi del Comune nel campo della disabilità.

“In qualità di Presidente e di socia dell’Associazione Senese Paraplegici, vogliamo intervenire su quanto diffuso , pomposamente (e senza vergogna) dall’Assessore Ferretti, a proposito del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Speriamo proprio che la Regione Toscana non vorrà prendere ad esempio il Comune di Siena in questo ambito, perché tanto è bravo nel proclamare teorie, quanto è (ed è stato) inefficiente e trascurato nelle iniziative pratiche.
Intanto vogliamo ricordare che da decine di anni esistono leggi nazionali, che stabiliscono il rispetto dei diritti civili ai cittadini disabili, eppure il Comune di Siena ha sempre brillato per averle disattese e tradite. E’ questo un esempio per la Regione Toscana?
Vogliamo fare un elenco delle inadempienze, delle clamorose violazione delle leggi nazionali di cui si è reso colpevole il Comune di Siena, sordo e indifferente a tutte le sollecitazioni e le istanze delle associazioni dei disabili. Che siano atti compiuti dalle precedenti Giunte non è una giustificazione, perché anche l’attuale continua sulla stessa linea, senza rimediare a nessuno degli sconci compiuti all’epoca dei sindaci Piccini e Cenni.
Nel settore del trasporto e della circolazione tutte le risalite con scale mobili sono di fatto inaccessibili e per l’ultima realizzata (quella della Stazione) come Associazione Paraplegici ci eravamo impegnati già in fase di progettazione per chiedere che venisse realizzato un sistema accessibile: lettere, incontri, sollecitazioni non hanno sortito alcun effetto. Il Comune è andato per la sua strada promettendo un percorso alternativo, mai realizzato naturalmente! Il parcheggio sotterraneo della Stazione ha dei posti auto riservati ai disabili, ma per arrivare all’ascensore per risalire in superficie ci sono 4 scalini. In alternativa hanno messo un montascale, ma per attivarlo bisogna chiamare l’addetto della Siena Parcheggi, ed aspettare pazientemente che arrivi da qualche lontano ufficio. Per non parlare del panettone che per mesi impediva l’accesso all’ascensore nel piazzale della Stazione.

Laura Vigni
Laura Vigni

Inutilmente abbiamo segnalato che i posti auto riservati devono avere ai due lati uno spazio libero (con linee oblique) per consentire l’accesso in carrozzina: bene, gli ultimi disegnati nella piazzetta di via della Sapienza ne sono privi. Così come quelli in Piazza Indipendenza disegnati nel tratto più pendente di tutta la Piazza. E in ogni parte della città se ne vedono in abbondanza. Ma per i Vigili di Siena la norma è un optional?
Ogni anno per legge una parte degli oneri di urbanizzazione è stata destinata all’abbattimento delle barriere (€. 200.000 l’anno): molti lavori sono stati fatti per ribassare i marciapiedi, ma è stata sbagliata la pendenza e risultano impraticabili. Soldi buttati inutilmente, ma che ci voleva a chiedere la prova da parte di un vero paraplegico?
E il controllo sui lavori per rifare gli ingressi degli esercizi commerciali accessibili in sedia a rotelle? Molti negozi fanno scivoli troppo ripidi (la legge dice pendenza dell’8%), altri ci prendono in giro, come la Farmacia di Palazzo Diavoli che ha fatto lo scivolo sulla vetrina chiusa! Molta responsabilità dobbiamo dire è dei tecnici, che cercano in ogni modo di sottrarsi a questi obblighi, ma spetterebbe al Comune vigilare e non disinteressarsene.
E gli autobus? Anche se molti autobus nuovi risultano formalmente accessibili, il loro utilizzo da parte dei disabili è limitato dall’assenza di marciapiedi rialzati, perché le pedane sono troppo ripide per spingere da soli la sedia a rotelle. In assenza di marciapiedi basterebbe che gli autisti scendessero ed oltre ad aprire manualmente la pedana, aiutassero il disabile a salire e scendere. In molte città lo fanno: a Siena non può essere disposto lo stesso obbligo?
Un primato avevamo, quello di un notevole numero di taxi accessibili, grazie ad una norma comunale che imponeva l’acquisto di mezzi attrezzati allo scopo, per le nuove licenze e per le sostituzioni. Adesso, con una iniziativa scandalosa, il Comune sta per cancellare questo obbligo. Un’altra penalizzazione dopo che sono stati di fatto eliminati i contributi per l’uso del taxi: in una città così scoscesa, con il centro storico poco servito da mezzi pubblici, vuol dire confinare i disabili a casa.
Dunque smettiamola di farsi belli con le chiacchiere: potrete ingannare chi disabile non è, ma chi vive questa situazione sulle proprie spalle e ogni giorno deve misurarsi con ostacoli e difficoltà, si sente offeso e preso in giro”.

Lorenzo Coradeschi, Presidente dell’Associazione Senese Paraplegici
Laura Vigni, socia

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