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“Una Rubrica Leggerissima” – The father, un pugno allo stomaco che aiuta a riflettere

È difficile capire che cosa prova davvero una persona anziana, malata di demenza senile, alle prese con una quotidianità che non riconosce più, con una lotta impari contro il passare del tempo, contro una malattia che rosicchia ogni giorno pezzi di un “io” frammentato e li sostituisce con immagini sbiadite e angoscianti. Eppure il senso di smarrimento e di inadeguatezza si può immaginare, e si può persino trasformare in forma artistica.
Lo ha fatto Florian Zeller, scrittore, drammaturgo e regista francese, prima con l’opera teatrale “Le père” (Il padre), andata in scena per la prima volta a Parigi nel 2012, da cui è stato tratto successivamente “The father” (2020), in italiano “The father- Nulla è come sembra”, suo film di esordio alla regia.
L’adattamento cinematografico, scritto insieme a Christopher Hampton (Premio Oscar nel 1989 come migliore sceneggiatura non originale per “Le relazioni pericolose” e nel 2021, tra gli altri riconoscimenti, anche per “The father” insieme a Zeller) è stato girato a Londra; i set sono per lo più interni di appartamenti molto simili tra loro: si vedono corridoi, pezzi di ospedali, camere da pranzo, cucina, porte semi-aperte o che si chiudono e finestre, il cui potere filtrante lascia “passare” quel filo di speranza al quale sembra attaccarsi con forza e lacrime il protagonista.
Ma il film “The father”, nonostante il racconto straziante di una vita destinata a non riconoscersi, va oltre la drammaticità della vecchiaia: è un lungometraggio magnetico poiché mostra l’abisso intermittente nel quale ogni essere umano può cadere. Sono gli occhi azzurri del protagonista Anthony a catturarci senza scampo, a bloccare i nostri pensieri dentro i suoi ragionamenti confusi, aggressivi, scorretti. Sono i gesti, le pause, le espressioni di un uomo anziano senza quasi più memoria che, interpretato senza alcuna sbavatura dall’ottantatreenne Anthony Hopkins, guida i nostri stati d’animo dall’inizio alla fine del film.
Una pellicola “forte” per argomento e regia; per dialoghi e capacità recitative. Accanto a Anthony Hopkins, premio Oscar come miglior attore protagonista, l’intero cast sottolinea la bellezza dell’arte teatrale nel senso più ampio: troviamo ancora Olivia Colman (la nostra regina di The Crown), Mark Gatiss (La favorita, Sherlock serie TV), Imogen Poots (Green Room, Non buttiamoci giù), Rufus Sewell (Judy serie TV, L’uomo nell’alto castello) e Olivia Williams (Victoria and Abdul, An Education).

A cura di Simona Merlo

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