Un protocollo in materia di appalti per tutelare trasperenza e correttezza delle procedure di gara
26 Set, 2016
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Legalità e trasparenza, chiarezza e correttezza delle procedure di gara, tutela delle imprese locali e dell’occupazione. Questi i principi cardine del protocollo d’intesa in materia di appalti, forniture e servizi tra il Comune di Siena, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del territorio senese, presentato stamani in conferenza stampa a Palazzo Berlinghieri dal vicesindaco Fulvio Mancuso e dall’assessore al Sociale, Anna Ferretti.

“Un’elaborazione di oltre un anno – ha introdotto il vicesindaco Mancuso – su un tema delicato per i risvolti in ambito economico, sociale e del lavoro, che risente sia della situazione di crisi diffusa a livello nazionale sia dei fenomeni di illegalità che, primo su tutti “Mafia Capitale”, hanno svelato infiltrazioni e malaffare nella pubblica amministrazione. Un percorso programmatico congiunto tra assessorati, finalizzato a essere recepito da tutte le parti sociali del nostro territorio che rappresentano le istanze delle imprese e dei lavoratori”.

Il protocollo si inserisce nel contesto normativo comunitario, in particolare le direttive UE del 2014, e recepisce le novità legislative nazionali dettate dalla legge delega 2016 e dal nuovo Codice degli appalti pubblici introdotto nello scorso mese di aprile. Come ha ricordato il vicesindaco, “la Regione Toscana ha avviato un Osservatorio su questo tema sin dal 2007 e il Comune di Siena, dopo aver approvato un protocollo nel 2005, nel 2014 ha deliberato uno specifico atto di indirizzo attraverso il Consiglio. Oggi vogliamo segnare non soltanto l’aggiornamento di determinati principi al nuovo quadro economico e normativo, ma anche l’avvio del procedimento interno all’ente: ovvero, il loro passaggio alle nostre strutture dirigenziali e agli uffici in termini amministrativi, affinché ogni procedura di appalto di beni e servizi venga implementata e gestita nel segno della legalità e della concorrenza leale, della tutela delle imprese sane e virtuose che operano nel rispetto dei principi etici e della correttezza retributiva-contributiva-fiscale, e dell’attenzione verso le clausole sociali dell’occupazione”. La digitalizzazione e la trasparenza delle procedure, la redazione di white list delle imprese virtuose, la scelta del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto a quello del massimo ribasso, le clausole di riassorbimento della manodopera e dell’inserimento del personale svantaggiato, la suddivisione degli appalti in lotti funzionali: questi i principali strumenti attuativi per tutelare il principio della libera concorrenza, contrastare il lavoro irregolare, favorire la stabilità dell’occupazione, stimolare la competitività delle imprese locali e, al contempo, garantire la trasparenza in ogni fase della procedura di gara, dalla sua preparazione alla relativa aggiudicazione.

“Welfare non è soltanto erogazione di servizi sociali – ha proseguito l’assessore Ferretti – ma anche tutela delle forme di lavoro regolari e in condizioni di massima sicurezza, secondo i contratti vigenti. L’obiettivo di questo documento è quello di conciliare gli interessi delle parti datoriali e di quelle sindacali e di farlo in modo tale che i bandi per gli affidamenti di servizi o per le forniture di beni siano sempre corretti anche dal punto di vista formale e quindi non impugnabili: i ricorsi, infatti, producono l’effetto deleterio di bloccare l’erogazione dei servizi”.

Un concetto su cui si è soffermata l’assessore Ferretti è stato quello della suddivisione degli appalti in lotti funzionali: “Per contemperare i processi di qualificazione imprenditoriale e la competitività delle piccole e medie imprese locali, si rivela strategica la possibilità, da parte delle stazioni appaltanti come il Comune di Siena, di poter suddividere i grandi appalti in lotti di gara di importo minore”. “Un ulteriore elemento che merita la massima attenzione – ha aggiunto – è quello di certe anomalie di ribasso, talvolta palesemente sproporzionati rispetto ai valori iniziali delle stesse gare e che mettono seri dubbi sulla provenienza di certi capitali. E’ importante che i criteri sanciti nel protocollo vengano recepiti da subito dai nostri uffici che stanno sperimentando nuove forme di appalto come il project financing e la co-progettazione”.

Dopo aver richiamato la necessità dell’integrazione sociale delle persone svantaggiate attraverso riserve percentuali degli importi annuali degli appalti alle cooperative sociali di tipo “B” <<senza che però questo costituisca un espediente per abbassare in modo incongruo la soglia dell’appalto>>, Mancuso e Ferretti hanno concluso sostenendo che <<il confronto con tutte le parti coinvolte non si fermerà con la sottoscrizione del protocollo, ma sarà aggiornato ancora in base all’evoluzione normativa e delle condizioni socio-economiche, con l’obiettivo ulteriore di coinvolgere in questo processo virtuoso anche le società partecipate e gli altri Comuni della provincia>>.