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Ritrovate sotto le mura di Siena due palle di cannone risalenti al 1500

Sono stati presentati in Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dal Sindaco Bruno Valentini, dalla Soprintendente Arch. Anna Di Bene e da Duccio Nello Peccianti dell’Associazione Le Mura i nuovi sorprendenti ritrovamenti archeologici rinvenuti lungo la cinta muraria di Siena. Si tratta di due palle di cannone di dimensioni diverse, in ferro, trovate nei pressi di Porta Ovile durante alcune operazioni di pulizia e recupero della cinta muraria effettuate dai volontari dell’associazione Le Mura.

“Al fine di una prima seppur sommaria indicazione storica, vi è da considerare un importante precedente: una palla di cannone, sempre in ferro, rinvenuta in occasione dei lavori di sistemazione dei ruderi della Rocca di Crevole a Murlo” spiega la Soprintendente Anna Di Bene, che ipotizza quindi che “i due proiettili d’artiglieria pesante recuperati a Siena, in prossimità di Porta Ovile, presso la risalita di San Francesco, siano verosimilmente da riferire all’assedio portato alla città di Siena dalle truppe imperiali di Carlo V”, avvenuto tra il 1554 e il 1555.

“Si tratta di un interessante ed emozionante ritrovamento che ci riporta a quelle pagine dolorose e al contempo gloriose della nostra storia, quando Siena resistette per diversi mesi all’assedio delle truppe spagnolo-fiorentine, poco prima della perdita dell’indipendenza. Dopo l’analisi ed il restauro, da parte della Soprintendenza, troveremo una adeguata collocazione nel Museo Civico. Incredibile come siano rimaste nascoste nel terreno, nei pressi della risalita di San Francesco, per così tanto tempo” commenta il Sindaco Bruno Valentini.

“Le mura hanno ancora molte cose da dire… basta saperle ascoltare” fa notare Duccio Nello Peccianti, autore del ritrovamento insieme agli altri volontari dell’Associazione Le Mura. “Ogni volta che riportiamo in vista il paramento murario scopriamo qualcosa di nuovo: passaggi d’acqua, finestrelle, archibugiere… siamo quindi abituati a “scoprire” nel senso di togliere una copertura che impedisce la vista e ritrovare cose nascoste. Ma ritrovare due palle di cannone, durante una tranquilla passeggiata di controllo non l’avremmo mai pensato possibile”.

“Sabato 17 maggio – continua Peccianti – abbiamo finito presto di tagliare l’edera sul tratto da Porta Ovile su Via Beccafumi e, in quattro o cinque, ci siamo spostati dall’altro lato della Porta per controllare lo stato della vegetazione e fotografare le “ferite” sulle due torri ai lati della risalita di S. Francesco. Aprendoci il percorso con un falcetto abbiamo notato una pietra di forma “stranamente” sferica e togliendo un po’ di terra con le mani è apparsa la sfera intera… non di pietra ma di ferro. Poco più là un’altra, di poco più piccola, ma in tutto simile. Il pensiero corre subito alle palle da cannone che qui furono sparate numerose (circa 260) l’11 gennaio 1555, senza peraltro riuscire ad abbattere quelle mura che ancor oggi riportano il segno di quelle cannonate. Abbiamo comunicato subito il ritrovamento alla Soprintendenza, che ha mezzi e competenze per valutare l’importanza del ritrovamento. A noi resta la soddisfazione di aver contribuito alla valorizzazione di questo monumento che ha bisogno di attenzione, ma ha ancora molte cose da raccontare alla città”.

“Si può in sintesi affermare che l’impiego di due proiettili è avvenuto nel corso dell’assedio senese e che simili proiettili sono stati ritrovati in altre aree interessate dalla guerra di Siena della metà del Cinquecento. La Soprintendenza, grazie alla collaborazione offerta dal Direttore Daniele Pitteri del Museo Santa Maria della Scala, restaurerà i due proiettili presso il laboratorio di restauro realizzato al Santa Maria. Ulteriori notizie e/o interpretazioni scientifiche e storiche sulla provenienza potranno essere acquisite agli esiti di indagini più approfondite che realizzeremo sul luogo del ritrovamento” afferma la Soprintendente Di Bene.

Al fine di comprendere il valore storico-archeologico dell’attuale rinvenimento senese è utile citare gli atti di un processo di furto intentato dall’autorità vescovile di Siena nei confronti di personaggi che nel maggio 1692, scavando illegalmente fra le rovine della rocca di Crevole, rinvengono quattro proiettili d’artiglieria pesante. Un certo Giovan Battista Golini riferisce di averne trovate due, del peso di 40 libbre l’una, mentre Pietro Poggi afferma di aver trovato anch’egli due palle di ferro, per un peso complessivo di 60 libbre. L’interesse delle testimonianze processuali risiede nel dato che si riferisce al peso dei proiettili da cannone: considerando che una libbra corrisponde a kg 0,3395, le palle da quaranta libbre l’una scavate da Giovan Battista Golini equivalgono a kg 13,58 l’una (quindi come una delle due rinvenute a Siena); nel caso delle palle scavate da Pietro Poggi, supponendo che i due proiettili fossero dello stesso peso (30 libbre ciascuno), il peso di ognuna è di kg 10,18 (e anche questo torna con il rinvenimento senese). In conclusione si tratta di proiettili d’artiglieria pesante in dotazione alle milizie imperiali: le palle da 40 libbre (kg 13,58) erano sparate dal cosiddetto ‘cannone reale’, mentre quelle da 30 libbre (kg 10,18) dal ‘mezzo cannone piccolo’. La descrizione sembra proprio riferirsi ai recenti ritrovamenti senesi, due proiettili di peso diverso, uno di circa 13,58 Kg e l’altro di circa 11 Kg.

Ascolta l’intervista della Soprintendente Anna Di Bene

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