Rissa in pieno centro a Poggibonsi, cinque stranieri arrestati
18 Giu, 2016
CARABINIERI-IN-AZIONE

Cinque persone sono finite in manette per rissa a Poggibonsi. Nella centralissima piazza Mazzini, nel pomeriggio di ieri, due gruppi di stranieri si sono scontrati dopo una lite.
Tutto ha inizio con un operaio albanese al telefono con la moglie e poco distante quattro senegalesi, tra i quali una donna, seduti su un muretto discutono tra loro.
I senegalesi parlano ad alta voce e l’albanese non riesce a sentire ciò che dice la moglie e quindi rivolgendosi al gruppo di nordafricani chiede di abbassare il tono che, come riferiranno anche alcuni testimoni, era effettivamente eccessivo per una semplice conversazione tra amici.
La donna senegalese, indispettita per la richiesta, riferisce all’albanese di farsi i fatti sui perché quella non è casa sua. L’uomo, stizzito, risponde alla donna che immediatamente si alza dal muretto e, con fare arcigno, lo raggiunge per un “faccia a faccia”. L’Albanese quindi mima uno schiaffo e tanto basta per fare intervenire un nitrito gruppo di senegalesi che, proprio in piazza Mazzini, hanno il loro luogo di ritrovo quotidiano.
Un collega dell’operaio, anch’egli albanese, visto quanto accadeva, interviene per dare manforte al connazionale, alimentando ancora di più il clima di tensione ed astio che sfocia in una rissa furibonda con calci e pugni. Un senegalese va verso il vicino cantiere e prende una pala per usarla contro i due operai ma, fortunatamente, una giovane ragazza strappa la pala di mano all’uomo e la getta a terra.
Alcuni passanti, impauriti per l’accaduto chiamano i Carabinieri e quindi poco dopo, arrivano due pattuglie dell’Arma che cercano di ristabilire la calma.
All’arrivo dei militari, del nutrito gruppo che aveva preso parte alla rissa, solo in cinque continuano a darsele di santa ragione, tra questi i due albanesi e tre senegalesi, compresa la donna che aveva dato origine al tutto.
Condotti in caserma i cinque sono stati sentiti e poi sottoposti alle cure del caso venendo riscontrate a tutti contusioni varie ed escoriazioni con prognosi tra i 3 ed i 9 giorni.
Dopo le formalità di rito, i cinque sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.