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Raccolta di firme per il progetto Conolly

E’ iniziata ieri una raccolta di firme per sostenere il progetto di recupero del padiglione Conolly e di altri spazi dell’ex ospedale psichiatrico. A lanciare l’idea Andrea Friscelli, psichiatra senese, che ha accolto l’invito di Renzi a segnalare i luoghi dimenticati dell’Italia per ottenere finanziamenti per il recupero, promuovendo un coinvolgimento dei cittadini senesi su facebook. “Ho creato l’evento ieri alle 15.30 e in poche ore ho ottenuto un centinaio di adesioni, l’argomento interessa i senesi – ha detto ad Are Friscelli -, sarebbe importante recuperare questi luoghi per salvare la storia dell’ospedale psichiatrico. Altre volte abbiamo lanciato l’sos per il Conolly ma non abbiamo ottenuto risposte, speriamo ora di rientrare tra quei progetti che il premier Renzi ha detto di voler finanziare. Questo padiglione che ospitava i malati più gravi, oggi è abbandonato, infestato dalla vegetazione che rovina la struttura, i tetti sono in una condizione brutta che con condizioni metereologiche avverse potrebbero anche crollare. Sono stato sul posto per vedere le condizioni, occorrerebbe un sopralluogo di un tecnico per valutare l’intervento di recupero”.
Per aderire alla raccolta di firme basta inviare una mail ad Andrea Friscelli (fandriel@gmail.com), sarà lui a raccogliere e inviare poi al ministero.

Ecco il testo pubblicato su facebook da Friscelli per invitare a sostenere il progetto.

“Già in passato abbiamo costituito comitati, raccolto firme, creato gruppi su Facebook, sollecitato l’interesse intorno alla vicenda del Conolly, e dell’intera valle di Porta Giustizia, senza per la verità ottenere grandi risultati.
La sollecitazione lanciata in questi giorni dal governo attraverso bellezza@governo.it (l’indirizzo mail si propone di raccogliere fino al 31 maggio le segnalazioni di chiunque voglia recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività luoghi culturali dimenticati) ci ha “stuzzicato”, rinnovando la nostra passione intorno ad un progetto di recupero che sarebbe importante per questa città.
Perché recuperare il padiglione Connolly, la Farmacia e più in generale accrescere il significato dell’intera valle di Porta Giustizia?
Innanzi tutto perché, tranne la valle che, gestita dalla cooperativa La Proposta, si trova in un ottimo stato, i due edifici ricordati giacciono in uno stato di penoso degrado, al limite del crollo che cancellerebbe in maniera definitiva la densità di storie, memorie e temi culturali che in quei mattoni risiedono. Perderli vorrebbe dire amputare per sempre una parte della storia della nostra città.
Il padiglione Conolly è uno dei pochi esempi italiani di costruzione di un panopticon, secondo le modalità suggerite dall’illuminista Bentham. E’ stato pensato e realizzato negli ultimi anni dell’Ottocento, in modo da accogliere i malati ritenuti più pericolosi e ingestibili, ottimizzandone, attraverso la particolare forma architettonica, il controllo che poteva avvenire con un solo sguardo.
I temi che aleggiano intorno all’edificio sono naturalmente quelli dell’esclusione sociale, della devianza, della sua gestione e controllo, ma se si allarga lo sguardo all’intera valle e alle vicende storiche che lì si sono svolte fin dal Medioevo, tocchiamo temi come quelli dell’accoglienza degli immigrati, della peste e del contagio (nelle sue varie possibili forme) della giustizia e della sua gestione, dell’attribuzione delle pene, dei tentativi di curare in vari modi un’umanità sofferente ma “sgradita”.
Sono questi temi culturali che hanno, come si può capire, una loro stringente attualità.
E allora perché perdere l’occasione di creare in quel padiglione, restaurato e rimesso a disposizione del pubblico, il naturale contenitore culturale di queste dinamiche?
Da un lato il Conolly deve servire come sicuro deposito della memoria storica del manicomio. Lì potrebbe trovare spazio l’archivio delle cartelle cliniche e del materiale amministrativo, documenti che, opportunamente trattati, possono essere la fonte di molte ricerche. Dall’altra quell’edificio, insieme all’elegante Farmacia, potrebbe essere la sede di eventi culturali, di spettacoli e di qualunque altra cosa possa “girare” intorno ai temi sopra ricordati e agli altri che si possono aggiungere. In fondo c’è un filo sottile ma evidente che lega questa parte della città alle vicende del Santa Maria della Scala di cui oggi si discute il destino. Allora sarebbe opportuno non perdere i pezzi di una storia che, se compresa nella sua interezza, potrebbe fare di Siena un esempio paradigmatico.
Del resto Siena non è solo Medioevo e quindi fissare, puntualizzare e valorizzare anche le storie molto posteriori può servire a differenziare le varie offerte turistiche che sono la risorsa forse più importante di questo nostro territorio.
Gli sforzi da fare, per primo quello economico, per ottenere questi risultati sono moltissimi e per la verità gli estensori e primi firmatari di quest’appello non si fanno troppe illusioni sulla possibilità che la richiesta sia ascoltata e poi finanziata, ma è anche vero che se non si partecipa, sicuramente nessuno ci sentirà. Forse l’unica speranza è che le firme, sotto all’appello, siano numerose, molto numerose.
Per questo chiediamo a tutti quelli che sono interessati a questi temi o che già li conoscono, di firmare insieme con noi. Abbiamo dieci giorni di tempo per raccogliere quante più firme possibile prima di spedire il tutto a bellezza@governo.it”.

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