No alla fusione Rapolano-Asciano, Alessandro Starnini: “Non è una cosa seria, solo un tentativo di conquista da medioevo”
7 Nov, 2018
comitato no fusione Rapolano-Asciano

“Questa proposta di legge di fusione l’hanno scritta in tre, senza coinvolgere o sentire mai nessuno dei cittadini di Rapolano, Serre, Asciano e Arbia. E in tre avrebbero deciso che il capoluogo dovrebbe essere Asciano, che il nome dovrebbe essere Crete Senesi, cancellando Rapolano Terme e provocando così un danno economico devastante per un’intera comunità e anche oltre, e poi non hanno scritto nulla che sia una garanzia della presenza di uffici e servizi per i cittadini che non abitano ad Asciano. Questa non è una cosa seria, sarebbe un contratto scritto da una parte sola con l’altra che dovrebbe firmarlo al buio”. E’ perentorio Alessandro Starnini, portavoce del comitato che si oppone alla fusione di Asciano e Rapolano Terme. “Non è questo il modo di costruire il futuro di comunità che sono vicine – ha aggiunto – ma è solo un tentativo di annessione e di conquista, anche poco trasparente, che segna l’interesse di qualche gruppo ristretto di mettere le mani su risorse importanti come le terme di Rapolano e l’area industriale. Non si fa così. La modernità e il futuro vuol dire un’altra cosa, vuol dire collaborare, cooperare con trasparenza e non cercare di conquistare un altro, questa è roba da medioevo”.