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Mps, una storia senza fine. Ufficiale la fine delle trattative con UniCredit

È ufficiale la fine delle trattative tra Stato e UniCredit per la cessione di alcuni asset di Banca Mps. Lo hanno reso noto ieri le due parti con una breve nota congiunta. “Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti – si legge – UniCredit e il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunicano l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca Monte dei Paschi di Siena”.

“L’operazione Unicredit avrebbe creato una macelleria sociale, oltretutto a spese dello Stato e quindi di tutti i cittadini contribuenti – è intervenuto il sindaco Luigi De Mossi – credo ci sia ancora la possibilità di trovare strade alternative e solide per dare un futuro solido alla banca più antica del mondo. Da parte nostra, assieme alle istituzioni territoriali come Regione e Provincia, oltre alla Fondazione Mps, continueremo in ogni caso a perseguire quelli che erano e rimangono punti irrinunciabili: la tutela del marchio, la tutela dell’occupazione, il radicamento della banca al territorio anche attraverso il mantenimento della direzione generale a Siena e la tutela del patrimonio artistico e immobiliare. Su questi punti non dobbiamo abbassare la guardia. Mi attendo anche che le promesse in campagna elettorale siano mantenute da chi è stato eletto in Parlamento come espressione di questo territorio e ha dichiarato a più riprese di volersi impegnare concretamente per la comunità senese. Noi lo abbiamo fatto e continueremo a farlo”.

De Mossi ha poi lanciato un appello al premier Mario Draghi. “Non sarebbe uno scandalo se Draghi, grazie alla sua autorevolezza, chiedesse all’Europa una proroga per la permanenza dello Stato in Mps”.

“C’è bisogno di avere più tempo nel rapporto con l’Europa per avere altre opzioni sul tavolo”, ha sottolineato il segretario del Pd Enrico Letta, che ha appena vinto le suppletive a Siena.

Questa invece la posizione dei sindacati: “Oggi, dopo 3 mesi di trattativa e con un breve comunicato congiunto, Unicredit e Mef hanno comunicato l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca MPS. Null’altro viene chiarito circa le prospettive strategiche del Gruppo MPS e dei suoi 21 mila Lavoratrici e Lavoratori in vista anche delle scadenze dei vincoli di fine anno. Chiediamo allo Stato azionista un intervento urgente a tutela dell’integrità e del futuro di Monte dei Paschi. Riteniamo che debba essere affrontato e risolto il nodo cruciale della ricapitalizzazione e, attraverso la proroga dei termini concordati con l’Unione Europea per l’uscita dello Stato dal capitale della Banca, ricercate altre possibili soluzioni improntate ad una reale fattibilità e sostenibilità”.

“Il Monte dei Paschi di Siena ce la può fare, senza dover essere incorporato in altra banca”, è intervenuto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Condivido la scelta del Governo su Mps: in questo momento sta vivendo una fase positiva dal punto di vista dei conti, sia la semestrale che ha portato a più di 200 mln di utili sia gli indicatori che abbiamo ci dicono che il tempo non è rinvio ma possibilità di vedere consolidati dati positivi che la banca nell’andamento ordinario sta raggiungendo e quindi di scegliere un momento in cui questo consolidarsi dei risultati utili può portare accanto all’autonomia la prospettiva di sviluppo. Quindi secondo me il fatto che si arrivi da parte del Governo a chiedere una proroga all’Ue rispetto ai tempi di vendita non può che favorire il consolidarsi dei dati positivi del Mps evitando un esborso che è veramente eccessivo per le casse dello Stato. Come Regione abbiamo da mesi e io per primo assunto una posizione di grande cautela rispetto a questa trattativa con Unicredit. Io penso che il Mps abbia le condizioni per poter maturare un processo diciamo di continuità nella voci positive della sua gestone corrente e conseguentemente di potersi prospettare magari con un aumento di capitale anche un percorso che dia autonomia al Monte, mantenimento del ruolo in Toscana ma soprattutto mantenimento del brand e dell’occupazione: con un andamento positivo della gestione corrente possono crearsi le condizioni che magari tra un anno o due una trattativa sul Mps non sia di incorporazione in un’altra banca ma sia di un passaggio dallo Stato a un proprietario che l’integrità di Mps la preservi e la valorizzi come del resto avviene dal 1472”.

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