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Morto Umberto Eco, lutto nel mondo della cultura. Con Siena una forte amicizia

Umberto Eco è morto.
Niente perifrasi o frasi complesse, scrivere della sua scomparsa è più complicato di quanto possa sembrare. L’occhio di Eco persiste su tutti noi che della comunicazione dovremmo fare il nostro lavoro. A comunicare il suo decesso, avvenuto ieri sera alle 22.30 nella sua casa Di Milano, è stata la famiglia che ha diramato la notizia dalle pagine della Repubblica.
“L’unico modo di prepararsi alla morte è convincersi che tutti gli altri siano dei coglioni.” Così Eco aveva scritto nel 1997 su “L’Espresso” in una lettera rivolta ad un suo discepolo immaginario. L’espediente per affrontare la morte era vedersi circondato da folli così da non sentire la mancanza di ciò che si sta lasciando. Ebbene lui ci ha lasciato, ha detto addio a quel mondo che soprattutto negli ultimi anni aveva osservato e criticato con la consapevolezza di chi vede la necessità di un nuovo intenso acculturamento della società in cui viviamo.
Oggi proprio quel mondo lo ricorda come un Maestro assoluto, un genio che ha reso grande il nome del nostro paese. Dagli Stati Uniti ai paesi Arabi fino ad arrivare a quel popolo di “imbecilli” che del Web hanno fatto la loro cassa di risonanza, nessuno si è scordato di ricordare Umberto Eco.
Ed anche la Toscana piange la sua morte. Dottore honoris causa all’Università di Siena in scienze della comunicazione nel 2002, la presenza di Eco nel senese è stato motivo di grande lode per l’ateneo. Da quando fu insignito del titolo dall’allora Rettore Piero Tosi, il più famoso semiologo italiano restò legato con la città del Palio e con la sua Università dove spesso è tornato come ospite e professore d’eccezione legato anche da un grande rapporto di amicizia con il semiologo, e suo allievo, Omar Calabrese.
Un orgoglio per l’ateneo e per l’intera città. Tra le ultime visite di Eco a Siena si ricordano le lezione tenute dal 27 al 29 aprile 2009 sul tema “Questioni semantiche nell’estetica medievale”, all’interno della chair intitolata a “Strumenti formali per l’analisi dei fenomeni umanistici” a lui assegnata dalla Scuola Superiore Santa Chiara.

Umberto Eco. Nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, semiologo, filosofo e scrittore acclamato in Italia e nel mondo. Tra le sue opere più note: “Il nome della Rosa” del 1980, che ispirò anche il film di Jean-Jacques Annaud ed “Il pendolo di Foucault” del 1988. Il suo ultimo libro critica al giornalismo “Numero zero” è stato pubblicato lo scorso anno da Bompiani. Il suo nuovo libro “Pape Satan Aleppe” sarà pubblicato dalla neonata casa editrice “La nave di Teseo”, il prossimo 27 febbraio. L’uscita era prevista a maggio.
I funerali laici, per sua volontà, si terranno martedì 23 febbraio al Castello Sforzesco.
Vittorio Sgarbi, fratello di Elisabetta, fondatrice insieme ad Eco della casa editrice La nave di Teseo, ha chiesto i funerali di stato: “Chiedo al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio di proclamare i funerali di Stato per Umberto Eco quale testimone universale della grande civiltà italiana”.

Carolina Sardelli

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