Luigi Cagni alla “Tribù del Calcio”
8 Feb, 2016
Cagni

È intervenuto l’ex allenatore di Parma e Sampdoria Luigi Cagni ai microfoni di AntennaRadioEsse, durante il classico appuntamento del Lunedì con “La Tribù del Calcio”. L’ex giocatore di Brescia e Sanbenedettese ha parlato della situazione della Serie A, soffermandosi in particolare sulla sfida scudetto tra Napoli e Juventus.

Mister Cagni, parliamo di Serie A: due squadre a contendersi il titolo di campione d’Italia. Chi la spunterà fra Juventus e Napoli?
Sono due ottime squadre, non le scopriamo certo ora. Lo scontro diretto di sabato darà importanti risposte, ma sarà decisivo solo in caso di vittoria dei partenopei. Con il Napoli a cinque punti di vantaggio la Juventus si troverebbe davvero indietro nella lotta per lo Scudetto, mentre se dovessero vincere i bianconeri il solo punto di distacco fra le due società non sarebbe indicativo.

Si aspettava qualcosa in più da qualche squadra alle spalle delle due prime della classe?
L’Inter, sicuramente. È stata anche in testa al campionato per molte giornate. Poi qualcosa si è rotto, lo abbiamo visto tutti. D’altronde non è facile imporsi sin da subito quando si cambia così tanto la squadra durante il mercato estivo. A differenza della Juventus, che invece è riuscita a sopperire magistralmente alle partenze di tre grandi giocatori come Pirlo, Tevez e Vidal.

Chi vede favorita per la lotta al terzo posto?
È una bella lotta, tutte le squadre in lotta hanno dimostrato di avere problemi: mancanza di continuità, di organico. Il Milan? La squadra di Mihajlovic non riesce mai a fare il passo decisivo, ed è un chiaro esempio di quello che dicevo prima. Non si può stabilire un vero e proprio favorito, questo no.

La sorpresa del campionato?
La vera sorpresa del campionato è l’Empoli. Gioca bene, ha un buon organico, merita di stare nelle zone di media classifica.

Si aspettava un Verona così in basso?
No, e penso neanche nell’ambiente veronese. È la vera sorpresa negativa della stagione. Mandorlini è un buon tecnico però, stando tanti anni nella stessa piazza si impara a conoscere le varie situazioni che possono veder protagonista la squadra. Sono comunque sicuro che possa ancora riuscire a rialzarsi.

Un parere sulla Nazionale: come sta l’Italia a pochi mesi dall’Europeo?
A me piace questa Nazionale perché, pur essendo senza esperienza, ha molti giovani interessanti. Purtroppo viviamo in un paese in cui se non vinci l’allenatore diventa il capro espiatorio, mentre ci sarebbe da imparare dal lavoro di altre Nazionali, come la Germania. Io spero che Conte resti: nel caso in cui se ne andasse si dovrebbe ricominciare tutto daccapo.

Qui l’intervista completa

Andrea Coscetti