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La perizia dei Ris: “Nessuno spinse David Rossi”

Nessuno spinse David Rossi fuori dalla finestra del suo studio. Non era narcotizzato o drogato ma cosciente e si lasciò cadere nel vuoto. A dirlo ieri il colonnello Sergio Schiavone dei Ris di Roma in occasione della presentazione della maxi-perizia (quasi mille pagine) voluta dalla commissione parlamentare d’inchiesta che indaga sulla morte dell’ex dirigente Mps. La caduta ricostruita tramite un manichino virtuale è riferibile “ad un gesto anticonservativo in cui Rossi, cosciente, si tiene penzoloni fuori dalla finestra, aggrappato alla barra di protezione con entrambe le mani e la punta dei piedi e le ginocchia poggiate verso il muro. Ed infine si lascia cadere nel vuoto”. Una conferma della tesi del suicidio, così come il fatto che il luccichio che si vede nel filmato sarebbe una goccia di pioggia e non l’orologio che cade in un secondo momento. Quanto alla scritta “Help” nella mail di Rossi, per il Rcis nulla di strano perché fu scritta e spedita prima della morte.

Rimane però il giallo sulle nove lesioni non compatibili con la caduta, oltre ad un secondo video (acquisito ma poi cancellato) girato da un’altra telecamera che inquadra due persone uscire dalla banca pochi minuti dopo la caduta di Rossi. Le immagini sono state trasmesse alla procura di Genova, ha spiegato il presidente della Commissione Zanettin, che ha ipotizzato l’istigazione al suicidio.

Altre questioni controverse: un computer aziendale che la banca aveva messo a disposizione di Rossi, dove sono state trovate anche alcune foto a sfondo sessuale, scattate probabilmente in Tailandia, e poi la chiamata di 347 secondi, forse su Skype, verso l’estero.

In più Rossi poteva essere salvato se fosse stato soccorso nei venti minuti dopo la caduta. Secondo il collegio medico legale che ha svolto la perizia l’ex responsabile comunicazione della Banca muore per un trauma polidistrettuale a livello cranico toracico ma, soprattutto, per una bronco aspirazione ematica massiva (i polmoni si sono riempiti di sangue).

Cosa accadrà ora? Se il governo Draghi continuerà, ci sarà tempo per andare avanti con i lavori della commissione, altrimenti tutto il materiale raccolto verrà affidato alla procura di Genova e di Siena.

«Le quasi mille pagine di perizie, che i Carabinieri dei nuclei specializzati e il gruppo di esperti della medicina legale hanno illustrato oggi, non sono un punto d’arrivo, ma ci aiutano a rispondere a molti dei quesiti che erano emersi durante i lunghi mesi di lavoro della Commissione d’inchiesta e anche negli anni precedenti. Credo che quelle pagine ci abbiano consegnato per alcuni aspetti parole definitive, per altri hanno confermato dubbi che la Commissione in più occasioni aveva espresso e che spero potranno essere sciolti, forse da altri organi e in altri ambiti. Senza entrare nel merito delle analisi e dei risultati – che, insieme alle nostre valutazioni, confluiranno nella relazione che presenteremo a conclusione dei lavori, se avremo modo e tempo di redigerla – voglio comunque sottolineare la competenza, la professionalità, l’attenzione per ogni dettaglio e lo spirito di collaborazione con il quale queste perizie sono state svolte. Ai Carabinieri, alle Università e a tutti gli esperti coinvolti va un ringraziamento sincero. Da parte mia, mi sento di dire che la Commissione ha lavorato con serietà ed ha portato un contributo importante a questa vicenda». Con queste parole l’onorevole Susanna Cenni (Pd), commenta l’articolata perizia richiesta dalla Commissione d’inchiesta per la morte di David Rossi e svolta dai Carabinieri e dagli esperti forensi e medico-legali.

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