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Indagine frodi alimentari di Coldiretti/Ixè: paura nel piatto per 65% degli italiani

Il 65% degli italiani ha paura a tavola perché ritiene che la crisi abbia fatto aumentare i rischi alimentari mentre ben il 2 per cento dichiara di esserne stato vittima. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione della conferenza internazionale sulle frodi alimentari proprio nel giorno in cui la Guardia di Finanza di Montepulciano nell’ambito dell’operazione “Orrore in tavola” ha sequestrato tonnellate di prodotti alimentari scaduti da mesi, e in alcuni casi da anni, stipati in magazzino e pronti per essere rietichettati e venduti. A preoccupare sono le frodi di quanti trovano nel settore alimentare una importante occasione di business. L’agricoltura e l’alimentare sono infatti considerate aree prioritarie di investimento dalla malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché del cibo, anche in tempi di difficoltà, nessuno potrà fare a meno, ma soprattutto perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la vita quotidiana della persone in termini economici e salutistici.

“Quello per cui ci battiamo è la tutela del consumatore e del produttore agricolo – ha detto Fausto Ligas presidente di Coldiretti Siena – Abbiamo dalla nostra parte delle forze dell’ordine che riescono a tutelarci facendo controlli sistematici e bloccando, prima che entrassero in commercio, prodotti scaduti come è successo a Montepulciano. Questa operazione da una parte ci preoccupa, dall’altra ci rasserena sapere che c’è una vigilanza strettissima sulla filiera alimentare”

Sembra un ritornello noioso quello sui prodotti di qualità e a filiera corta , ma ogni volta che escono notizie di frodi alimentari, la voce di Coldiretti è quella che da sempre cerca di far capire ai consumatori quanto sia importante sapere cosa si mangia.

“A questo proposito abbiamo vinto la battaglia per l’aumento della percentuale di quantità minima di succo nelle bibite a base di arancia che passa finalmente dal 12 al 20 per cento – ha ricordato Francesco Sossi direttore di Coldiretti Siena – mentre adesso ci stiamo battendo per il cattivo uso che si potrebbe fare del termine “prosciutto cotto” con un nuovo decreto ministeriale che rivede la normativa sulla preparazione dei salumi, introducendo una serie di novità che ci mettono in allarme. Il prosciutto cotto è fatto con la coscia del maiale, qualsiasi altro tipo di carne usata per confezionarlo, non è prosciutto. Chiamare “prosciutto” un alimento confezionato con carne di tacchino o di cavallo, crea una confusione enorme nel consumatore. La denominazione di un prodotto, così come l’etichettatura, sono fondamentali per prevenire le frodi alimentari e tutelare i consumatori”.

Infine la Piazza alimento distintivo del made in Italy conosciuto in tutto il mondo .

“La pizza è fatta con ingredienti semplici e italiani: farina di grano, pomodoro, mozzarella, basilico, olio extravergine di oliva. La vera pizza valorizza prodotti del territorio e per questo anche a Siena chiediamo ai pizzaioli di unirsi a noi per portare nei piatti l’Italia, quella vera – ha detto Francesco Sossi direttore di Coldiretti Siena – per questo abbiamo deciso come Coldiretti, insieme alla Fondazione UniVerde e all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, di avviare una raccolta di firme a sostegno del riconoscimento dell’ “Arte della Pizza” come patrimonio culturale e materiale dell’umanità da parte dell’UNESCO. Invitiamo quindi tutti i consumatori che vogliono sostenere questo percorso firmando la petizione, anche in previsione dell’EXPO 2015, di rivolgersi presso i nostri uffici o presso i Mercati di Campagna Amica dislocati sul territorio.”

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