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Il pavimento alchemico del Duomo di Siena congegnato da Alberto Aringhieri

Un viaggio alla scoperta degli aspetti più segreti del “pavimento alchemico del Duomo di Siena congegnato da Alberto Aringhieri” unico esempio pavimentale al mondo che non doveva fungere solo da elemento decorativo ma che venne realizzato con ben altre finalità. E’ questo il tema del terzo incontro del ciclo di conferenze dedicate al simbolismo della cattedrale senese che il prossimo sabato 10 ottobre, alle ore 18, ad ingresso libero in occasione del suo trentennale, l’Associazione Archeosofica Sezione di Siena offre alla città, presso la sede di via Banchi di Sopra, 72 (Siena).

La prima tarsia che accoglie il visitatore che varca la soglia del grande portone centrale del Duomo di Siena, è dedicata a Ermete Trismegisto, Thoth per i sapienti dell’antico Egitto, considerato il padre dell’ermetismo e dell’alchimia.

E’ questa la figura cardine da cui origina un complesso e imponente impianto iconografico in chiave alchemica congegnato dal nobile senese Alberto Aringhieri, cavaliere di Malta e di Rodi.

Aringhieri che fu Rettore dell’Opera del Duomo fra il 1481 e il 1488 e poi di nuovo chiamato a ricoprire incarichi nel 1515, ordinò e seguì la realizzazione di 15 tarsie realizzate con la raffinata tecnica del commesso marmoreo impiegando marmi policromi di straordinaria bellezza. Marmi che presentano i colori della grande opera alchemica: nero, bianco, rosso e oro. Qual è dunque il messaggio che l’Aringhieri volle lasciare ai posteri attraverso questo straordinario ciclo che ricopre interamente l’aula del Duomo di Siena? La conferenza del 10 ottobre proverà ad offrire nuove chiavi di lettura a un mistero che da sempre affascina gli studiosi.

E gli appuntamenti dedicati al “Pavimento Alchemico del Duomo di Siena” proseguiranno poi ogni sabato fino al 24 ottobre.

Per informazioni 3661897344; Info.siena@boxletter.net

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