Domani a Bettolle la grande manifestazione di protesta degli agricoltori
23 Mag, 2019
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Una protesta per dare un futuro all’agricoltura italiana, una protesta a difesa del reddito delle aziende e per la difesa di un settore al collasso. Si sono dati appuntamento per domani, venerdì 24 maggio, ore 9, al casello A1 Valdichiana a Sinalunga (Bettolle –Si), gli agricoltori del centro Italia con oltre 100 trattori, per la manifestazione organizzata da Cia Agricoltori Italiani di Siena insieme a Cia Arezzo, Cia Grosseto e Cia Umbria.

Una manifestazione – sottolinea la Cia Siena – per chiedere a politica ed istituzioni misure urgenti e concrete per difendere e rilanciare l’agricoltura italiana. Ed a due giorni dalle elezioni amministrative ed europee del 26 maggio, sono attesi rappresentanti delle istituzioni e candidati ai comuni ed al Parlamento europeo. Invitati anche

Ci sarà una grande partecipazione degli agricoltori da tutto il centro Italia anche perché questa è una manifestazione per tutti gli agricoltori e solo a difesa dell’agricoltura. Agricoltori che fra le altre cose, chiedono la modifica immediata della Legge 157/92 per passare dalla tutela alla gestione della fauna selvatica.

Elezioni in vista – L’Italia è alla vigilia di elezioni di vitale importanza per il futuro di tutti i cittadini europei, eppure le tematiche comunitarie sembrano trovare poco spazio all’interno del dibattito politico. La campagna elettorale non sta vertendo sulle prospettive future dell’eurozona, ma su questioni ancorate a una visione politica prettamente nazionale. In una fase storica dove le sfide del mercato globale sono sempre più difficili da superare e gli scenari geopolitici in costante evoluzione, Cia Agricoltori Italiani Siena ritiene, a questo punto, urgente un confronto serrato e costruttivo sulle politiche europee e su una loro possibile riforma.

Il rilancio di una visione federale e solidale dell’Europa; le regole e le procedure alla base delle sue decisioni, a partire dal ruolo del Parlamento; il protezionismo commerciale e lo sviluppo sostenibile; il tema cardine della nascita di una “vera” Unione politica per contrastare l’euroscetticismo: queste le principali questioni su cui gli Agricoltori Italiani attendono risposte dalla prossima legislatura, partendo ovviamente dalla nuova Politica agricola comune.

In questi decenni la Pac, tra le politiche fondanti l’Ue, ha garantito la sicurezza e la salubrità delle produzioni agroalimentari, così come la tenuta dell’intero sistema rurale e la salvaguardia di biodiversità e ambiente. Ecco perché – sottolinea Cia – è necessario che il budget della Pac post 2020 non venga tagliato, ma si mantenga almeno l’attuale livello di spesa. Allo stesso tempo, bisogna accelerare il percorso di riforma della nuova Pac, già avviato in questa legislatura, in una logica di semplificazione, flessibilità e innovazione.

Inoltre, devono entrare nell’agenda politica comunitaria la riforma del sistema dei pagamenti, l’accrescimento delle politiche di sostegno all’organizzazione di filiera, il rafforzamento delle politiche di gestione delle crisi. Assieme ai due pilastri della strategia politica Cia: un progetto europeo di governo delle aree interne e nuovi accordi di libero scambio che da una parte sostengano l’export Made in Italy e dall’altro tutelino i nostri prodotti sensibili da un import senza regole, anche rivedendo il funzionamento delle clausole di salvaguardia. Sono questi gli asset su cui Cia-Agricoltori Italiani ha costruito “L’Europa che vogliamo” e rispetto ai quali gli imprenditori chiedono soluzioni ai candidati alle imminenti elezioni europee. Dalle nuove politiche comunitarie dipenderà il rilancio del processo d’integrazione dell’Unione e anche il futuro dell’agricoltura.