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Dalla politica alle associazioni: le reazioni (polemiche) dopo la sentenza sui derivati Mps

Dalla politica ai sindacati, fino alle associazioni civiche: non si placano le polemiche dopo la sentenza della Corte di Appello di Milano che ha assolto Mussari, Vigni e gli altri imputati nel processo Mps sui derivati Alexandria e Santorini e le operazioni Chianti Classico e Fresh, fatti secondo l’accusa per nascondere le perdite miliardarie della sciagurata acquisizione di Antonveneta. Le parti civili sono state condannate a pagare le spese processuali. “Non si riesce mai a trovare un colpevole”, ha spiegato il segretario Fabi Lando Sileoni, mentre per il sindaco De Mossi “il tribunale della storia giudicherà con severità un sistema di potere senese che ha portato al disastro della terza banca del Paese”.

“Non è possibile che non ci sia un responsabile per questa scellerata vicenda”, sostiene la presidente dell’Associazione Vittime del Salvabanche, Letizia Giorgianni. “Se nessuno è responsabile, allora è tutto chiaro: Antonveneta si è comprata da sola”, il commento ironico dell’ex sindaco Pierluigi Piccini. Critici anche il centrodestra, Civici in Comune, l’Associazione del Buongoverno Mps e Pietraserena, che parla di “sentenza sconvolgente”.

Il commento del sindaco di Siena Luigi De Mossi

“Una sentenza di Tribunale può assolvere, nello specifico, gli imputati, come è successo a Milano. Ma il tribunale della storia giudicherà con severità un intero sistema di potere senese che ha portato al disastro della terza banca del Paese”. “Da avvocato – prosegue De Mossi – so bene che le sentenze non si commentano, si rispettano. Ma da cittadino e da sindaco so altrettanto bene come, al di là delle responsabilità legali o penali individuali di singoli amministratori della banca, ci sia forte e ineludibile la responsabilità di un intero sistema. Quello del centrosinistra senese che ha per decenni, in raccordo anche con il piano nazionale, costruito le condizioni ambientali perché Monte dei Paschi finisse per implodere. Intrecciando in modo perverso, con eccessiva e inopportuna familiarità e prossimità, finanza, istituzioni, politica, scegliendo le persone evidentemente sbagliate, gestendo ogni posto disponibile in una logica monolitica, e finendo per narcotizzare una città e soffocarne le energie”. “Queste – conclude il sindaco – non sono forse responsabilità perseguibili in un’aula di Giustizia. Ma su di esse il tribunale della storia ha già espresso una condanna durissima, e così la comunità di Siena. Una città ferita, e oggi ancora più amareggiata da una sentenza che non individua colpevoli al disastro della terza banca del Paese e non offre l’occasione di un risarcimento almeno simbolico e morale. Una città che non dimentica”.

Forza Italia Siena. Responsabilità giudiziarie assolte in aula. Responsabilità politiche condannate dalla Storia

“È una sentenza che, comprensibilmente, non poteva non lasciare l’amaro in bocca ad una città che si è vista depauperata di una ricchezza e di un benessere creato con il lavoro e l’impegno delle vecchie generazioni. E che le nuove non potranno godere”. Così l’inizio della nota con cui i coordinamenti provinciale e comunale di Forza Italia Siena hanno commentato la recente sentenza di assoluzione sulle vicende MPS.

“Esiste, però, una realtà storica che nessuna sentenza può ribaltare. Così come altrettanto reali sono le responsabilità politiche di chi in quegli anni teneva saldamente in mano le redini della città. Nessuna istituzione esclusa. Proprio per questo motivo fanno sorridere le affermazioni dell’ex sindaco di Siena e di Monteriggioni, Bruno Valentini, nella quali ha detto di ‘vergognarsi’ dei 600mila euro versati da Mussari al PD. Da una rapida scorsa delle rassegne stampa dell’epoca non si riscontrerebbero crociate dell’allora dirigente del PD Bruno Valentini contro il contributo economico dato al suo Partito da Mussari. E, anzi, per coerenza, Valentini dovrebbe pubblicamente chiedere che il PD restituisca tale somma”.

Forza Italia Siena conclude la nota con un ammonimento “Prima è stata la vicenda del collasso di MPS, a causa di logiche clientelari e inadeguata selezione della classe dirigente ad opera del centro sinistra locale e non. Ora, non essendoci più nulla da spolpare su MPS, dato che oltre alla carne è stato addentato anche l’osso, auspichiamo che il PD non pensi di fare altrettanto con il costituendo Biotecnopolo, dato l’eccessivo interventismo sul tema da parte del segretario Enrico Letta”.

 

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