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Commercio, la crescita dell’e-commerce svuota i negozi: a Siena persi 63 milioni di euro

Tra il 2019 e il 2025 diminuiscono le imprese del commercio e gli occupati, mentre crescono le consegne dei pacchi. Confesercenti: “Meno negozi significa meno ricchezza che resta sul territorio”

Meno negozi significa meno ricchezza che resta sul territorio. È questo, in sintesi, il dato che emerge dall’analisi “Conto in piazza”, elaborata da Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale tra il 2019 e il 2025.  I risultati sono stati presentati a Siena nella sede centrale di Confesercenti dal presidente e dal vicepresidente dell’associazione di categoria, Leonardo Nannizzi e Marco Rossi, contestualmente alle iniziative organizzate sul tema in tutta Italia.

I numeri raccontano una trasformazione profonda del commercio. In sei anni la riduzione dei punti vendita fisici, accompagnata dalla crescita delle grandi piattaforme internazionali di e-commerce, avrebbe sottratto ai circuiti economici locali circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie a livello nazionale. In provincia di Siena il valore della ricchezza dirottata fuori dai circuiti locali viene stimato in 63 milioni di euro, di cui circa 12 milioni relativi alla sola città di Siena.

A Siena calano imprese e occupati

Il quadro senese è particolarmente significativo. Nel 2019 le imprese registrate erano 3.190, mentre nel 2025 sono scese a 2.767, con una contrazione complessiva del 13,3%. Anche il dato relativo agli addetti evidenzia una diminuzione: si passa dai 9.146 occupati del 2019 agli 8.487 del 2025, con una perdita del 7,2%. Per quanto riguarda più nello specifico le imprese registrate nel comparto considerato, a Siena si passa dalle 791 del 2019 alle 708 del 2025, mentre la ricchezza persa viene stimata, per la città, in circa 12 milioni di euro.

Di contro, nello stesso periodo, le consegne dei pacchi sono aumentate del 26%, un dato che fotografa con immediatezza la crescita degli acquisti effettuati attraverso il web.

“Ogni acquisto in un negozio genera valore sul territorio”

Secondo le stime illustrate da Confesercenti, per ogni 100 euro spesi in un negozio fisico circa 70 euro rimangono all’interno del circuito economico locale. Si tratta di risorse che ricadono su redditi d’impresa, occupazione, affitti, servizi professionali e altre attività collegate. Quando quella stessa spesa viene invece trasferita verso i grandi marketplace internazionali, una parte molto consistente del valore economico viene sottratta al territorio. Ma il problema, secondo Confesercenti, non è soltanto economico. “Perdere un negozio significa anche perdere un presidio”, è stato sottolineato durante l’incontro. Un’attività commerciale rappresenta infatti una presenza quotidiana, una voce, un luogo di relazione, ma anche un’area della città che viene curata e vissuta. Il commercio di vicinato diventa così, nelle parole dei rappresentanti dell’associazione, una vera e propria infrastruttura sociale.

Il ruolo dei giovani e la sfida culturale

Uno degli aspetti evidenziati riguarda anche le abitudini delle nuove generazioni. La fascia dei ventenni è tra quelle che utilizza maggiormente l’acquisto online. Un cambiamento nei comportamenti di consumo che non viene letto soltanto in termini economici, ma anche culturali e sociali. Acquistare in un negozio significa infatti incontrare persone, vivere le strade, frequentare il proprio quartiere e mantenere attive relazioni di prossimità. Da qui la necessità, secondo Confesercenti, di affiancare agli interventi economici anche una politica culturale capace di riportare il valore del commercio di vicinato al centro delle scelte dei consumatori. L’e-commerce, del resto, è ormai una componente strutturale della società e dell’economia globalizzata e non può essere semplicemente “disinnescato”. La sfida, piuttosto, è trovare un equilibrio e valorizzare ciò che il commercio fisico può offrire, a partire dalla qualità, dalla relazione e dal Made in Italy.

La raccolta firme per la rigenerazione urbana

Tra gli strumenti messi in campo da Confesercenti c’è anche una raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. A Siena sarà possibile firmare giovedì 10 settembre nella sede centrale di Confesercenti, mentre la sottoscrizione è possibile anche online e nelle altre sedi dell’associazione presenti in provincia. L’obiettivo è arrivare alla fine di settembre con il numero di firme necessario per sostenere la proposta. Come spiegato da Marco Rossi, presidente nazionale degli esercenti moda, gli enti locali e le istituzioni del territorio hanno già fatto una parte importante del lavoro, ma servono ulteriori strumenti a livello nazionale. La proposta prevede, tra le altre cose, l’attivazione delle ZES di prossimità, con interventi mirati per sostenere la nascita, il rilancio e la permanenza delle attività economiche. Tra le misure ipotizzate ci sono incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e sostegni finanziari.

Siena e il rapporto tra centro e periferie

Per la città di Siena c’è poi una sfida specifica: ricucire commercialmente il centro con le vie periferiche, creando una rete più forte tra le diverse aree della città. La desertificazione commerciale, infatti, non riguarda soltanto le saracinesche che si abbassano. Significa anche cambiare il volto delle strade, ridurre i luoghi di incontro e indebolire quella rete di relazioni quotidiane che rende vivo un quartiere. La questione, quindi, non è soltanto stabilire quanto si compra online e quanto nei negozi fisici. È decidere che tipo di città vogliamo abitare.

Gli incentivi possono certamente aiutare le imprese a resistere e a ripartire. Ma accanto alle politiche economiche potrebbe essere necessario un vero e proprio cambio di prospettiva culturale: tornare a considerare l’acquisto nel negozio di vicinato non soltanto come una scelta di consumo, ma anche come un modo per sostenere il territorio, le sue attività e la sua socialità.

Nicola Ciuffoletti

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