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Clarich “Disponibili a cercare soluzioni per i lavoratori di Siena Biotech e piena fiducia a Profumo e Viola”

E’ stato approvato e varato il percorso di collaborazione fra Fondazione Mps e Comune di Siena sul progetto di riqualificazione del Santa Maria della Scala. ” Noi consegneremo tra qualche mese alla città il nostro progetto, ma bisogna superare l’idea di un mero complesso museale. Il Santa Maria della Scala dovrà diventare un’identità cittadina da presentare a tutta l’Italia e anche all’estero”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Mps Marcello Clarich a termine della Deputazione amministratrice, ma molti sono stati gli altri temi trattati.

Siena Biotech. “Siamo disponibili ad entrare in un tavolo di crisi e cercare soluzioni se all’interno di un progetto, condiviso con altre istituzioni, come Regione, Fondazione Tls, Università,  si individua una soluzione che possa essere d’aiuto anche ai lavoratori di Siena Biotech noi ci saremo, ma se investiamo noi vogliamo essere dei protagonisti. Non  daremo più finanziamenti al buio.

Fiducia a Profumo e Viola. La Fondazione Mps e i soci del patto di sindacato confermano la “fiducia” ad Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ma su un loro nuovo incarico alla guida di Mps “non c’è nessuna delibera” al momento.

Quaestio. “La Deputazione amministratrice – afferma Clarich – ha approvato oggi il profilo di rischio e di rendimento e affidato l’incarico a Quaestio. Abbiamo istituito il comitato investimenti che sarà presieduto da Bettina Campedelli”. Ma  su una possibile quota detenuta in Mps a Quaestio, Clarich ha risposto: “Noi sappiamo che la Fondazione Cariplo ha affidato a Quaestio anche la gestione della partecipazione in Intesa Sanpaolo ma noi non abbiamo discusso di questa possibilità, non è nell’orizzonte immediato. Bisognerà valutare concretamente quale sarà la situazione post aumento di capitale”.

Aumento di Capitale. Quella della eventuale partecipazione della Fondazione Mps all’aumento di capitale della banca sarà “una decisione da prendere con responsabilità più avanti quando saranno più chiari i particolari dell’operazione. Ma più scendiamo nella partecipazione e meno contiamo – afferma Clarich -. Dipenderà dal difficile compito che avremo nel prendere la decisione, tenendo presente che abbiamo l’obbligo statutario di cercare di mantenere, nel limite del ragionevole, il contatto tra territorio e banca e tra Fondazione e banca”.

Collaborazione con Ente Crf.  “Le Fondazioni devono fare rete e più dialoghiamo e organizziamo cose insieme e meglio è – conclude – siamo qui per innovare e non per mantenere gelosie localistiche”.

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