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Cgil Siena: ” Trasformazione in RSA della Residenza Il Pavone, scella sbagliata e unilaterale”

Riteniamo singolare e profondamente sbagliato che un’Istituzione Pubblica come il Comune di Siena agevoli lo sviluppo dell’offerta residenziale per anziani non autosufficienti privata pregiudicando il futuro delle strutture pubbliche del territorio afferenti alla Società della Salute Senese. Di fatto il Comune con la decisione assunta e il via libera tramite accordo con la Società “Casa Sollievo Network” proprietaria della struttura penalizzerà, anche sul fronte occupazionale l’Azienda per i Servizi alla Persona “Città di Siena” che è di diretta emanazione dell’Amministrazione Comunale e strumento operativo pubblico dei percorsi assistenziali rivolti ai cittadini.

Una scelta unilaterale decisa come al solito senza il minimo confronto e coinvolgimento delle rappresentanze sociali e con il parere negativo espresso dalla stessa Società della Salute (di cui il Comune di Siena è componente consortile insieme alla USL Toscana Sud Est ed altri 14 Comuni).

Un parere negativo, che condividiamo pienamente e definito con specifica deliberazione dell’Assemblea dei Soci della SdS sin dal novembre dello scorso anno e motivato dal fatto che il verificarsi di un aumento dei posti rispetto all’esistente, nei quali poter spendere i titoli di acquisto (ad oggi immodificati nel numero disponibile) ed esercitare la libera scelta del cittadino, altera l’equilibrio attuale del sistema dell’offerta nel rapporto tra pubblico e privato.

Cosa che infatti con la decisione del Comune di Siena si verificherà puntualmente e che stride fortemente con una necessità opposta, ovvero una mappatura dei bisogni e la conseguente risposta di prossimità da parte del Servizio Pubblico con una completa riprogrammazione della residenzialità per anziani non autosufficienti riallocandola nel più ampio ambito della cronicità.

 

C’è urgente bisogno di fare e costruire una migliore ed omogenea rete dei servizi territoriali sanitari e socio sanitari integrati con un respiro d’insieme, di area, con un confronto costante esaltando il ruolo della partecipazione di tutti i soggetti di rappresentanza e non con atti unilaterali. La pandemia ha aggiunto nuove criticità ed esigenze, soprattutto nelle persone fragili, che dovranno essere affrontate e risolte con il potenziamento e lo sviluppo del Servizio Pubblico garantendo servizi di prossimità costituzionalmente garantiti e limitando politiche che tendono prioritariamente al business della redditività e del profitto nella sanità e nei servizi sociali.

 

La decisione sulla struttura del “Pavone” si affianca alla storica carenza di Case della Salute a Siena e ci fa sorgere la domanda su quale sia la volontà degli amministratori senesi di aderire o meno allo sviluppo della sanità pubblica nel nostro territorio e su questo vorremmo una risposta chiara da parte del Comune.

 

Sulla questione abbiamo già chiesto un incontro con i livelli statutari della SdS e con la Direzione della Usl Toscana Sud Est ove rappresenteremo il nostro dissenso.

 

CGIL, SPI CGIL, FP CGIL Siena

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