Banca e Fondazione Mps di nuovo nel dibattito consiliare
15 Apr, 2016
CONSIGLIO COMUNALE

Banca e Fondazione MPS ancora nel dibattito consiliare. Richiamando le ipotesi di aggregazione o acquisizione che potrebbero interessare Rocca Salimbeni, Lorenzo Di Renzone (Siena Cambia) ha presentato nella seduta consiliare di ieri un’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Pasqualino Cappelli e Fabio Zacchei e da Pasquale D’Onofrio (Gruppo misto).

“Nei confronti di varie aziende di rilievo territoriale e nazionale – ha sottolineato Di Renzone – sono state attuate azioni di salvaguardia e tutela da parte delle amministrazioni regionali e del Governo. Lo stesso dovrebbe valere per Banca MPS, che rappresenta la più importante realtà imprenditoriale toscana e uno dei principali istituti di credito a livello nazionale”. Di Renzone ha sostenuto “che il sistema bancario deve affrontare un quadro normativo in continua evoluzione, in particolare sui requisiti patrimoniali e sulla valutazione dei bilanci bancari da parte delle autorità di vigilanza, che rende ancora più difficoltose le operazioni finanziarie e i percorsi di risanamento avviati”.

Il consigliere ha quindi chiesto al sindaco “se siano stati coinvolti il Governo e le istituzioni toscane per avviare un confronto sul tema e individuare risposte per le esigenze nazionali e territoriali; se sia stato fornito un indirizzo ai vertici di Palazzo Sansedoni affinché si inviti l’azienda bancaria a utilizzare gli strumenti definiti dal Governo con la Commissione europea al fine dello smaltimento del credito deteriorato e per consolidare, quindi, l’autonomia di Banca MPS; se, attraverso il Governo e la Banca d’Italia, sia possibile intercedere presso le autorità europee per promuovere una rivisitazione dei tempi di applicazione del bail-in e, più in generale, un’adeguata gradualità nei cambi di regime concernenti l’attività bancaria, allo scopo di consentire ai risparmiatori di acquisire piena consapevolezza delle regole esistenti e alle banche di proseguire i percorsi di risanamento avviati in un contesto di certezza e omogeneità del diritto. Infine, se ritenga opportuno stimolare un percorso partecipativo sul tema rivolto alle forze politiche e sociali della città per condividere un’azione comune nell’interesse della comunità senese”.

“Domande attuali”, ha risposto il sindaco Bruno Valentini, “perché i problemi evidenziati non sono stati ancora risolti. La banca MPS, insieme a gran parte del sistema bancario, vive ancora una situazione di difficoltà ed i relativi corsi borsistici sono irrealistici rispetto ai valori veri della maggior parte delle banche quotate in Borsa. Il Monte dei Paschi ha, infatti, mezzi propri per un multiplo superiore a sei, sette volte la quotazione di Borsa, a dimostrazione che siamo davanti agli effetti di una lunga azione speculativa favorita anche, da una campagna mediatica che non rende ragione agli sforzi straordinari di risanamento fatti dalla Banca”. “Il risanamento che ha visto tornare la Banca all’utile, con una dolorosa opera di ristrutturazione, le ha permesso, seppur “dimagrita” di tornare efficiente e redditiva, mentre i Governi passati hanno mancato di cogliere a suo tempo una finestra nella normativa europea, sfruttata in altri Paesi, lasciando il sistema creditizio nazionale ad affrontare una crisi epocale con mezzi inadeguati. I due aumenti di capitale per complessivi 8 miliardi di euro sono serviti a restituire il prestito fatto dal Governo ed a compensare le perdite sui crediti registrate negli ultimi esercizi. Adesso qualche misura di sostegno finalizzata alla stabilità del sistema bancario è stata adottata dal Governo e, proprio in questi giorni, anche da parte di iniziativa privata. Ma non sono ancora sufficienti. Banca MPS ha bisogno di tempo e di serenità. Ed anche di una stampa non ostile pregiudizialmente perché, anche se è vero che il Monte dei Paschi è stato protagonista di una pagina nera dell’economia e della politica nazionale, oggi la Banca è diversa. Non c’è più controllo o ingerenza né della politica né delle istituzioni. I soci hanno messo denaro perché hanno aspettative di remunerazione e di valore aggiunto legato al futuro. Se l’economia riprenderà, e verrà dato tempo per far dispiegare gli effetti della ristrutturazione, il Monte dei Paschi sarà in grado di risollevarsi anche da solo, anche se le indicazioni da parte dell’Europa delineano aggregazioni che ancora non si sono materializzate, che la banca sta cercando di mettere in atto, senza però aver ancora trovato partner credibili o disponibili. La Fondazione, come leggo dall’intervento fatto proprio stamani dal presidente Clarich in assemblea, ha confermato di sostenere il riposizionamento della Banca che, fra poco, vedrà un aumento della presenza dello Stato, dal 4 al 7%”. “Come Comune – ha concluso – continueremo ad attivarci affinché le autorità politiche e monetarie considerino fortemente la necessità di aiutare Banca Monte dei Paschi a trovare una propria stabilità legata anche al comportamento degli azionisti. Credo che se la ripresa economica si consoliderà e terminerà la campagna di aggressione mediatica, la Banca potrà guardare positivamente al futuro. Siamo interessati a valutare se a Siena ed in Toscana sono presenti forze disposte a collaborare con noi per avere una “voce” sola verso la Regione e soprattutto verso il Governo. E’ la mia speranza, ma in Commissione di nchiesta regionale ho visto forze politiche più interessate a campagne di posizionamento che a costituire questo fronte di azione che l’interrogazione auspica e che io condivido>>.

Di Renzone, nel dichiararsi soddisfatto per la risposta del sindaco ha “auspicato che lo sforzo dell’Amministrazione porti a una tutela del territorio e del suo patrimonio economico e culturale. Ci riserveremo di leggere l’intervento di Clarich, fatto nell’assemblea degli azionisti, sperando che riesca a difendere, tutelare e salvaguardare il pur residuo patrimonio rimasto, e che mantenga il vincolo di fiducia che gli ha espresso il territorio. Spero che sia anche la Fondazione ad aprire un dibattito pubblico, riappropriandosi del ruolo di garante nei confronti della città, e trovare condivisione da parte di tutti gli interlocutori”.