A Sarteano migranti e operai del comune lavorano insieme per il decoro urbano
10 Lug, 2018
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I migranti che soggiornano a Sarteano fanno del volontariato a favore della comunità che li ospita. Un gruppo è già dedito già da alcuni gironi al decoro urbano (senza percepire dei soldi né rimborsi per questo), e sarà così anche nei mesi a venire. Sarà quindi facile imbattersi in giovani di colore che accompagneranno gli operai del Comune con tanto di divise, per piccoli interventi di pulizia, ripristino, verniciatura.
“In questo modo i ragazzi diventano parte attiva della comunità – osserva il sindaco Francesco Landi – è un bel risultato. Così si rendono utili e partecipi alla vita sociale, senza rimanere inoperosi nei lunghi mesi di attesa necessari affinché si concluda l’iter per lo status giuridico”. La cosa che più rende orgogliosi gli amministratori, è che i migrati abbiano accolto con grande piacere questa iniziativa. “Abbiamo registrato un’adesione incondizionata – dichiara l’assessore alle politiche sociali Flavia Rossi – a conferma dell’assurdità di tanti luoghi comuni rispetto a chi arriva da lontano, con tutte le polemiche che sappiamo sulla loro inoperosità e sul costo sociale. Evidentemente c’è un modo per conciliare rispetto, convivenza, occupazione nell’attesa che si compiano le necessarie procedure, per conoscere il destino di chi ha cercato un futuro in Europa. Al di là dei proclami e delle strumentalizzazioni, come si vede, è possibile trovare soluzioni positive per ospiti e residenti”.
Un protocollo è stato appena firmato tra il Comune di Sarteano e la Misericordia di Chiusi (che gestisce alcuni richiedenti asilo anche a Sarteano), sotto la supervisione della Prefettura, per poter dare il via all’operazione, che conta su una manodopera su base volontaria. Un primo progetto, in fase di sperimentazione, riguarda otto ragazzi. “Speriamo che l’esperienza – aggiunge il sindaco Landi – possa crescere in futuro anche con altri ragazzi già presenti nel nostro Comune. Ringrazio, infine, per la collaborazione la Prefettura, la Misericordia di Chiusi, i ragazzi e i mediatori culturali che li stanno seguendo. Senza ovviamente dimenticare gli operai, che seguono i nostri migranti a Sarteano, utilizzando la loro grande esperienza”.