La Provincia approva il bilancio di previsione
15 Nov, 2016
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Si è svolta ieri una lunga giornata di lavori che ha visto, alla fine del percorso previsto dalle ultime normative, l’approvazione del bilancio di previsione 2016.
Proprio così, quello che il consiglio provinciale ha adottato stamani e dopo il parere positivo dell’assemblea dei sindaci ha anche approvato è il bilancio di previsione di un anno già quasi concluso, un anno pesante e molto impegnativo per l’Ente in questione, che solo a metà novembre e con enorme fatica, è riuscito a chiudere il bilancio.
“LA COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2016: UNA VIA CRUCIS!” Così titola la nota integrativa che accompagna il bilancio e così effettivamente è stato.
Il forzato “dimagrimento” dell’Ente non ha portato alcun beneficio in termini finanziari in quanto, a fronte delle spese di gestione e di personale collegate alle funzioni non più di competenza provinciale, se ne sono andate anche le relative entrate, per un saldo dare/avere sostanzialmente neutro. La Provincia però, come tutte le province, è stato oggetto di ingenti riduzioni sui contributi erariali. Basti pensare che il contributo delle Province a favore della finanza pubblica per l’anno 2016 ammonta a € 1.000.000.000,00, per la Provincia di Siena i risparmi forzosi da versare allo Stato ammontano a € 18.332.012,39 a fronte di un bilancio di circa 73 milioni.
La situazione dei tagli avrebbe prodotto il default di gran parte delle Province d’Italia, se non di tutte. Per questo la legge di stabilità aveva previsto alcuni correttivi, come ad esempio la possibilità di approvazione del bilancio di previsione per una sola annualità; il finanziamento di € 245 milioni per funzioni viabilità ed edilizia scolastica; la possibilità di applicazione dell’avanzo libero e destinato per il mantenimento degli equilibri finanziari ; la possibilità di rinegoziazione dei mutui con la Cassa DDPP con utilizzo dei risparmi per spese correnti (in Provincia di Siena la rinegoziazione dei mutui con la Cassa DDPP ha generato un risparmio sulle rate 2016 di € 2.681.986,62, purtroppo di breve durata, in quanto a fine gennaio 2017 dovranno essere pagati interessi di rinegoziazione pari a € 1.947.508.68. Allo stesso modo quest’anno sono stati pagati, per interessi sulla rinegoziazione 2015, € 1.038.194,94). Tutto ciò, comunque, non bastava ancora, per cui sono state previste dal Governo, all’ultimo tuffo e grazie anche all’intervento diretto del Presidente della Provincia in Commissione Bilancio di Camera e Senato in forma unificata e grazie alla mediazione politica dell’On. Cenni, alcune misure straordinarie per mitigare gli effetti dirompenti della manovra prevista dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1 comma 418 L. 190/2014), quali l’eliminazione della sanzione economica per il mancato raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità 2015, la possibilità di non allegare al bilancio il prospetto dimostrativo del raggiungimento del pareggio di bilancio per il 2016 (ex patto di stabilità) e soprattutto l’attribuzione di finanziamenti per le funzioni fondamentali, di cui 48 milioni per il raggiungimento degli equilibri finanziari e 100 milioni per la manutenzione straordinaria delle strade, importi per lo più utilizzati per chiudere il bilancio.
Molte di queste misure sono la reiterazione di provvedimenti già previsti l’anno precedente, a testimonianza di come l’anno 2015 sia stato un anno di transizione nel quale nessuno dei problemi già prospettatisi sia stato risolto e che la straordinarietà della situazione si sia protratta ancora per un anno senza che si siano trovate soluzioni strutturali.

È vero, infatti, che l’ammontare dei risparmi forzosi è stato mitigato dalla concessione di contributi da parte dello Stato iscritti in entrata, ma è altresì vero che si tratta di misure straordinarie previste per il solo 2016 e che la base di partenza per il 2017 saranno i 18.332.012,39, a cui si aggiungeranno i risparmi previsti per l’anno 2017 (altri € 1.000.000.000 per il comparto Province). È dunque del tutto evidente che, se non verranno individuate soluzioni strutturali, le Province sono destinate a morte certa, qualunque sia l’esito del referendum previsto a dicembre di quest’anno e nonostante le misure di valorizzazione immobiliare poste in atto da questo Ente, di cui le poste attive più importanti del 2016 sono l’alienazione dell’immobile della Questura (€ 3.100.000,00) e l’accordo con il Ministero dell’Interno per la regolarizzazione dei canoni pregressi dovuti per la concessione dei locali della Prefettura e Questura, stimato in 900.000,00 nonché la rinegoziazione dell’affitto con un aumento annuo di quasi € 100.000 .
Nonostante  questo contesto negativo, infatti, la Provincia di Siena ha compiuto un vero e proprio “mezzo miracolo” e si è data parecchio da fare per recuperare tutte le risorse possibili: attraverso il suo patrimonio, cercando di valorizzare quei beni e quegli spazi non più necessari e razionalizzando spese e partecipazioni. L’obiettivo è quello di diventare in toto la “Casa dei Comuni” ma per fare questo servono risorse, oltre che l’offerta di servizi, ed è questo a cui sta lavorando il nuovo Ente.
La Provincia ha già stipulato alcune convenzioni con i comuni del territorio per la gestione delle buste paga, per essere Stazione Unica Appaltante e per la gestione di alcuni interventi di manutenzione. La maggior parte dei 21 comuni intervenuti durante l’Assemblea dei Sindaci si dice molto soddisfatta del lavoro svolto da questa amministrazione. Molti i sindaci che hanno infatti speso parole di apprezzamento per l’operato del Presidente, del Consiglio e di tutti i tecnici che, in un momento così difficile e delicato sono riusciti a dare un futuro a questo Ente.
Diversamente infatti da altre province italiane dove la “questione Provincia/Ente di Area Vasta” è stata considerata solo un problema e quella che viene definita la ex-Provincia solo un Ente da far scomparire lentamente, a Siena, con molti sacrifici, razionalizzazione della spesa, aumentando l’efficienza dei servizi si è provato a stabilizzarlo per metterlo a servizio dei comuni e dei cittadini della provincia.