Calcio Sport

Vergassola: “Smetto di giocare. Grazie Siena e sempre forza Robur!”

Simone Vergassola

Simone Vergassola dice basta al calcio giocato. Il capitano di tante battaglie in maglia bianconera, ed anche di tante imprese, dopo un’annata difficile a combattere con gli infortuni che non gli hanno permesso di scendere in campo ha deciso di appendere le scarpe al chiodo ed ha comunicato la sua decisione alla città ed ai tifosi della Robur con un’accorata lettera che pubblichiamo di seguito.

Dopo tanti anni trascorsi sui campi di calcio, è arrivato per me il momento di fermarsi. Ho provato fino a pochi giorni fa, ancora nell’ultimo mese ho tentato di superare l’infortunio che mi ha bloccato lo scorso anno, ma le sensazioni non sono positive e il fisico dice ormai senza ombra di dubbi che è il momento di smettere. Ringrazio la Società che mi ha aspettato e mi ha consentito di essere lo scorso anno parte integrante del gruppo: avrei voluto partecipare dal campo per aiutare il mister e un gruppo di ragazzi straordinari, ma ho comunque cercato di dare il mio contributo di esperienza nello spogliatoio e fuori. Ed è stato bello vivere dall’interno l’anno della rinascita.
Ringrazio molto la Società Robur Siena e il presidente Antonio Ponte che mi avrebbero voluto ancora con loro in un ruolo tecnico per la prossima stagione, ma adesso preferisco prendermi una pausa per riflettere e valutare quale sarà il mio futuro. L’idea di allenare mi attira, ma ho bisogno di ponderarla bene e soprattutto di prepararmi come si deve per affrontare un nuovo ruolo dopo tanti anni passati in campo.
Non sono scelte facili, perché mi sento un po’ senese, la mia famiglia è stata adottata da questa città e vivrò qui anche in futuro. Nel 2004 arrivai in punta di piedi, grazie alla capacità di un grande presidente come Paolo De Luca, rimasto nel cuore di tutti, e alla lungimiranza del direttore Nelso Ricci. Sono stati anni emozionanti, ricchi di tante soddisfazioni, dell’affetto della gente e anche di qualche amarezza, ma il bilancio umano resta ampiamente soddisfacente. Certo, resta il grande dispiacere per come si è conclusa la storia dell’Ac Siena un anno fa: è stato molto triste, ma ricorderò per sempre quel gruppo fortissimo che insieme allo staff ha vissuto con grande dignità un anno pieno di problemi.
Avremmo meritato di meglio, noi come i tifosi che saluto con l’amicizia di sempre. Siena sa vivere il calcio senza esasperazioni e tutte le squadre di questi undici anni hanno sempre avvertito la vicinanza del nostro pubblico. Personalmente, farò fatica a non sentire più quel coro che mi ha accompagnato per tanti anni: “Un capitano, c’è solo un capitano…”.
Vorrei ringraziare uno per uno i tifosi che mi hanno seguito con calore nella mia carriera, tutti i compagni di squadra con i quali ho condiviso sudore e passione, gli allenatori e i tecnici che mi hanno seguito in questo viaggio bellissimo, gli addetti ai lavori. Da domani, quello che mi mancherà di più non sarà solo il campo di calcio o lo stare nello spogliatoio, ma anche il clima che si respira intorno a una squadra di calcio e spesso non emerge al di fuori: gli scherzi con i magazzinieri e gli addetti al campo, la complicità con i massaggiatori, l’armonia con chi lavora dietro le quinte.
Ringrazio tutti di cuore. Adesso per me si apre un nuovo percorso professionale e di vita, per ora con una certezza: ogni volta che potrò, sarò sugli spalti a tifare Robur.

Un abbraccio a tutti,

Simone Vergassola

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