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Rubrica Leggerissima: Fleabag, sesso, tabù e genio!

Ci si può innamorare in dodici episodi di una serie televisiva e della sua interprete tanto da desiderare di imparare l’inglese così bene da andare a Londra a vedere la commedia teatrale da cui è tratta?

Se la vostra risposta è sì, organizziamo un tour per i futuri lavori realizzati, prodotti e interpretati da Phoebe Waller-Bridge, attrice, sceneggiatrice e commediografa britannica, dotata di grande talento, di un sarcasmo dalle parole taglienti e da una scrittura geniale!

Co-direttrice artistica della compagnia teatrale DryWrite, Phoebe Waller-Bridge è nota soprattutto per aver scritto la serie tv Killing Eve (2018) e per aver scritto e interpretato la commedia teatrale, poi fiction, Fleabag ovvero “sacco di pulci”, il soprannome con cui i familiari chiamano la protagonista e che nello slang inglese indicherebbe sia una persona cattiva e scorretta che un’attività dilapidata.

Andata in onda dal 2016 al 2019, ci sono tantissimi motivi per (ri)vedere questa serie tv: il sesso, il divertimento, i monologhi, i dialoghi, il cast, le relazioni, il cinismo, il dolore, l’abbattimento della quarta parete… Durante le 12 puntate, ad esempio, il pubblico diventa parte della narrazione: la protagonista interrompe i dialoghi con gli altri personaggi per rivolgersi a chi sta “al di là” della scena: cioè parla con noi. Un trucco perfetto per superare quella linea immaginaria che nel gergo del teatro è appunto la quarta parete e che, in questo caso, rende irresistibile ogni puntata.

Ma la forza trainante di questa fitcion è il sesso: elemento centrale nella vita della protagonista, elemento rilevante anche nello svolgimento della trama, il sesso e la sessualità di Fleabag, trentenne londinese, fanno parte di uno stravolgimento narrativo di tabù ancora presenti (i film porno sono solo per gli uomini?) e del ruolo della donna nelle relazioni. Si fa sesso per divertimento, per affinità fisiche, perché si è innamorati o per evadere dalla pesantezza con cui la vita si divertea schiacciarti e non importa se spesso o qualche volta.

Tra gli attori di Fleabag, Sian Clifford è Claire, la sorella; Jenny Rainsford è Boo, l’amica morta; e ancora Bill Paterson è il papà, mentre Olivia Colman è la matrigna (protagonista del film The Father e della fiction The Crown di cui ho parlato in precedenza per una Rubrica Leggerissima sempre su “Antenna Radio Esse”) e Andrew Scott interpreta il Prete, il grande amore di Fleabag?

Inoltre la scrittura nella forma e nel significato dell’intera serie merita un po’ di attenzione e non solo per i tratti ironici e pungenti; il monologo rivoluzionario interpretato dalla magnifica Kristin Scott Thomas che recita il ruolo di Belinda, una donna manager di 50 anni, ne è un esempio:

“Le donne nascono con il dolore dentro di sé. È il nostro destino: dolori mestruali, tette gonfie, il parto. Capisci? Siamo destinate a sentire il dolore per tutta la vita. Gli uomini no, devono cercarselo. Così inventano ogni genere di demone per sentire i sensi di colpa. Cosa che a noi invece viene del tutto naturale. Creano le guerre per poter provare qualcosa e quando non ci sono le guerre c’è il rugby. Invece noi sentiamo tutto quanto qui, dentro di noi, continuiamo a soffrire per il ciclo per anni e anni e anni… E quando… quando finalmente impariamo a sopportarlo… Indovina un po’? La menopausa. La cazzo di menopausa arriva! E quella è la cosa più… meravigliosa del mondo in assoluto! E sì, l’intero pavimento pelvico cede, senti un fottuto caldo e non interessa a nessuno. In compenso sei libera. Non sei più schiava, non sei più una macchina con dei pezzi. Sei solo una persona in carriera. […] È orrendo. Ma poi è magnifico. Qualcosa a cui aspirare”.

Ho deciso: lo rivedo!

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