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Province, Carletti all’assemblea nazionale Upi con Mattarella: «Restituire dignità e stabilità agli enti»

La presidente della Provincia di Siena ha aperto e presieduto a Imperia la 39ª Assemblea nazionale delle Province d’Italia. Al centro del suo intervento il ruolo degli enti intermedi, il sostegno ai piccoli Comuni e la necessità di superare le incertezze normative.

“Le Province non sono una sovrastruttura, ma un presidio insostituibile e un fondamentale elemento di coesione territoriale”. È il messaggio lanciato da Agnese Carletti, presidente della Provincia di Siena e componente del direttivo nazionale Upi, in occasione della 39ª Assemblea nazionale delle Province d’Italia, che si è aperta a Imperia alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Carletti ha aperto e presieduto i lavori davanti a sindaci e amministratori provenienti da tutta Italia, richiamando l’attenzione sull’importanza delle Province per garantire servizi, sviluppo e coesione, soprattutto nei territori più fragili e nei piccoli Comuni.

“Senza una Provincia forte – ha sottolineato la presidente – la coesione sociale ed economica tra aree metropolitane e aree interne rischia di spezzarsi”.  Nel suo intervento, Carletti ha ricordato anche il significato del 2026, anno in cui ricorrono gli ottant’anni delle Province nella storia della Repubblica e gli ottant’anni dal primo voto politico e amministrativo delle donne in Italia. Un anniversario che richiama il valore della partecipazione democratica e l’importanza di continuare a promuovere la presenza femminile nelle istituzioni.

«I piccoli Comuni sono rimasti più soli»

La presidente della Provincia di Siena ha quindi evidenziato le criticità emerse dopo le riforme degli ultimi anni, soffermandosi sulle difficoltà incontrate dagli enti locali, in particolare quelli di dimensioni più ridotte. “Dalla riforma delle Province ad oggi, – prosegue – la situazione dei piccoli Comuni non è affatto migliorata. Il depotenziamento dell’ente intermedio si è rivelato un errore: non ha ridotto la burocrazia, ha solo lasciato più soli i Comuni e i territori più fragili”.  Nonostante tagli e incertezze normative, le Province hanno continuato a svolgere un ruolo operativo importante nella gestione delle risorse del PNRR, nella manutenzione e nella messa in sicurezza delle scuole superiori e delle strade, oltre che negli interventi contro il dissesto idrogeologico e nei progetti legati alla transizione ecologica. “Abbiamo provato sul campo che – ribadisce – quando si dà fiducia ai territori, i risultati arrivano e vanno a beneficio dell’intera collettività”.

La proposta: una nuova Provincia, al servizio dei Comuni

Guardando al futuro, Carletti ha rilanciato la necessità di definire un ruolo stabile e riconosciuto per le Province, superando una fase di transizione che si protrae da anni. “È tempo di superare una lunghissima fase di transizione e restituire dignità e stabilità alle Province. Serve una “nuova Provincia”: un ente di semplificazione, una vera “Casa dei Comuni” capace di offrire supporto tecnico e amministrativo soprattutto ai centri più piccoli, consentendo loro di programmare lo sviluppo, offrire opportunità ai giovani e tutelare le proprie comunità”.

 

 

 

 

 

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