“Prometto di perderti. Io, DJ Fabo e la vita più bella del mondo”. Presentato il libro di Valeria Imbrogno
9 Mar, 2018
Imbrogno_ Legge 219_2017 sulla fine della vita riflessioni e testimonianze_3

“Liberi di poter scegliere”. Questo il messaggio che Valeria Imbrogno, compagna di Dj Fabo, ha dato ai numerosi professionisti presenti nell’aula Magna del policlinico Santa Maria alle Scotte, nel corso della presentazione, in anteprima in Toscana, del libro “Prometto di perderti. Io, DJ Fabo e la vita più bella del mondo”, scritto dalla stessa Imbrogno ad un anno dalla morte di Fabiano Antoniani, dj Fabo, avvenuta il 27 febbraio 2017 in Svizzera.
“Noi abbiamo davvero avuto la vita più bella del mondo – ha aggiunto Valeria Imbrogno – e, nello scrivere questo libro, ho mantenuto fede a una promessa fatta a Fabiano, regalando a tutti questo concetto di libertà che ci appartiene. Era una persona piena di energia e di vita ma l’incidente lo ha reso tetraplegico e cieco. Per affrontare una vicenda del genere ho dovuto mettere da parte le emozioni, non potevo permettermi di essere debole accanto a lui perché aveva bisogno di tutta la mia forza, sino all’arrivo in Svizzera”.
All’evento, organizzato dalla professoressa Anna Coluccia nell’ambito delle iniziative del Master del Codice Rosa con un confronto sulla legge 219/2017 sulla fine della vita, hanno partecipato le autorità cittadine, il rettore dell’Università di Siena, Francesco Frati, il prorettore alla sanità Ranuccio Nuti e il direttore generale dell’Aou Senese, Valtere Giovannini.
«La testimonianza di Valeria – ha detto il rettore Frati – è particolarmente importante ed è doveroso che tutti coloro che intendono dire la loro su un tema così delicato, si confrontino con chi questa esperienza l’ha vissuta davvero. Come università – ha concluso il rettore- mettiamo a disposizione, in questo confronto, diverse discipline del nostro Ateneo, con competenze che derivano dalla ricerca nei laboratori, dallo studio della letteratura, dall’etica, giurisprudenza e medicina, con il rapporto quotidiano con i pazienti». Il direttore generale Valtere Giovannini ha aggiunto di essere «onorato per aver ospitato questa iniziativa, una storia che parla di un grande amore per la vita».
«Per la prima volta in un ospedale pubblico e con grande emozione – ha spiegato la professoressa Coluccia – ci siamo confrontati sulla nuova legge del testamento biologico attraverso la straordinaria vicenda umana di Dj Fabo, con tutto il suo vissuto di sofferenza e dolore che tocca tanti diversi aspetti: filosofici, medico-giuridici, medico-legali, etici, professionali ed emotivi di un tema molto delicato qual è la fine della vita».
Hanno partecipato anche il dottor Silvano Cozzi, direttore della Terapia Intensiva e Neurorianomazione dell’ospedale San Raffaele di Milano, che ha seguito tutto il percorso medico e umano di Dj Fabo, la professoressa Alessandra Masti, che ha trattato gli aspetti medico-legali del tema, e la professoressa Gavina Cerchi, con un approfondimento sui risvolti filosofici.