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 Poggibonsi, violenze e rapine tra gruppi rivali: cinque indagati raggiunti da misure cautelari

Quattro persone in carcere e una agli arresti domiciliari. È il bilancio delle misure cautelari eseguite questa mattina a Poggibonsi nell’ambito di un’inchiesta su una serie di gravi episodi di violenza. L’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Siena e condotta congiuntamente da Polizia di Stato e Carabinieri.

Le cinque persone sono gravemente indiziate, a vario titolo, di rapina, sequestro di persona e rissa aggravata. L’inchiesta coinvolge complessivamente dieci indagati e riguarda anche aggressioni, lesioni, minacce e porto abusivo di armi o oggetti pericolosi. Per uno degli indagati è stato disposto anche l’obbligo di dimora per un altro fatto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, alla base di diversi episodi ci sarebbero contrasti tra due gruppi riconducibili a differenti contesti familiari. Una contrapposizione sfociata, tra luglio e settembre, in ripetuti episodi di violenza, anche con l’utilizzo di armi.

Sequestrato un minorenne e costretto a fare dei video

Tra i fatti più gravi, il sequestro di un minorenne straniero. Secondo l’ipotesi accusatoria, il ragazzo sarebbe stato costretto a salire su un’automobile, minacciato con un coltello, aggredito fisicamente e derubato di 60 euro.

Tra gli altri episodi contestati, una violenta rissa in una pizzeria del centro, l’11 agosto, durante la quale sarebbero stati utilizzati un machete e un cacciavite. Il 31 agosto, un’altra colluttazione avrebbe provocato il lancio di pietre e mattoni e il danneggiamento di diverse auto in sosta. Il 20 settembre, infine, un giovane sarebbe stato rapinato del cellulare e di 200 euro dopo essere stato minacciato con una pistola e picchiato. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati 95 grammi di cocaina, 35 grammi di hashish e oltre diecimila euro in contanti. Due persone sono state arrestate in flagranza per detenzione di stupefacenti. L’indagine è ancora nella fase preliminare. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

 

Nicola Ciuffoletti

 

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