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Opi (Ordine professioni infermieristiche): “L’ambulanza con medico a bordo,perché?”

 

Dopo quanto detto dall’assessore Appolloni è impossibile non intervenire nuovamente sulla questione “ambulanza con medico a bordo”.

Non si tratta di “resistenza” o di guerra tra poveri (?), ma solo di chiarezza. Si sono spese parole ma ancora nessuno, meno che mai l’assessore cui (si legge) “interessa prioritariamente la tutela della salute dei cittadini”, sa dire perché è così necessario il medico su quell’ambulanza. Allora proviamoci.

Perché lo dice la legge?

Il DM 70/2015, spesso citato a sproposito, parla di un mezzo di soccorso avanzato ogni 60000 abitanti: i mezzi di soccorso avanzato per la Legge Italiana possono essere con infermiere, con medico o con entrambi. E lo sa bene la AUSL che su questo nell’autunno scorso ha fatto chiedere dalla regione un parere al Ministero.

Quindi a norma di legge potrebbero esserci anche solo mezzi con infermiere senza alcuno scandalo.

Perché in questo anno di “sperimentazione” l’infermierizzata ha prodotto risultati dubbi?

Non dicono questo le parole del DG D’Urso e nemmeno i dati portati al tavolo di monitoraggio, come ben sanno tutti coloro che ne erano componenti. Quindi non è questo.

Perché il medico “c’era prima”?

C’era dal 1997, anno di nascita del 118 di Siena, ma anche periodo precedente a due leggi, la 42/99 e la 251/00 che hanno cambiato profondamente la professione infermieristica rendendola autonoma (da quella medica, per l’appunto) con campi di attività tra i quali l’emergenza-urgenza, come dovrebbero sapere bene l’assessore e il presidente dell’ordine dei medici. Abbiamo visto, proprio noi di Siena, come anche un evento come il palio muti nel tempo adattandosi alla realtà. Quindi anche il “c’era prima” non regge.

Perché… “è meglio col dottore”?

Questo è il luogo comune più diffuso che comprendo fosse difficile da superare nell’introduzione del nuovo modello, ma dopo un anno di infermierizzata nel quale si sono monitorati da vicino tutti gli interventi in un tavolo aziendale dove era presente anche il Dr. Monaco, la verità è che le prestazioni dei due modelli su Siena sono sovrapponibili, piaccia o non piaccia… Per cui anche “è meglio” non è vero.

Perché lascia le persone a casa e non intasa il pronto soccorso?

Ammesso che fare emergenza significhi fare diagnosi con strumentazione limitata a domicilio, cosa peraltro pericolosa e non prevista dalla legge regionale 40/05 secondo cui il luogo di diagnosi e cura è l’ospedale (qui servono i medici!) la differenza reale e misurata di presentazioni al PS è stata di un paziente in più al giorno.

Così nemmeno questo può essere il motivo…

Che rimane?

Niente. O tutto… tutto ciò che non ci è dato sapere ma che di certo nulla ha a che vedere con la tutela della salute dei cittadini.

Se qualcuno pensa che gli infermieri siano pericolosi, abbia il coraggio di dirlo e supportarlo con qualcosa di concreto, evitandoci questa vicenda grottesca nella quale l’assessore dichiara che è compito della AUSL individuare il giusto modello, la AUSL dichiara che il proprio modello è l’ambulanza con infermiere ma a Siena, su esplicita richiesta dell’assessore, si ri-sperimenta il medico.

Tutti scaricano ad altri e nessuno che sappia dire perché. Al giorno s’oggi la soluzione a tutti i mali pare sia la costituzione di un tavolo.

Bene, non ci sottrarremo, ma chiediamo onestà intellettuale e concreta volontà di confronto con Leggi, dati ed evidenze alla mano, liberi dai pregiudizi di cui sono intrise le parole di questi giorni, perché la vera difesa del cittadino passa anche (soprattutto?) da informazioni reali e da spiegazioni chiare.

Fino ad ora non è stato così.

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