Operaio 27enne minaccia il suicidio, i carabinieri lo seguono per tutta la notte e lo bloccano
8 Mar, 2018
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Era andato a dormire con ottime intenzioni il Comandante di una Stazione Carabinieri della Provincia di Siena, quelle di riposarsi per davvero, per risvegliarsi con tanta energia da spendere all’indomani. Ma non aveva fatto i conti con gli imprevisti del mestiere e con la centrale operativa che lo avrebbe svegliato nel cuore della notte, come tante altre volte era successo nella sua lunga carriera. D’altra parte, indipendentemente dalla stanchezza, le emergenze non sono programmabili e occorre farvi fronte. La notizia che un ragazzo di 27 anni avesse manifestato intenti suicidi nell’allontanarsi da casa a bordo della propria autovettura, costituiva motivo di grande preoccupazione non solo per i suoi genitori ma anche per i Carabinieri, che hanno ancora una volta dimostrato di poter mettere in campo anche nel cuore della notte, tecnologia, mezzi professionali e soprattutto quello spirito di sacrificio che costituisce un elemento deontologico essenziale per il raggiungimento di risultati importanti, come il salvataggio di una vita umana. Immediatamente veniva attuato un protocollo consolidato, consistente nell’attivazione in emergenza da parte della centrale operativa, in orario notturno, della società telefonica di turno che innesca una procedura speciale per le persone in pericolo di vita. Da quel momento in poi una serie di messaggi di posta elettronica, ad intervalli di pochi minuti, comincerà a tempestare il referente Arma, fornendogli posizioni successive sul territorio e dunque direzioni di movimento della persona ricercata che, non essendo un malfattore, non si preoccuperà di portare seco il proprio telefonino, utile semmai per rivolgere un ultimo saluto ai propri cari. L’operatore di centrale cominciava anche in questo caso a fornire indicazioni alle pattuglie sul territorio, certamente essenziali per la ricerca anche di quel ragazzo, abile operaio specializzato in una ditta di quel Comune, che aveva avuto un momento di grande crisi, dovuta forse a motivi sentimentali. Quel Comandante di Stazione conosceva e conosce davvero bene il proprio territorio, la grande area coperta dal ripetitore agganciato dall’apparato telefonico del fuggitivo era tale da fornirgli informazioni maggiori, rispetto a quella che sarebbe stata la normalità delle situazioni, perché egli era in grado di valutare che gran parte della porzione di spazio che gli era stata indicata non era raggiungibile con l’autovettura, oppure era priva di copertura telefonica come aveva avuto modo di constatare personalmente durante moltissimi servizi di pattuglia. Dunque, i luoghi dove poteva essersi nascosto quel ragazzo non erano poi tanti. Il fuggitivo aveva anche chiamato la ragazza del cuore, dandole appuntamento in un luogo ben determinato e compatibile con l’area già individuata. Ma i Carabinieri avevano proibito alla fanciulla di recarsi all’appuntamento, esperienze anche recenti dimostrano che non è conveniente per una donna accettare “rendez vous” da uomini disperati. A quel convegno sentimentale ci sarebbero andati loro, con minore phatos ma con maggiore efficacia. Resosi conto della presenza dei Carabinieri, in zona boschiva e con lucida determinazione, l’uomo si lanciava in un’ulteriore fuga. Il Comandante di Stazione immaginava però dove quel ragazzo sarebbe andato a parare e lo precedeva sul posto, precludendogli ogni possibilità di tentare ulteriori sortite. A discuterci poi, per comprendere il movente di un comportamento così discutibile, il sottufficiale dell’Arma poteva rilevare come il giovane apparisse perfettamente lucido, razionale, tranquillo, così come non era sembrato essere ai propri genitori, ai quali veniva immediatamente restituito, con un’infinità di raccomandazioni e una pacata paternale. Eravamo forse ai limiti del procurato allarme, un intero sistema era stato messo in moto per risolvere il problema e questo non deve avvenire per il semplice capriccio di qualcuno. Ora i Carabinieri faranno molta attenzione ai comportamenti di quel ragazzo che pure hanno rincuorato e sostenuto ma che dovrà ricevere tutto il necessario sostegno non soltanto da loro.