La Fisac Cgil di Siena esprime preoccupazione per le prospettive della Banca Monte dei Paschi di Siena nell’ambito dell’operazione con Intesa e chiede garanzie sul futuro occupazionale, sulla rete delle filiali e sul ruolo dell’istituto nel territorio.
Secondo il sindacato, il risanamento di Mps, sostenuto anche dall’intervento pubblico del 2017 e dai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori, rappresenta un patrimonio che non può essere disperso per mere logiche di mercato.
Al centro delle preoccupazioni ci sono i possibili effetti dell’operazione sul sistema del credito: dalla riduzione dei servizi bancari alla contrazione dei finanziamenti per famiglie e imprese, fino al rischio di un progressivo indebolimento della presenza bancaria sul territorio.
La Fisac Cgil mette in guardia anche sulle ricadute occupazionali, paventando possibili esuberi nel settore e nell’indotto, una maggiore precarizzazione dei rapporti di lavoro e la perdita di competenze e centri decisionali. Per il sindacato, è fondamentale tutelare sia chi lavora nelle filiali sia il personale della direzione generale e delle società esternalizzate, salvaguardando al tempo stesso il radicamento della banca a Siena.
Critiche vengono rivolte anche alla posizione assunta dalla Fondazione Mps sull’OPAS, giudicata sbagliata nel merito e nel metodo per l’assenza, secondo l’organizzazione sindacale, di un confronto con la città.
La richiesta è ora quella di chiarire il progetto industriale e le garanzie previste per lavoratori e territorio. «È ora di dire quali sono le reali disponibilità per mettere in sicurezza lavoratrici, lavoratori e sistema del credito», afferma la Fisac Cgil, chiamando in causa sia le aziende coinvolte nell’operazione sia il Governo.
Per il sindacato, il futuro di Monte dei Paschi non può essere valutato soltanto in termini finanziari, ma deve tenere conto del lavoro, del credito alle imprese e del legame storico tra la banca e la comunità senese.









