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Le ultime dal consiglio comunale

IL SINDACO VALENTINI: <<NEL 2016 IL SERVIZIO DEGLI ISPETTORI AMBIENTALI SARA’ ULTERIORMENTE RAFFORZATO>>

Fornito in Consiglio comunale, nella risposta all’interrogazione di Porcellotti, il quadro dei primi dieci mesi di attività degli operatori formati in collaborazione con SEI Toscana

Quali sono i risultati dei primi dieci mesi di attività degli ispettori ambientali? Questa la richiesta dell’interrogazione di Gianni Porcellotti (PD) che ha ricordato come tali figure siano state individuate e formate da SEI Toscana in collaborazione con il Comune, per informare ed educare i cittadini al corretto conferimento dei rifiuti e, al contempo, correggere eventuali comportamenti errati per tutelare l’ambiente e il decoro urbano.

In particolare, Porcellotti ha chiesto <<quali situazioni di criticità siano state rilevate e in quali zone della città, nonché se vi siano state sanzioni nei confronti di attività commerciali o singoli cittadini>>.

Per l’assenza dell’assessore all’Ambiente è stato il sindaco Bruno Valentini a fornire il quadro della situazione sul servizio di ispettori ambientali, introdotto nel Regolamento comunale sull’igiene e la raccolta dei rifiuti che il Consiglio ha deliberato nell’estate del 2014 e reso effettivo dal mese di aprile 2015 con dipendenti appositamente formati e dopo l’autorizzazione diretta da parte del primo cittadino. <<Nella prima fase, insieme al gestore SEI Toscana, abbiamo condiviso l’opportunità di privilegiare aspetti e azioni di prevenzione, educazione e informazione degli utenti in merito al sistema di raccolta dei rifiuti: sia tramite la distribuzione del Regolamento comunale, con informazioni su orari, giorni e modalità di conferimento, sia attraverso la correzione delle pratiche errate commesse inconsapevolmente. In circa tre mesi sono stati registrati 46 interventi sulle attività commerciali e 20 verifiche dell’attività svolta>>.

Una campagna informativa che alla fine di giugno è stata ulteriormente potenziata con manifesti, volantini, spot nelle emittenti radiotelevisive locali.

Nella seconda fase, come ha descritto il sindaco, gli operatori si sono resi maggiormente operativi nelle funzioni di ricerca e controllo, svolgendo attività su tre fasce orarie di ciascun giorno della settimana. Le uscite, che comportano un costo aggiuntivo a carico di tutti gli utenti, sono state 48, delle quali 28 nel centro storico dove vige il sistema porta-a-porta. <<Tutte queste hanno consentito di individuare complessivamente 125 episodi, suddivisibili in cinque categorie: ingombranti abbandonati in prossimità delle isole ecologiche, come accaduto nelle località di Monsindoli, Renaccio e Isola d’Arbia (49 casi); abbandono di rifiuti indifferenziati fuori dai cassonetti; mancato rispetto degli orari di conferimento in centro (48 accertamenti); cumulo indecoroso di rifiuti nel centro; colature da sacchi con imbrattamento a terra>>.

Dalla fine di agosto a oggi sono stati 20 i verbali di infrazione degli ispettori, dei quali 18 nei confronti di attività commerciali; di questi 20, 14 sono stati trasformati in verbali di violazione amministrativa da parte degli agenti di Polizia Municipale, l’unico soggetto titolato a comminare sanzioni amministrative e pecuniarie. La tipologia più ricorrente di infrazione è l’esposizione fuori orario dei sacchi. <<Verbali – come ha specificato il primo cittadino – che sono legati alla concreta possibilità di individuare i trasgressori ed è per questo che sull’abbandono degli ingombranti vi è un rapporto sperequato tra le criticità rilevate e il numero dei verbali>>.

Quanto alle zone del centro che presentano maggiori criticità, sono state registrate 7 segnalazioni in Pantaneto e altre nelle aree limitrofe a Piazza del Campo e nelle vie San Pietro e Stalloreggi, Termini e Camollia.

<<Nel 2016 – ha concluso – l’attività degli ispettori sarà ulteriormente rafforzata per correggere comportamenti scorretti dettati da malcostume e ignoranza>>.

<<Dalla risposta ricevuta – ha detto Gianni Porcellotti – la conferma che permangono le cattive abitudini, con un conseguente aggravio dei costi a carico della cittadinanza. Per questo ritengo molto importante una capillare azione informativa che non si limiti al momento ma che sia una costate nel tempo, perché preferisco il costo degli Ispettori anziché quello relativo ai passaggi di SEI Toscana>>.

 

 

IL SINDACO RISPONDE A CAMPANINI SUL PROSSIMO BANDO PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS

Valentini: <<Le garanzie a tutela dei dipendenti di Estra saranno opportunamente inserite>>

In considerazione della procedura a evidenza pubblica che il Comune di Siena dovrà indire a breve per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas, Ernesto Campanini (Sinistra per Siena, SsM, RC) ha presentato un’interrogazione urgente sul tema.

Il consigliere, sottolineando che <<le pratiche di esternalizzazione dei servizi e dei bandi con eccesso di ribasso sono una causa determinante per i livelli occupazionali e la qualità dei servizi>> ha ricordato che i dipendenti di Estra sono in stato di agitazione con una giornata di sciopero indetta proprio per oggi, 25 febbraio.

Campanini ha quindi chiesto al sindaco <<che nell’avviso pubblico siano inserite le dovute garanzie a tutela del livello occupazionale e qualitativo del servizio>> e <<se ritiene che la politica di esternalizzazione dei servizi attuata dalla Regione Toscana sia vantaggiosa per i lavoratori e per l’utenza dei servizi>>.

Il sindaco Bruno Valentini ha risposto che <<le garanzie a tutela dei dipendenti di Estra saranno opportunamente inserite nel bando, senza alcun indugio>> e che <<è comunque fuorviante parlare di responsabilità di ambito regionale, visto che la materia è normata a livello nazionale sulla base di direttive europee>>.

Campanini si è dichiarato <<totalmente insoddisfatto della risposta telegrafica del sindaco, il quale non critica le scelte regionali che vanno contro gli interessi della collettività senese>>.

 

SIENA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2015: UN ANNO DI INTENSE ATTIVITÀ CHE AVRANNO EFFETTO ANCHE SULL’ANNO IN CORSO E IL PROSSIMO

Il sindaco Valentini ha risposto all’interrogazione illustrata da Giulia Periccioli

A conclusione dell’anno di Siena Capitale italiana della Cultura (CIC) 2015, il gruppo consiliare PD ha presentato nella seduta odierna un’interrogazione per conoscere le iniziative realizzate, il loro metodo di selezione e per valutare il raggiungimento degli obiettivi prefissati, l’indotto e le prospettive attese da tale investimento. Il documento è stato illustrato in aula da Giulia Periccioli che ha chiesto anche <<una doverosa e trasparente illustrazione del bilancio consuntivo>>.

In considerazione dell’assenza dell’assessore alla Cultura, è stato il sindaco Bruno Valentini a fornire la risposta, articolandola tra gli aspetti della programmazione, delle prospettive future e della rendicontazione delle risorse finanziarie.

Sul primo aspetto il sindaco ha ricordato lo slittamento dei tempi tra l’attribuzione del titolo di CIC, avvenuta nel dicembre 2014, e l’assegnazione delle relative risorse, risalente al successivo mese di marzo: <<Una condizione di incertezza che ha influito sulla programmazione delle attività: per questo si sono resi necessari gli aggiustamenti al calendario delle iniziative, deliberati sia a giugno sia, successivamente, a settembre. Va comunque sottolineato che alcune attività avranno effetto anche sull’anno in corso e sul prossimo>>.

Valentini ha sottolineato il valore del percorso della candidatura di Siena a Capitale europea della Cultura 2019 anche come punto di riferimento, teorico e non solo, per la programmazione del cartellone di Siena CIC 2015. <<Gli obiettivi principali sono stati il sostegno alla capacità di produzione culturale degli operatori cittadini e lo sviluppo di opportunità occupazionali nel settore; l’incentivo alla fruizione dei beni culturali da parte della cittadinanza, in tutte le sue componenti; la partecipazione della città alla progettazione e all’attuazione dei programmi>>.

Il sindaco ha quindi illustrato alcune delle attività realizzate sul tema “Siena città di memorie” per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, riportando l’esempio del progetto di nuova illuminazione e nuovo apparato informativo del Museo Civico, tuttora in corso di sviluppo, e delle mostre allestite al Santa Maria. Tra queste, quelle sulla scuola medica senese in epoca napoleonica per l’anniversario della scomparsa di Italo Calvino; sui rapporti fra Cesare Brandi e Alberto Burri nel centenario della nascita del maestro umbro. <<C’è poi il progetto su Ambrogio Lorenzetti fondato sulla riscoperta delle radici e dell’identità storica della città. Una grande mostra che contempla anche attività di restauro visibili al pubblico, innescando processi di coinvolgimento e partecipazione>>.

Valentini, inoltre, ha parlato delle azioni sui linguaggi della contemporaneità <<facendo emergere le voci senesi, con il coinvolgimento del Tavolo Arti Visive e Architettura sorto dagli Stati generali della Cultura, ma non solo. La città, infatti, si è aperta a soggetti esterni e di respiro internazionale che hanno animato la città, dando il senso della volontà di sperimentare nuove forme espressive anche in aree periferiche o specificatamente rivolte a gruppi sociali marginali, come nel caso della collaborazione con il carcere di Santo Spirito per la realizzazione di rappresentazioni teatrali o della mostra di opere di due artisti non vedenti>>.

Quanto alle prospettive, il sindaco ha citato il bando che consentirà per i prossimi cinque anni la realizzazione di attività culturali, ricreative e di aggregazione nell’area della Fortezza Medicea per un pubblico giovanile con la rete di imprese “Cittadella Cultura #Siena”; l’altro bando dalla valenza triennale per gli eventi in Piazza del Campo e nel centro storico; il progetto “Percorsiena”, di prossima approvazione, funzionale alla creazione di una nuova segnaletica per la scoperta e la valorizzazione del patrimonio storico e architettonico della città>>

<<Si è trattato di un anno di intense attività – ha proseguito Valentini – alle quali possiamo aggiungere il volume di commento alle omelie di San Bernardino sulla Misericordia, in occasione della marcia sulla via Francigena per l’inizio dell’Anno Santo che ha avuto un grande riscontro a livello mediatico nazionale; i concerti in collaborazione con il “Cantiere internazionale d’Arte” di Montepulciano o quello in relazione ai temi dell’EXPO sulla musica e il cibo dal Medioevo al Settecento; la Settimana della Danza, durante la quale le compagnie senesi hanno realizzato spettacoli invitando compagnie non senesi; la mostra su Mario Luzi e quella sulle incisioni della Biblioteca degli Intronati; gli artisti belgi in scambio di residenza, con l’interessante coinvolgimento del mondo delle Contrade; le iniziative per la ricorrenza del 700esimo anniversario della Maestà di Simone Martini>>.

In conclusione, il sindaco ha detto che <<la programmazione delle attività si è basata su linee progettuali capaci di porre le condizioni per un cammino sicuro di rinascita culturale della città: un percorso che si deve fondare sul dialogo tra i soggetti impegnati nella produzione culturale, l’Amministrazione e tutte le altre istituzioni preposte. L’obiettivo è quello di rilanciare il sistema dei valori civili fondati sull’identità culturale della città come prospettiva di apertura internazionale e a beneficio delle nuove generazioni>>.

Infine, sull’aspetto dei finanziamenti, Valentini ha riportato il quadro aggregato delle somme stanziate nell’ambito di Siena CIC 2015: 306mila euro per gli allestimenti e le mostre; circa 250mila per iniziative ed eventi; 215mila per investimenti infrastrutturali; 180mila per la progettazione; circa 45mila per le attività di comunicazione e promozione.

La consigliera Periccioli si è dichiarata soddisfatta della risposta articolata e ha chiesto la consegna del bilancio consuntivo con il dettaglio delle singoli voci di spesa del programma di Siena CIC 2015 <<per rimandare le eventuali riflessioni nella Commissione consiliare competente e affrontare ulteriormente e più approfonditamente l’argomento>>.
<<FIRMATA UNA LETTERA DI INTENTI. NESSUNA SPESA A CARICO DEL COMUNE PER GLI “STEWARD” NEGLI ESERCIZI DI VIA PANTANETO>>

Il vicesindaco Mancuso risponde all’interrogazione di Falorni

Richiamando l’intervista concessa dal vicesindaco Fulvio Mancuso al quotidiano locale “La Nazione Siena”, lo scorso 18 dicembre, circa la possibilità di ricorrere, a titolo sperimentale e grazie al contributo volontario di una ditta specializzata, a due steward per il controllo e la sicurezza degli esercizi in via Pantaneto, Marco Falorni (Impegno per Siena) ha presentato un’interrogazione sul tema, sottoscritta anche da Massimo Bianchini e Andrea Corsi (L’Alternativa).

<<L’uso di queste figure per esigenze di sicurezza in luoghi privati o gestiti da privati, come le discoteche e gli stadi, è ormai consolidato – ha sottolineato Falorni – ma non lo è altrettanto nei luoghi pubblici, quali strade e piazze aperte al pubblico passaggio>>.

Il consigliere ha quindi chiesto <<se tale iniziativa sia conforme alla legge e se esistano precedenti significativi in Italia, così come se la stessa sia stata preventivamente concordata con il Questore e le altre autorità competenti in materia di ordine pubblico>>; inoltre, <<nel caso che l’uso degli steward dovesse consolidarsi, se il Comune si farà carico delle relative spese, creando un costo aggiuntivo per i cittadini senesi che già contribuiscono alle spese per la sicurezza con la tassazione ordinaria>>; infine, <<quali funzioni dovrebbero svolgere tali figure che già non siano nelle competenze della Polizia Municipale e per quale motivo non si pensi di utilizzare i Vigili in collaborazione con le altre forze dell’ordine cittadine>>.

<<Occorre innanzitutto essere precisi sulla terminologia e sulle funzioni del personale cui si riferisce l’interrogazione>> ha risposto il vicesindaco Fulvio Mancuso.

L’utilizzo di questa categoria di persone è stabilito dalla legge 94/2009, che ha introdotto la possibilità di impiegare “personale addetto a servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo”, sia in luoghi aperti al pubblico sia in pubblici esercizi, anche a tutela dell’incolumità dei presenti. Personale, quindi, incaricato e pagato direttamente dai commercianti senza alcun onere a carico del Comune>>. Mancuso nel riconoscere la complessità di realizzare una sintesi tra le diverse esigenze, da una parte rendere sempre più accogliente, viva e attrattiva la città, e dall’altra garantire ai residenti sicurezza e salute pubblica, ha informato che, a seguito di incontri con il Comitato dei commercianti “Viva Pantaneto Viva”, lo scorso 23 febbraio è stata sottoscritta una prima lettera di intenti. Nel documento, sottoscritto dal presidente del Comitato e lo stesso vicesindaco, richiamando il positivo esperimento di pedonalizzazione, vengono definiti rispettivi impegni relativi a eventi e iniziative nella via, la supervisione e pulizia della zona nei momenti in cui è tutelato il transito pedonale, ribadendo che è interesse dell’Amministrazione che questa regolamentazione non alteri e non comprometta il mantenimento della quiete pubblica, in particolar modo nelle ore di riposo notturno.

Nello specifico come ha evidenziato Mancuso <<il Comitato Viva Pantaneto Viva, si impegna e obbliga di mantenere o ripristinare durante ogni iniziativa e anche al momento della chiusura di ogni locale adeguate condizioni di pulizia e decoro degli spazi contigui gli esercizi per una distanza di 10 metri dagli ingressi dei locali e delle aree in concessione; a somministrare, dopo le 24, bevande alcoliche in recipienti di vetro o lattine solo per consumazioni interne, salvo consegne a domicilio; ad attivare iniziative di sensibilizzazione per scoraggiare l’abuso di alcol; promuovere forme di vigilanza e controllo secondo le disposizioni di legge, finalizzate al rispetto della quiete pubblica specialmente in orario

notturno; attuare misure affinché suoni e rumori, pur contenuti nei limiti di legge, non vengano prodotti nei luoghi oggetto di concessione per occupazione di suolo pubblico e negli spazi adiacenti; promuovere a proprie spese una campagna informativa volta a sensibilizzare al rispetto della quiete pubblica, alla pulizia e decoro della via. Mentre il Comune si impegna e obbliga a: sollecitare alla società affidataria del servizio di ampliare l’orario di accensione dell’illuminazione pubblica, a far provvedere un’adeguata pulizia della strada (sabato e domenica mattina); a collaborare con il Comitato per la promozione di campagne di sensibilizzazione per scoraggiare l’abuso di alcol e per campagne di educazione civica per sensibilizzare sul decoro della città e la quiete pubblica, coinvolgendo anche l’Ateneo senese e l’università per Stranieri e gli Istituti scolastici superiori>>. <<Tutti gli impegni presi – ha proseguito Mancuso – non dovranno essere di ostacolo o impedimento allo svolgimento delle attività della Contrada del Leocorno, in concomitanza delle quali gli esercizi commerciali dovranno astenersi sia dallo svolgere attività sulla strada, sia effettuare esibizioni live o riproduzioni sonore>>.

<<Il sintesi – ha concluso Mancuso – l’amministrazione è favorevole alle opportunità di accoglienza e vitalità che gli esercenti possono offrire ma è ferma sulla richiesta di rispetto delle regole. I controlli vengono regolarmente effettuati, così come le sanzioni nei casi di irregolarità: di recente, per altro, nei confronti di un locale sprovvisto di apposita autorizzazione per l’esercizio di attività di intrattenimento e svago è stata disposta la chiusura per 5 giorni. E sul tema della sicurezza pubblica per qualsiasi iniziativa chiederemo alle Istituzioni e Forze dell’Ordine competenti di poter attivare uno specifico Tavolo>>.

Marco Falorni si è dichiarato parzialmente soddisfatto. <<Condivido i criteri teorici sul bilanciamento dei vari interessi, meno l’applicazione dei principi visto che quasi ogni notte i problemi si ripresentano. Ricorrenti, riconosciuti e non risolti. La notizia positiva è quella che vede il Comune esonerato da qualsiasi spesa per i controlli che ricade sui commercianti, anche se non ho avuto spiegazioni sul fatto che non possano assolvere questo compito i vigili urbani che hanno tutte le capacità per poter agire>>.

 

IN CONSIGLIO LA VICENDA DEI PRESIDI SANITARI PER SOGGETTI AFFETTI DA INCONTINENZA STABILIZZATA

L’assessore Ferretti ha risposto alle due interrogazioni urgenti di Bruttini e Sabatini

La fornitura dei presidi sanitari, in particolare pannoloni e traverse salvaletto, erogati in assistenza integrativa ai soggetti affetti da incontinenza stabilizzata ha costituito il tema di due interrogazioni urgenti presentate nel Consiglio odierno da Massimiliano Bruttini (PD) e dal “Gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi” insieme a Giuseppe Giordano (Siena Rinasce). Entrambi i documenti hanno fatto riferimento al servizio che, fino al gennaio 2016, era fornito attraverso il circuito delle farmacie private e comunali, con cadenza mensile e ritiro diretto da parte degli aventi diritto. Dallo scorso 1° febbraio, però, l’azienda USL 7 ha cambiato i termini del servizio dopo aver aderito alla gara regionale indetta dall’Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale (Estar) per ottenere condizioni più vantaggiose in questa tipologia di assistenza domiciliare.

Come ha detto Bruttini, <<in conseguenza di tale affidamento, gli utenti hanno avuto comunicazione che dovevano preventivamente contattare un incaricato della ditta per definire le modalità della fornitura degli ausili che sarebbero stati recapitati a domicilio>>. Sullo stesso aspetto Sabatini ha affermato che <<questo cambiamento ha provocato notevoli ritardi nella consegna dei presidi, con gravi disagi per l’utenza>>.

Entrambi hanno anche sottolineato la riduzione quantitativa delle forniture dei materiali <<quantificata da 3,27 pezzi al giorno per utente a 2,75>> come riportato da Bruttini e la loro stessa qualità <<che risulta scadente – ha sottolineato Sabatini – perché i pannoloni e le traverse non assorbono bene>>.

Bruttini ha chiesto <<quali siano stati i criteri del capitolato e il progetto presentato dalla ditta, in quanto sembra apparire la tendenza a una sostanziale riduzione nella fornitura di ausili, realizzando un notevole risparmio ma gravando di ulteriori costi i cittadini. Un’ipotesi confermata anche da una nota della stessa ditta che afferma di aver trovato una condizione economica del servizio decisamente peggiore rispetto a quella preventivata in fase di formulazione dell’offerta>>.

Sabatini, nella sua illustrazione, ha rimarcato la necessità di <<conoscere le motivazioni che hanno portato l’USL 7 a scardinare un sistema efficace, utile e gradito agli aventi diritto e alle loro famiglie, le quali oggi devono invece sopperire, a proprie spese, l’acquisto di prodotti di idonea qualità>>, chiedendo al sindaco <<se ritenga giustificabile tale aggravio economico nei confronti di soggetti già in difficoltà>>. <<E gli stessi utenti – ha aggiunto – preferivano recarsi di persona a ritirare tali presidi nelle farmacie, anche per richiedere eventuali consulenze ai farmacisti, piuttosto che vederseli recapitare a casa: ma è molto meglio investire sulla qualità dei prodotti piuttosto che sulla loro fornitura a domicilio>>.

Entrambi hanno concluso con l’invito nei confronti dell’Amministrazione <<a intervenire con urgenza presso le autorità competenti perché sia tutelato il diritto degli utenti del servizio a ricevere presidi sanitari adeguati in termini quantitativi e qualitativi>>.

L’assessore alla Sanità, Anna Ferretti, ha introdotto la risposta <<condividendo in pieno le preoccupazioni esposte dai consiglieri>> e ha fatto riferimento a un recente incontro avuto con responsabili USL dopo aver recepito alcune segnalazioni di disagio da parte degli utenti del servizio. L’assessore ha focalizzato il tema del passaggio nella fornitura dei presidi: <<In questo tipo di servizi, all’inizio, possono esserci anche difficoltà organizzative, ma credo che il problema principale consista nelle modalità con le quali è stato costruito il bando e si è svolta la gara. Temo, infatti, che non sia stato adottato il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma piuttosto quello del maggiore ribasso e questo può essere un grave problema perché questi ausili devono essere di qualità per rivelarsi un beneficio e non un ulteriore problema per chi li usa>>. <<Risulta anomalo il fatto che sia la stessa ditta a stabilire le quantità delle forniture – ha proseguito – senza le dovute verifiche di effettiva necessità degli utenti, fatte in collaborazione con la USL. E ho avuto anche la sensazione che il protocollo per l’appropriatezza descrittiva fosse ancora molto da verificare: non mi risulta che ci siano stati incontri tra la ditta fornitrice e l’USL>>.

Ferretti ha inoltre citato l’incontro di ieri, 24 febbraio, tra il direttore generale dell’USL Toscana sud-est, Enrico Desideri, e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, durante il quale sono state riconosciute le difficoltà del servizio ed è stato costituito un gruppo operativo per il monitoraggio e le valutazioni dei casi personali e dei relativi bisogni.

<<Probabilmente – ha aggiunto l’assessore – alcune criticità in questo processo sono state determinate anche dalla mancanza di un organigramma ben definito nell’azienda USL in questa fase di riorganizzazione amministrativa. Il problema è di natura sanitaria e assistenziale, oltre che economico, e pertanto seguiremo la vicenda da vicino perché queste tipologie di servizi non possono essere tagliate o ridotte agli utenti per mere questioni di risparmio>>.

Bruttini ha ringraziato l’assessore per la risposta esaustiva e ha auspicato <<una normalizzazione in tempi brevi perché il clima è pesante>>. Sabatini, pur apprezzando la condivisione dell’assessore Ferretti al problema, si è invece dichiarata non soddisfatta: <<Non deve limitarsi a darci ragione, ma deve rendersi parte attiva nella soluzione della vicenda: i presidi di cattiva qualità danneggiano il cittadino utente e tutto il sistema>>.

 

IL PRESEPE REALIZZATO NELLA CAPPELLA DI PIAZZA COME ESEMPIO DI BUONA COLLABORAZIONE TRA COMUNE E SOCIETÀ CIVILE

Il sindaco Bruno Valentini ha risposto a un’interrogazione di Pietro Staderini

E’ stata discussa questa mattina l’interrogazione presentata lo scorso dicembre da Pietro Staderini (Sena Civitas) e sottoscritta anche da Laura Sabatini e Alessandro Trapassi (Gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi), con la quale si chiedeva la realizzazione di un Presepe all’interno della Cappella di Piazza Il Campo <<perché valore correlato all’identità culturale e popolare della tradizione italiana ed europea indipendentemente dalle convinzioni religiose personali>>.

Una sollecitazione accolta dall’Amministrazione comunale con l’installazione effettuata lo scorso Natale che, comunque, ha portato i firmatari dell’interrogazione a mantenere in essere la loro richiesta di discussione consiliare perché, come ha detto Staderini, <<vogliamo rimarcare il fatto che, trattandosi di interrogazione urgente, andava discussa al momento della presentazione>>.

Il sindaco Bruno Valentini nel ricordare che l’accoglimento delle interrogazioni urgenti, il cui dibattito è limitato in 20 minuti, è disciplinato dal Regolamento del Consiglio comunale, ha fatto presente che, comunque, se c’è da porre l’attenzione su un tema non è sempre scontato che lo strumento scelto dai consiglieri sia quello idoneo>>.

<<Le diverse sollecitazioni – ha detto il primo cittadino – provenienti da vari settori della società senese per l’installazione del Presepe all’interno della Cappella di Piazza ha riscontrato la fattiva disponibilità di tanti giovani del gruppo scout Agesci Siena 12 e dei nostri dipendenti comunali, che si sono attivati sia nei confronti della locale Soprintendenza, per ottenere le relative autorizzazioni, sia sistemando la struttura monumentale dal punto di vista della pulizia e dell’illuminazione>>.

<<Una collaborazione tra società civile e macchina comunale – ha concluso – che ha prodotto un risultato di grande effetto in un luogo di grande significato civico e identitario per tutta la comunità senese. Purtroppo si è verificato un atto di vandalismo a carico di una statuetta. Una cosa odiosa che non ha impedito, però, ai senesi di godere di questo piccolo, ma significativo evento>>.

Pietro Staderini, nel rimarcare l’importanza di discutere l’interrogazione urgente al momento della sua presentazione ha ringraziato il gruppo Agesci Siena 12 e il Priore della Compagnia S. Bernardino per la concessione delle statue che, tra l’altro, si dovrà far carico dell’avvenuto atto vandalico, e ha richiamato, a deterrente <<una maggiore sorveglianza della città>>, e auspicato <<migliori performance da parte dell’Amministrazione, per il prossimo Natale>>.

 

NUOVA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE DELLE ELETTE

Con l’ingresso in Consiglio Comunale di Maria Isabella Becchi, in seguito alle dimissioni di Eugenio Neri, la Commissione delle elette, composta dalle donne elette nell’assemblea consiliare, è stata integrata, durante la seduta odierna, e risulta così composta da Carolina Persi, Rita Petti, Giulia Periccioli, Stefania Bufalini, Katia Leolini, Laura Sabatini e Maria Isabella Becchi.

 

IN CONSIGLIO LA VICENDA DELLE INDENNITÀ ATIPICHE E DELLA MESSA IN MORA DEI DIPENDENTI COMUNALI CHE LE AVEVANO PERCEPITE

L’assessore al Personale, Mauro Balani, ha risposto a un’interrogazione di Michele Pinassi

La vicenda delle cosiddette “indennità atipiche” e della messa in mora, da parte dell’Amministrazione comunale, dei dipendenti che le avevano percepite a seguito della verifica ispettiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) del 2013 è stata discussa nella seduta odierna di Consiglio comunale con l’interrogazione presentata da Michele Pinassi (MoVimento Siena 5 Stelle).

Il consigliere ha richiamato l’erogazione di 1.221.600 euro di salario accessorio a favore del personale comunale, avvenuta tra il 2004 e il 2012, che il MEF aveva contestato come “illegittima erogazione di compensi atipici”; la successiva messa in mora dei dipendenti destinatari con richiesta di restituzione delle somme percepite; infine, la sentenza

n° 315/2015 <<con la quale il giudice Cammarosano ha riconosciuto l’insussistenza del diritto del Comune di Siena alla restituzione delle somme, condannando l’Amministrazione al pagamento di quanto trattenuto, oltre agli interessi legali>>.

Pinassi ha chiesto <<quali effetti abbia prodotto tale sentenza sul bilancio comunale e se l’Amministrazione intenda rivalersi nei confronti dei responsabili di quanto accaduto>>.

<<La vicenda è ancora aperta – ha detto l’assessore al Personale Mauro Balani – perché ancora non è avvenuta la notifica della sentenza da parte dei legali che hanno sostenuto e difeso i lavoratori, quindi non siamo in grado di quantificare le spese legali. Da tener presente che il procedimento non è stato avviato dalla parte pubblica, bensì perché la parte pubblica in un certo momento del contenzioso è stata chiamata a difendersi. Ne avremo fatto volentieri a meno sin dal primo giorno, sia quando attraverso l’intervento del sindaco si è chiesto di non andare a sentenza ma di raggiungere un’intesa pregiudiziale che, guarda caso, aveva contenuti uguali a quella che è stata la successiva espressione del Giudice e che non rilevava alcuna illegittimità riconducibile al momento in cui è stata redatto l’atto di messa in mora, visto che il quadro normativo ci imponeva quello che abbiamo fatto>>.

<<Da ricordare – ha proseguito – che il Giudice nella sentenza del 1° dicembre ha fatto riferimento a quanto applicato dal Comune con sua deliberazione e, soprattutto, ai conseguenti positivi riscontri del MEF in cui si accertava l’insussistenza del titolo revocatorio anche a seguito di accertata verifica di come si era ricomposta la situazione dell’Ente, in virtù non solo di norma sopraggiunta che ha riguardato tutti i Comuni italiani, ma in modo specifico è stata richiamata la positiva azione amministrativa dell’Ente volta a recuperare, senza far gravare nulla sui lavoratori, l’entità dei fondi in base ai quali erano state elargite le cosiddette indennità atipiche>>.

Il mancato recupero è dovuto, quindi, ad una norma sopraggiunta e all’azione, positiva, dell’Ente. Nessuna aggressione nei confronti dei lavoratori. Solo un atteggiamento difensivo e cautelativo rispetto a ciò che poteva accadere qualora il MEF non avesse considerato sufficienti ed esaustive le economie dell’Ente, e la norma successiva avesse avuto un indirizzo diverso da quello che in realtà c’è stato>>.

L’assessore ha infine informato che i 69 dipendenti (non sono tra i ricorrenti) che avevano restituito le indennità per un totale di 6.404,34 euro è stata, con atto dirigenziale n. 231, già disposta la restituzione. Mentre, per quanto riguarda le spese dall’Ente, darò risposta non appena il procedimento sarà chiuso, ma sarebbe improprio parlare di danno perché tale circostanza è ascrivibile solo a chi intraprende cause temerarie e non quando si è chiamati in difesa>>.

Insoddisfatto il consigliere Michele Pinassi <<per non avere ricevuto risposta al quesito dell’interrogazione, indipendentemente dal fatto che saranno gli organi preposti a sancire la ragione di una delle due parti>>.

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