La Cina beve toscano
4 Apr, 2019
Vino Nobile Anteprima 2018 (1)

Xi Jinping, il presidente cinese, quando ha lasciato il nostro Paese ha portato con se tre bottiglie di Brunello dono del presidente Mattarella. Nel 2018 l’export di vini toscani ha segnato +5% arrivando a 980 milioni di euro, il 16% dell’esport nazionale. Negli ultimi dieci anni la crescita dell’export di vino made in tuscany è stata del 69%, in linea con le esportazioni italiane di vini. In forte crescita il mercato asiatico, in particolare quello cinese, dove in 10 anni le esportazione di vino italiano sono cresciute del 548%.

E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Istat in occasione del primo accordo firmato alla vigilia del Vinitaly dalla Coldiretti nella propria sede di Palazzo Rospigliosi a Roma con le autorità della popolosa provincia di Guizhou (40 milioni di abitanti) nell’ambito della Via della Seta, la partnership fra Cina e Italia avviata a Roma durante la visita del presidente cinese Xi Jinping. “La Cina rappresenta un mercato di grande potenzialità per il settore agroalimentare e i prodotti e la qualità italiane hanno importanti possibilità di sviluppo. Costruiamo insieme al nuova Via della Seta” ha spiegato il vice governatore della provincia Lu Yongzheng a una rappresentanza di imprese vitivinicole arrivate da ogni parte d’Italia tra le quali molte toscane. L’intesa riguarda la promozione del Made in Italy nell’ambito dell’expo internazionale sulle bevande alcoliche che si svolge a settembre nel Guizhou, con l’impegno a una collaborazione bilaterale legata al vino e ai liquori.

“La Cina resta un mercato di “speranza” per i vini toscani – ha commentato Fabrizo Filippi, presidente Coldiretti Toscana – perché oggi assorbe solo il 3% dell’export. In ogni caso Cina, Russia e Usa sono mercati in cui i consumi di vini rossi sono destinati ad aumentare nei prossimi anni. Resta un lavoro molto importante da fare in Cina, dove la prima denominazione italiana è “Sicilia”, conosciuta dal 36% dei bevitori di medio/alto livello,  mentre la “Toscana” è conosciuta dal 20%, cosa ben diversa negli USA dove il 62% di chi beve vino sa che cosa è il vino toscano”.

E proprio ai nuovi trend del mondo del vino, dalla produzione ai consumi, con una particolare attenzione all’internazionalizzazione e alla sostenibilità, ma anche curiosità con la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate, Coldiretti dedicherà una serie di appuntamenti in occasione del Vinitaly, con l’inaugurazione della nuova Casa Coldiretti in programma domenica 7 aprile alle ore 9.30, di fronte all’ingresso principale della struttura fieristica (Ingresso Cangrande), alla presenza del presidente nazionale Ettore Prandini.

“Al Vinitaly la viticoltura toscana trova ampio spazio nel padiglione Coldiretti – annuncia Antonio De Concilio, direttore regionale –  con tutte le diverse terre delle 41 Doc, 11 Docg e 6 Igt dove conoscere, vedere e toccare con mano i terreni dai diversi colori, origini, caratteristiche e consistenze che garantiscono ai vigneti quelle proprietà uniche e irripetibili all’origine dei successi del nostro vino”.