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Il protocollo di Regione e Anci per promuovere e tutelare la produzione di castagne

Il 15% della superficie forestale toscana (177.000 ettari) è ricoperto da boschi di castagni, anche se soltanto 33.000 ettari sono castagneti da frutto e solo la metà sono coltivati per la produzione di castagne. La Toscana è quindi una delle regioni dove il castagno è maggiormente diffuso e la castanicoltura da frutto riveste storicamente un’importanza rilevante soprattutto nell’ambito appenninico. È anche la regione che raccoglie il maggior numero di associazioni (11) che da sole rappresentano quasi il 70% del totale italiano, con ben cinque denominazioni d’origine, tra cui, nel senese, la Castagna del Monte Amiata Igp. Un settore che però negli ultimi anni ha conosciuto enormi criticità: cambiamenti climatici, abbandono della coltivazione, arrivo di parassiti animali (cinipide) e vegetali (fungo gnomoniopsiscastaneae). Per questo motivo, per pianificare azioni coordinate e strutturate sull’intero territorio regionale, la Regione Toscana ha firmato un protocollo d’intesa con Anci Toscana, in rappresentanza delle Unioni dei Comuni montani, a tutela di una risorsa di grande valore sia in termini socio-economici che ambientali.

Obiettivo principale è promuovere una strategia di valorizzazione della castanicoltura insieme ad azioni di prevenzione e di tutela dello stato di salute dei castagneti toscani. In particolare, grazie all’accordo verrà sviluppata una rete capillare di monitoraggio e mappatura delle condizioni delle diverse aree di produzione. Per il miglioramento dello stato di conservazione dei castagneti, sia da frutto che da legno, si punterà alla valorizzazione delle varietà locali e alla diffusione di corrette pratiche agronomiche e cure selvicolturali: per accrescere il valore economico-paesaggistico della castanicoltura, ma anche per favorire investimenti e attività legate al castagno a sostegno dello sviluppo dell’economia territoriale.

“Questo protocollo – spiega la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – rappresenta un risultato importante in questa direzione. L’accordo è frutto del lavoro svolto attraverso il tavolo sulla castanicoltura di Anci, insediato per volontà della Regione, che ha consentito un monitoraggio attento sulle criticità e le prospettive. Sarà uno strumento fondamentale – conclude- soprattutto in questa fase di ripartenza di tutte le attività produttive dopo l’emergenza pandemica”.

“Si tratta di un passaggio importante – ha detto Tommaso Triberti, sindaco di Marradi e consigliere del presidente Giani per i rapporti con i Comuni montani e con i piccoli borghi, – per uno dei settori di eccellenza della nostra Regione, che merita di avere un ruolo sempre più centrale nelle scelte strategiche della Toscana. La salvaguardia e la conservazione dei nostri castagneti e la volontà di sostenere e tutelare la castanicoltura sono obiettivi centrali che devono vederci lavorare insieme. Il futuro della montagna passa anche da queste scelte”.

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