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Il comune di Sovicille incontra le associazioni sul tema dei migranti

Una sala gremita, tanti volti di cittadini comuni e di esponenti dell’associazionismo del territorio, tanta voglia di mettersi in gioco e di collaborare. E’ questo in sintesi il risultato di un incontro partecipato che ha registrato una grande risposta all’invito avanzato dall’Amministrazione comunale di Sovicille, con l’obiettivo di coinvolgere la popolazione sul recente arrivo di dieci migranti africani in Sovicille e avanzare proposte volte alla loro integrazione nella comunità.
E le proposte non si sono fatte attendere. Al di là delle più rosee previsioni, infatti, la Giunta Gugliotti, dopo aver rendicontato circa la volontà di coinvolgere gli ospiti in un progetto regionale per lavori socialmente utili sul decoro e l’ambiente, ha raccolto le tante proposte di collaborazione venute dall’assemblea. Da chi si è offerto per svolgere lezioni di lingua italiana e corsi di informatizzazione, a chi ha suggerito percorsi musicali, teatrali e di danza mettendo a disposizione la propria esperienza, chi si è dichiarato disponibile a fornire un mezzo per gli spostamenti, chi ad aiutare i profughi ad integrarsi nella comunità attraverso lo sport.
Insomma è stata una gara di solidarietà senza precedenti che anche il Consorzio Archè, nella persona di Annalisa Pocci, responsabile della piccola comunità di migranti, ha tenuto a rimarcare sottolineando l’eccezionalità di risposta rispetto ad altre realtà che generalmente si mostrano più refrattarie all’accoglienza.
Tutto facile e scontato allora? Sicuramente no, non è facile far superare le barriere del pregiudizio, specialmente in un momento di crisi in cui tante famiglie vivono problemi economici seri e non si sentono sufficientemente tutelate da uno Stato che il più delle volte sembra latitante rispetto alle loro difficoltà. Per questo è ancora più importante creare i presupposti per una civile e proficua convivenza: gettare ponti, aprire alla reciproca conoscenza, rendere possibile il loro coinvolgimento in favore della collettività con la prestazione d’opera gratuita e volontaria, ecco alcuni dei modi attraverso i quali questa riluttanza potrà essere superata.
A tale proposito, in nome della chiarezza e della verità, è giusto che si renda noto il fatto che ogni migrante riceve € 2,50 al giorno per le proprie piccole spese quotidiane e che i soldi statali che riceve la cooperativa vengono impiegati dalla medesima per l’intero fabbisogno della comunità: cibo, vestiario, inserimento, corsi di lingua, etc.
Si tratta in buona sostanza di un inizio, ma di un inizio che fa ben sperare. Un’opportunità per tutti di crescita culturale che potrebbe rappresentare un buon esempio anche per altri.

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