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“Home restaurant, alziamo la guardia”

“La Camera ha preso posizione, ora tocca al Governo e ai Comuni. L’home restaurant è un fenomeno che va controllato, altrimenti oltre alle disparità si diffondono anche minacce per la salute dei consumatori”. Così Mauro Tigli, Presidente provinciale dei ristoratori Fiepet Confesercenti, saluta il recepimento nei giorni scorsi da parte della Commissione attività produttive della Camera di una Risoluzione sul fenomeno dei ‘cuochi social’. La Risoluzione impegna il Governo a diffondere tra Comuni e Camere di commercio uniformità interpretativa in merito al trattamento delle somministrazioni di alimenti, che in misura sempre maggiore vengono effettuate all’interno di spazi privati da parte di soggetti sprovvisti dei requisiti che invece sono richiesti ai ristoratori. Un fenomeno che in Italia sottrae già 7 milioni di euro alla ristorazione regolare secondo un recente studio CST/Confesercenti, e che si sta facendo sentire in modo non marginale anche nelle terre di Siena.

“La realtà contrappone da un lato soggetti tenuti a rispettare norme rigorose su salute e sicurezza del lavoro, e dall’altro figure che possono simulare lo stesso servizio senza rispettare queste norme. Ci sembra abbastanza evidente – continua Tigli – come l’espansione di questo stato di cose possa amplificare non solo le disparità di trattamento, ma anche i rischi per chi consuma pasti preparati in questo modo. Più il fenomeno si allarga, più la realtà dei fatti si distacca da quanto previsto per legge: ci sembra motivo sufficiente per alzare la guardia”.

Confesercenti ricorda anche che, tra i fenomeni paralleli che concorrono a questo stato di cose ci sono anche le sagre e manifestazioni gastronomiche di piazza, soprattutto nei casi in cui queste vengono allestite senza un reale collegamento con le tradizioni e quindi la cultura dei territori in cui si svolgono.

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