GSK, sindacati preoccupati: “In tre anni i lavoratori sono diminuiti di 325 unità”
10 Lug, 2019
GSK laboratori (1)

I lavoratori GSK Vaccines, riunitisi in assemblea sindacale, non hanno dubbi: la situazione è molto meno rosea di come la vorrebbe dipingere la Direzione aziendale.

Questo è quanto è emerso a seguito della presentazione da parte della Rappresentanza Sindacale Unitaria di un documento – approvato all’unanimità dai lavoratori presenti – dove vengono elencate tutta una serie di criticità riguardanti l’andamento dell’attività della multinazionale del farmaco nella nostra provincia.

Il prolungato calo dei volumi produttivi, in modo particolare quello riguardante il prodotto di punta del portafoglio vaccini, allarma e preoccupa non poco per le sorti e il futuro dell’Azienda, così come il fermo produzione di alcuni strategici reparti, quale conseguenza di discutibili scelte aziendali, che sta incidendo negativamente anche sul totale della forza lavoro occupata.

La Rappresentanza Sindacale ha infatti evidenziato come nel triennio 2016-2018 il numero totale dei lavoratori GSK (compresi quelli ‘affittati’ dalle agenzie di somministrazione) sia diminuito di ben 325 unità, trend negativo che trova conferma anche al termine del primo semestre 2019.

Inoltre è in atto anche una massiccia riorganizzazione di molte funzioni aziendali, costringendo spesso i lavoratori a riposizionamenti interni, subendo a volte giocoforza un demansionamento nell’ottica di un maggior efficientamento costi-benefici.

A maggior ragione, è altresì curioso che invece nel triennio 2016-18 il numero dei dirigenti aziendali sia aumentato (98 nel 2016, 101 nel 2018). Evidentemente per la multinazionale la riduzione dei costi equivale solo a ridurre il numero di operai ed impiegati.

Oltre a questi problemi, si registra un’impennata di contestazioni e provvedimenti disciplinari che GSK usa in modo del tutto arbitrario come strumento di gestione del personale, creando un clima di tensione e negatività che porta molti lavoratori ad un livello di stress psicologico non più sopportabile.

Noncurante di queste problematiche, l’Azienda preferisce mostrare, soprattutto all’esterno, solo il lato più accattivante, quello più fotogenico, cogliendo tutte le occasioni possibili per enfatizzare alcuni aspetti dell’ambiente lavorativo che sono sì importanti, ma non certo indicatori rassicuranti di uno sviluppo industriale sul nostro territorio: smart working, sostenibilità ambientale, parità di genere ed inclusione delle varie ‘diversità’ (culturali, generazionali, di orientamento sessuale), che ovviamente non possiamo che apprezzare, servizi aziendali (il ‘maggiordomo’, l’asilo nido, la palestra, i campi sportivi, la navetta, il car pooling).

Le verità nascoste sono invece ben altre, come è stato fatto presente dalla RSU ai massimi vertici aziendali dopo il mandato ricevuto da parte dei lavoratori.

Ora la palla passa a GSK, che dovrà fornire risposte convincenti e rassicuranti sulle prospettive occupazionali dei siti senesi.

FILCTEM CGIL Siena